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Lo sai che? Anticipazione del Tfr

Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2018

Condizioni e requisiti, modello di domanda e procedura, importi e termini per chiedere l’anticipo sul trattamento di fine rapporto di lavoro.

Vorresti acquistare una casa per te o per i tuoi figli, oppure devi sottoporti a un intervento chirurgico serio e a una cura costosa. In tutti questi casi hai bisogno di soldi liquidi e, poiché nessuna banca ti concede un prestito, l’unico modo che hai per finanziarti è chiedere una anticipazione del Tfr all’azienda dove lavori. Prima però di andare a parlare con il datore vorresti saperne di più, conoscere i tuoi diritti, in quali casi al dipendete spetta l’anticipo sul Tfr, quando deve essere concesso e quando invece può essere negato, quali sono gli importi sul trattamento di fine lavoro che possono essere riconosciuti prima della cessazione del rapporto con l’azienda e qual è il trattamento fiscale. Di tanto parleremo in questo articolo: ti spiegheremo, più in particolare, quando spetta l’anticipazione del Tfr e come fare domanda. Ma procediamo con ordine.

Quando spetta l’anticipazione del Tfr?

Il lavoratore dipendente ha diritto al Tfr, ossia il trattamento di fine rapporto, alla cessazione del rapporto di lavoro, sia che ciò avvenga a seguito di licenziamento che di dimissioni. Tuttavia, nel corso del rapporto di lavoro, quindi ancor prima della risoluzione del contratto, egli può chiedere l’anticipazione del Tfr, ma solo per specifiche finalità: a) acquisto della prima casa per sé o per i propri figli; b) necessità di sostenere spese sanitarie; c) necessità di sostenere le spese durante i periodi di fruizione di specifici congedi.

La somma anticipata viene detratta dal Tfr complessivamente spettante al lavoratore, determinando così – per quella parte – l’effetto estintivo dell’obbligo del datore di lavoro.

Il datore di lavoro può negare l’anticipazione del Tfr?

Alla ricorrenza delle condizioni previste dalla legge per chiedere l’anticipazione del Tfr il datore di lavoro non può negare la richiesta al proprio dipendente, il quale pertanto vanta un vero e proprio diritto soggettivo.

Poiché il Tfr consiste quasi sempre in somme particolarmente elevate, per evitare che la concorrenza di più richieste nello stesso periodo possa comportare una crisi di liquidità per l’azienda, viene posto un limite numerico alle istanze presentate nello stesso anno. L’azienda è tenuta ad accogliere le domande di anticipazione nel limite annuo del 10% dei lavoratori aventi diritto e comunque del 4% del numero totale dei dipendenti. Il numero dei lavoratori da prendere in considerazione per il calcolo degli aventi diritto è quello esistente all’inizio dell’anno.

Che cos’è l’acconto sul Tfr

A differenza dell’anticipazione del Tfr – di cui parleremo in questo articolo – esiste anche la possibilità di chiedere un acconto sul Tfr. La domanda può essere presentata prima della liquidazione definitiva del Tfr, senza che sia richiesta la sussistenza di particolari presupposti (presupposti che, invece, come vedremo, valgono per l’anticipazione).

Dopo quanti anni di servizio può essere chiesto l’anticipo sul Tfr?

Solo ai dipendenti che hanno maturato almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore di lavoro spetta l’anticipazione sul Tfr. Si tratta quindi dell’anzianità di servizio vera e propria e non il periodo effettivamente lavorato.

Non ne hanno diritto i dipendenti di aziende in CIGS (cassa integrazione guadagni straordinaria).

Si può realizzare il requisito del servizio presso lo stesso datore di lavoro anche se il lavoratore viene trasferito da una società all’altra di uno stesso gruppo, purché in tale occasione non gli venga liquidato il Tfr.

Per quali spese si può chiedere l’anticipazione del Tfr

L’anticipazione del Tfr può essere richiesta solo per determinate spese che devono essere tutte documentate. Eccole elencate qui di seguito.

Acquisto della casa

Si può trattare sia della casa del lavoratore che dei suoi figli. Deve però essere la casa di residenza e non una a uso investimento o la seconda casa. Come documentazione è sufficiente mostrare il contratto preliminare.

L’anticipazione spetta anche per l’acquisto del suolo allo scopo di costruire l’abitazione.

Non è invece ammessa la richiesta di anticipazione del Tfr per ristrutturare casa già di proprietà. Altrettanto non è ammessa per la copertura di debiti contratti dal lavoratore per il pagamento del prezzo della casa o per evitare l’espropriazione forzata della casa di proprietà.

Spese mediche

Il lavoratore deve trovarsi nella necessità di sostenere spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti ASL. Non è necessario che il lavoratore abbia già sostenuto la spesa.

Come documentazione è necessaria l’attestazione rilasciata dalle Asl che certifichi l’esistenza della malattia, la necessità della conseguente terapia o intervento e l’entità della spesa.

Congedi

Il TFR può essere anticipato per sostenere le spese durante i periodi di fruizione dei congedi per:

  • astensione facoltativa per maternità;
  • formazione.

Possono pertanto richiedere l’anticipazione i lavoratori assunti a tempo indeterminato che:

  • genitori, anche adottivi o affidatari, si avvalgono del diritto di astensione facoltativa per maternità;
  • hanno presentato domanda di congedo per la formazione, accolta dal datore di lavoro;
  • partecipano a iniziative di formazione continua, anche aziendali.

L’anticipazione è corrisposta unitamente alla retribuzione relativa al mese precedente la data di inizio del congedo.

A quanto ammonta l’anticipazione del Tfr?

Grazie alla richiesta di anticipazione del Tfr si può ottenere fino a massimo il 70% del trattamento di fine rapporto già maturato. Il residuo 30% pertanto va sempre liquidato alla cessazione del rapporto di lavoro.

Il calcolo deve essere effettuato come se alla data della richiesta cessasse il rapporto di lavoro. Pertanto bisogna sommare gli importi accantonati sino a quel momento con la rivalutazione.

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Autore immagine Pixabay,com


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