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Ammissione di debito: prescrizione

19 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2018



Un’agile guida per orientarsi nel caso di sottoscrizione di un atto nel quale si riconosca di aver ricevuto in prestito una somma di denaro. 

Se ci si chiede, nel caso in cui il debitore sottoscriva un atto di ammissione di un proprio debito cosa accada circa la prescrizione occorre dire che, dal momento della sottoscrizione, il creditore avrà dieci anni di tempo per richiederci indietro il denaro prestato e avviare una causa se la restituzione non fosse spontanea.

Cos’è dal punto di vista legale il prestito di denaro?

Prima di addentrarci nel vivo del tema relativo all’ammissione di debito e prescrizione, occorre dire che quando si ottiene da un amico o da un parente il prestito di una somma di denaro in realtà si conclude un contratto di mutuo [1].

Molto spesso, al momento in cui la somma ci viene consegnata, non si mette nulla per iscritto (perché il creditore è un parente o un amico di lunga data).

Tuttavia può accadere che, anche successivamente al momento della consegna, il creditore chieda al debitore di firmare un atto di ricognizione di debito e cioè un atto con cui il debitore riconosca di aver ricevuto in una certa data in prestito del denaro, con la possibilità di indicare in questo atto anche la data di restituzione (o la scadenza delle singole rate con le quali la somma sarà restituita) e il tasso degli eventuali interessi pattuiti.

Questo atto di ricognizione costituirà, quindi, la prova principale dell’esistenza di un contratto di mutuo concluso tra chi prestò il denaro e chi lo ricevette in prestito.

Il prestito di denaro è un mutuo

Il prestito di denaro produce sempre interessi?

In mancanza di diverso accordo, il mutuo produce interessi (al tasso legale, se non è convenuto per iscritto un tasso differente).

Questo vuol dire che se nell’atto di ammissione (cioè dall’atto di ricognizione del debito) o nel contratto di mutuo (se è stato stipulato per iscritto fin dall’inizio) non viene specificato nulla, il prestito produrrà automaticamente interessi al tasso legale e, quindi, la restituzione della somma dovrà anche comprendere (in modo spontaneo o per ordine del giudice) anche gli interessi sull’importo da restituire.

Il prestito di denaro produce normalmente interessi

In quanto tempo si prescrive l’obbligo di restituire la somma prestata?

La prescrizione dell’obbligo di restituzione della somma prestata è decennale.

Questo significa che il creditore ha tempo dieci anni per agire nei confronti del suo parente od amico per richiedergli la restituzione della somma e che i dieci anni decorrono dalla data in cui la somma fu prestata.

Naturalmente, nel caso in cui venga sottoscritto dal debitore l’atto di ammissione del proprio debito in un momento successivo rispetto alla data in cui la somma fu prestata, l’atto di ricognizione stesso, ai sensi di legge [2], potrà avere l’effetto di interrompere la prescrizione (facendola ripartire da zero) se l’atto è stato sottoscritto proprio dal debitore e in esso sia espressa in modo chiaro l’intenzione di riconoscere l’esistenza del diritto del creditore.

Ciò vuol dire che se l’atto di ricognizione di debito sottoscritto dal debitore contiene in modo chiaro il riconoscimento dell’esistenza del diritto del creditore, la prescrizione decennale ricomincerà a decorrere da zero a partire proprio dalla data di sottoscrizione dell’atto di ricognizione.

L’obbligo di restituire la somma prestata si prescrive in dieci anni

Si può rinunciare alla prescrizione per favorire il creditore?

Chi ha ricevuto in prestito la somma di denaro più di dieci anni prima rispetto alla data in cui sottoscrive un atto di ammissione del proprio debito (atto di ricognizione del debito) può, nello stesso atto di ricognizione, dichiarare di rinunciare ad avvalersi della prescrizione già maturata a proprio favore.

L’eventuale rinuncia alla prescrizione contenuta nell’atto di ricognizione di debito non avrà però alcun valore nel caso in cui la prescrizione, alla data in cui l’atto di ricognizione viene sottoscritto, non si sia ancora compiuta [3].

Questo significa che il debitore può rinunciare in modo valido ed efficace alla prescrizione solamente se essa si sia già interamente compiuta nel momento in cui la rinuncia ad essa viene effettuata e cioè se a quella data sono già passati più di dieci anni dal momento in cui la somma fu concessa in prestito.

Il debitore può rinunciare alla prescrizione

note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 2944 cod. civ.

[3] Art. 2937 cod. civ.

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1 Commento

  1. E se il creditore è deceduto e gli eredi vengono in possesso del contratto di mutuo la prescrizione decorre da quando gli eredi stessi ne vengono a conoscenza?

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