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Autorizzazioni per aprire una palestra

12 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 gennaio 2018



Permessi, documenti e requisiti per avviare una palestra dedicata all’attività sportiva non agonistica. Dalle autorizzazioni al personale obbligatorio.

Dopo Natale, perché si è mangiato troppo durante le feste. Dopo Pasqua, lo stesso. Prima dell’estate, perché bisogna superare la prova costume (basterebbe comprarne uno più largo, ma lasciamo perdere). Dopo l’estate, perché nel posto in cui siamo stati in vacanza si mangiava come se non ci fosse più un domani e si è fatto poco esercizio. Prima di Natale, perché dopo mangio troppo durante le feste. Insomma: ogni periodo è buono per andare in palestra. Vuoi vedere che aprire una palestra può essere l’affare a cui non si è mai pensato?

Ma quali autorizzazioni servono per aprire una palestra? Bisogna avere qualche diploma o attestato professionale per avviare quest’attività? C’è bisogno di un permesso da un punto di vista sanitario, visto che, comunque, l’attività fisica riguarda la salute dei clienti? E, a livello d’impresa, come si colloca una palestra? Partiamo proprio da qua per capire quali autorizzazioni servono per aprire una palestra.

Come aprire una palestra?

Contrariamente a quanto si può immaginare, la prima cosa che dovrebbe fare chi vuole aprire una palestra e, quindi, promuovere l’attività fisica altrui, è sedersi a tavolino e stare fermo. Pensare, ragionare e decidere. Mandare in allenamento il cervello prima dei muscoli, insomma. Perché? Perché dovrà stabilire quale forma giuridica adottare (impresa individuale, società, associazione sportiva), a chi rivolgersi per chiedere le autorizzazioni, come impostare la propria attività (cioè dimensione e ubicazione dei locali, attrezzature, personale da assumere, ecc.).

Aprire una palestra: le autorizzazioni da chiedere al Comune

Carta, penna e calamaio: ecco le autorizzazioni per aprire una palestra.

Il primo appuntamento lo si prende presso il Comune in cui si intende avviare l’attività. Qui bisognerà presentare la domanda di autorizzazione per aprire una palestra, cioè «un impianto per l’esercizio di attività motoria ricreativa».

Un modulo e basta? Poca fatica per uno che aspira a mantenersi in forma e trasmettere la voglia di sprecare energia ai clienti. Alla domanda si deve allegare:

  • una copia della polizza assicurativa sulla responsabilità civile e professionale verso terzi;
  • la planimetria generale dei locali;
  • una dichiarazione di conformità ai sensi di legge [1] sugli impianti di elettricità, condizionamento dell’aria, ecc.;
  • una relazione firmata da un tecnico abilitato che attesti la conformità degli impianti;
  • la valutazione dell’impatto acustico (a prova di urla di chi soffre a sollevare pesi, verrebbe da pensare);
  • il certificato firmato da un tecnico abilitato sull’idoneità statica sulle strutture portanti;
  • il parere dell’autorità sanitaria sulle condizioni igieniche della struttura;
  • la dichiarazione di accettazione dell’incarico da parte del direttore tecnico e del responsabile sanitario;
  • l’elenco delle attività che si svolgeranno all’interno della palestra.

Quanto ad altre eventuali autorizzazioni amministrative, ogni Regione dispone le proprie regole, quindi è opportuno rivolgersi all’Ente sovracomunale di competenza per avere delle informazioni in merito.

Aprire una palestra: le autorizzazioni per costituire la società

Riempite il calamaio, prendete altra carta e tenete la penna in mano per continuare a segnare le autorizzazioni per aprire una palestra. Che decidiate di farlo come società individuale, in nome collettivo (Snc), in accomandita semplice (Sas) o a responsabilità limitata (Srl), avrete bisogno per aprire la vostra attività di:

  • fare una domanda per avere una partita Iva;
  • dichiarare l’inizio dell’attività all’Agenzia delle Entrate (mi raccomando);
  • avere in mano un’autorizzazione sanitaria dell’Asl riguardante i locali;
  • ottenere un certificato antincendio dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco se i locali possono ospitare più di 100 persone o hanno una superficie lorda superiore ai 200 mq;
  • presentare una domanda di iscrizione al Registro delle imprese con denuncia di inizio attività (Dia) al Repertorio economico amministrativo;
  • iscriversi all’Inail per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e all’Inps per la gestione dei contributi previdenziali.

Quasi dimenticavo: se poi si vuole accendere lo stereo (o la radio o la tv) per stimolare gli atleti con una buona dose di musica, occorrerà avere – e pagare – la dovuta autorizzazione della Siae.

Aprire una palestra: i requisiti del titolare

Se pensate di aprire una palestra, sappiate che anche voi dovete avere dei requisiti per poter avviare quest’attività [2]. In particolare:

  • avere la fedina (quasi) pulita, quindi non avere riportato condanne penali e pene restrittive per più di tre anni;
  • non essere sottoposti a sorveglianza speciale;
  • non avere avuto una condanna per reati contro la moralità pubblica ed il buon costume, contro la sanità pubblica o per giochi d’azzardo;
  • non avere commesso dei delitti o avuto delle contravvenzioni in stato di ubriachezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Insomma: dovete essere dei bravi ragazzi.

Aprire una palestra: c’è bisogno di personale specializzato?

Per mantenervi in forma, vi mettereste mai nelle mani di una persona con un hamburger nella destra e un panino con la porchetta nella sinistra (o viceversa)? In altre parole, quando si vuole fare dell’attività fisica bisogna affidarsi all’istruttore giusto, che abbia le conoscenze giuste per il bene della nostra salute e per ottenere i risultati desiderati.

Ecco perché chi vuole aprire una palestra è obbligato a mettere a disposizione dei clienti del personale specializzato, cioè:

  • istruttori abilitati come previsto dalle leggi regionali;
  • un direttore tecnico;
  • un responsabile sanitario con laurea in medicina e chirurgia.

È fondamentale che in una palestra ci sia sempre una persona in possesso di laurea in Scienze motorie, o del diploma universitario conseguito presso l’Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) o in possesso di altri titoli equivalenti rilasciati da Istituti di alta formazione negli Stati membri dell’Unione europea.

note

[1] Legge n. 46/1990.

[2] Artt. 11 e 92 Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).

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