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Spese successione: sono detraibili?

16 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 febbraio 2018



Cosa si può scaricare sul 730 dopo il decesso di un parente. Cos’è la tassa di successione, cosa si paga e che succede se non si presenta la dichiarazione.

La successione è un passaggio obbligato nel momento difficile in cui una persona viene a mancare e lascia agli eredi il suo patrimonio, poco o tanto che sia. Chi riceve questo patrimonio deve, in primis, far fronte alle spese funerarie e, in un secondo momento, a quelle della vera e propria successione, cioè della pratica con cui gli eredi (sempre che non abbiano manifestato parere contrario) si fanno carico dei beni del defunto. Degli onori ma anche degli oneri, cioè dei debiti.

L’unica nota positiva in una situazione del genere è che, secondo la legge, alcune spese sono detraibili. È riconosciuta, infatti, una percentuale di detraibilità, cioè un’agevolazione fiscale, sulla somma che gli eredi versano sia per il funerale del caro estinto sia per entrare in possesso dell’eredità.

Ricordiamo che la successione è, formalmente, l’atto grazie al quale una persona entra in possesso non solo dei beni materiali di un defunto e dei suoi eventuali debiti ma anche dei suoi diritti giuridici (di proprietà, di usufrutto, ecc.). Se ne distinguono due tipi:

  • la successione a titolo universale: una persona si prende in tutto o in parte (se non è l’unico erede) i diritti e i doveri del defunto;
  • la successione a titolo personale: una persona (il legatario) riceve solo uno o più diritti o doveri.

Vediamo, allora, come funziona questo meccanismo e come e quando le spese di successione sono detraibili.

Come funziona la tassa di successione?

La legge concede agli eredi, ai legatari, agli esecutori testamentari, agli amministratori dell’eredità o ai curatori dell’eredità giacente un termine di 12 mesi per presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Oggi è obbligatorio fare questa pratica per via telematica. Tuttavia, non è necessario presentarla se:

  • l’eredità è inferiore ai 100mila euro;
  • non comprende beni immobili e diritti immobiliari [1].

Ciò comporta il pagamento della tassa di successione. Si tratta, appunto, dell’imposta che occorre versare allo Stato quando si ricevono dei beni o dei diritti in eredità.

Come viene calcolata la tassa di successione?

Dipende dal grado di parentela tra l’erede e il defunto e dalle franchigie che la legge prevede (cioè dalle soglie sotto le quali non si paga la tassa). In particolare:

  • c’è una franchigia di un milione di euro che riguarda coniuge e figli del defunto, i quali dovranno pagare un’imposta del 4% su ciò che eccede da quella cifra. Ad esempio, se il valore dell’eredità è di 1.500.000 euro, coniuge e figli del defunto pagherebbero il 4% su 500mila euro (cioè 20mila euro);
  • la franchigia per fratelli e sorelle del defunto è di 100mila euro. Su ciò che eccede da questa cifra, so dovrà pagare una tassa del 6%. Ad esempio, se l’eredità è di 500mila euro, fratelli e sorelle del defunto dovranno pagare di tassa di successione il 6% su 400mila euro (cioè 24mila euro);
  • la franchigia per gli eredi disabili è di 1.500.000 euro.

Per gli altri eredi non è contemplata la franchigia. Quindi, il calcolo della loro tassa di successione va fatto esclusivamente sull’aliquota applicata, e cioè:

  • per i parenti fino al 4° grado (cioè zii, nipoti, cugini, suoceri e cognati) l’aliquota fissata è al 6%;
  • per gli altri soggetti si applica l’aliquota dell’8%;

Come si paga la tassa di successione?

Per pagare la tassa di successione occorre compilare e presentare entro 60 giorni il modello F24 in banca, in Pista o presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate Riscossione. Se l’importo della tassa è superiore a mille euro, è possibile pagare l’imposta a rate [2].

Sempre con il modello F24 occorrerò pagare l’imposta ipotecaria e quella catastale nel caso in cui l’eredità comprendesse anche dei beni immobile. La tassa ipotecaria è del 2% mentre quella catastale è dell’1% sulla base del valore catastale dell’immobile.

Che succede se non si presenta la dichiarazione di successione?

Attenzione a non fare i furbi: chi non presenta una dichiarazione di successione viene ritenuto un evasore fiscale e, pertanto, dovrà pagare una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’imposta oppure, se la tassa non è dovuta, da 250 a 1.000 euro.

L’Agenzia delle Entrate non resterà con le mani in mano, com’è facile immaginare: accerterà l’attivo ereditario e liquida l’imposta dovuta dagli eredi in base al valore dei beni e dei diritti da loro acquisiti senza alcuna deduzione di passività o altri oneri deducibili. L’importo liquidato è maggiorato da interessi del 2,5% per ogni semestre trascorso dalla data in cui la dichiarazione di successione doveva essere presentata.

Infine, gli eredi non potranno rivendicare i beni del defunto né eventuali crediti che vantava in vita il caro estinto.

Le spese del funerale sono detraibili?

Forse – e purtroppo – qualcuno di voi ci sarà già passato: pagare un funerale è un onere piuttosto gravoso, tra fiori, servizi dell’agenzia di pompe funebri, sepoltura, eventuale cremazione e diritti cimiteriali da versare al Comune.

Tutte queste spese possono essere detraibili sulla dichiarazione dei redditi (cioè, sul 730 ordinario o precompilato o sul Modello Redditi) purché dovutamente documentate con fatture o ricevute di pagamento. In questo modo, scenderanno le tasse da pagare.

Sono detraibili anche le spese sostenute per il funerale di una persona a cui non si è legati da un vincolo di parentela (un convivente con cui non c’è stata alcuna unione formale, ad esempio, oppure un caro amico a cui si vuole pagare l’ultimo saluto).

Il massimo detraibile per le spese funerarie è 294,50 euro, ovvero il 19% delle spese fino ad un tetto di 1.550 euro a decesso. Soltanto la persona che ha sostenuto queste spese può beneficiare della detrazione fiscale. Nel caso in cui a pagare sia più di un soggetto (ad esempio i figli del genitore morto), la detrazione può essere suddivisa pro quota. Per questo motivo, è importante che riportare sulla fattura la ripartizione della spesa con gli altri, apponendo anche la propria firma.

Non sono detraibili le spese fatte prima del decesso, in previsione del triste evento, come ad esempio l’acquisto di un loculo al cimitero.

note

[1] Decreto semplificazioni –  D. Lgs n. 175 del 21/11/2014.

[2] La rateizzazione avviene secondo le seguenti modalità:

  • almeno il 20% dell’importo deve essere versato entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione;
  • la parte restante, è versata in otto rate trimestrali (12, per importi superiori a 20mila euro), su cui calcolare gli interessi dal primo giorno successivo al pagamento della tranche iniziale. Le rate scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre.
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