Diritto e Fisco | Articoli

Dolori articolari: diritti e agevolazioni fiscali per chi ne soffre


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 febbraio 2018



I dolori articolari sono spesso la causa di malattie invalidanti e in questi casi danno diritto ad agevolazioni e aiuti da parte dello Stato: vediamo quali

Sono un fardello che pesa sulle spalle di ben il 50 per cento della popolazione italiana. Significa che almeno la metà di tutte le persone che stanno leggendo questo articolo soffre di dolori articolari e può avere potenzialmente delle malattie invalidanti. E il numero è tristemente destinato ad aumentare. Significa che la metà dei cittadini ne è afflitta e questo comporta non poche difficoltà nella vita quotidiana. Dolori cronici e acuti alle articolazioni di tutto il corpo provocano problemi a chi deve muoversi, camminare, lavorare, prendersi cura della casa e della famiglia. Qualsiasi gesto quotidiano può rivelarsi un incubo. La funzione delle articolazioni è molto importante, dal momento che queste strutture sostengono praticamente tutto il nostro scheletro e il dolore articolare può rivelarsi davvero invalidante per chi ne soffre. Basti penare che tra le principali cause dei dolori articolari ci sono vere e proprie patologie degenerative (come le artrosi) e infiammatorie (come le varie forme di artrite, quella reumatoide tra le più conosciute), e che a queste malattie una vera cura risolutiva ancora non è stato trovata. Ci sono solo farmaci palliativi, che possono alleviare il dolore e, ovviamente alcuni diritti che vengono garantiti alle persone che ne soffrono. Vediamo in dettaglio quali sono i diritti di chi soffre di dolori articolari.

Quali sono le patologie legate ai dolori articolari?

Le malattie legate alle articolazioni possono essere raggruppate, per semplificare,  in due insiemi: quello delle malattie degenerative e quello delle malattie infiammatorie. Tra le patologie degenerative c’è sicuramente l’artrosi, che causa un lento e progressivo consumo delle cartilagini e, chi ne soffre, sa bene che causa forti dolori alle articolazioni di mani, cervicale e ginocchio. Le cartilagini si consumano e si assottigliano, le ossa si sfregano le une con le altre e si sentono dolori spesso lancinanti.

Nell’insieme delle malattie reumatiche troviamo poi anche la fibromalgia, sclerodermia, polimiosite.

Tra le patologie infiammatorie e autoimmuni invece c’è l’odiata artrite reumatoide, che colpisce sempre più persone, soprattutto donne e che causa dolori atroci, difficoltà a muoversi, camminare e compiere anche movimenti semplici come lavare i piatti, e molto spesso porta a vere e proprie deformazioni ossee.

Tra le altre artriti ci sono quella reattiva, il lupus, la psoriasica, il morbo di still.

Come faccio a capire se ho una malattia articolare invalidante?

Prima di elencare i diritti di chi soffre di dolori articolari, è bene ricordare che tutte le agevolazioni che possiamo chiedere e ottenere, vengono tarate sulla base della gravità della patologia che ci viene diagnosticata. Avere un semplice dolore alla mano non porta di per sé automaticamente al riconoscimento dei diritti assistenziali. Bisogna prima accertare la causa del dolore e, in presenza di patologia, la sua gravità e quindi la percentuale di invalidità.

In prima battuta solo il medico può fare questo ovviamente. Dobbiamo quindi fare una visita grazie alla quale il medico di base accerterà la nostra condizione e ci rilascerà il relativo certificato medico, con il quale noi potremo fare la richiesta di invalidità all’Inps o di riconoscimento dello stato di handicap (secondo la famosa legge 104).

Quali sono i diritti di chi soffre di dolori articolari?

Come abbiamo accennato, chi soffre di dolori articolari può accedere a tutta una serie di diritti e agevolazioni che possono essere ricondotti in gran parte a due grandi macro possibilità: il riconoscimento dell’invalidità civile e il riconoscimento dello stato di handicap. Vediamo in dettaglio i diritti di chi soffre di dolori articolari.

Esenzione ticket

La prima agevolazione a cui possono ambire tutte le persone che soffrono di patologie invalidanti e croniche è l’esenzione dal ticket sanitario. In pratica, mentre tutti i normali cittadini quando prenotano una visita, gli esami e qualsiasi altra indagine diagnostica pagano il ticket, chi soffre di patologie reumatiche e articolari (tra cui anche quelle che abbiamo elencato) può vedersi riconosciuta l’esenzione completa o parziale.

L’esenzione deve essere richiesta alla Asl di residenza della persona affetta da patologia. In pratica una specifica visita medica attesta la condizione, il medico rilascia il certificato e questo certificato va consegnato quando si fa domanda alla Asl che, se valuta positivamente la richiesta, rilascia un attestato di esenzione. Su questo attestato è scritta la malattia per la quale il paziente ha ottenuto l’esonero dal pagamento del ticket. Quindi, se soffriamo di artrite reumatoide, sul nostro attestato sarà scritto che noi siamo esenti per tutte le visite, esami e accertamenti che riguardano questa malattia.

Riconoscimento handicap

Chi soffre di malattie molto invalidanti, che causano vere e proprie minorazioni fisiche e psiche gravi, tali da non consentire più una vita autonoma e tali da causare difficoltà di movimento, di integrazione sociale e lavorativa, può avere diritto a quella che è da tutti noi conosciuta come la 104. Nient’altro è che una legge rivolta proprio a persone in possesso di una grave condizione di svantaggio o di handicap.

Se soffriamo di dolori articolari molto gravi, che ci hanno causato una vera e propria difficoltà di autonomia nella vita di tutti giorni, possiamo chiedere anche noi allo Stato il riconoscimento dello stato di handicap e quindi il diritto alle agevolazioni previste dalla legge 104 [1]. Non ci sono prestazioni economiche garantite se rientriamo nello stato di handicap secondo questa legge, ma solo agevolazioni fiscali, sociali e nell’ambito del lavoro.

Se vogliamo chiedere il beneficio della 104 dobbiamo:

  • Andare dal nostro medico curante per farci rilasciare il certificato con cui viene attestata la nostra patologia invalidante
  • Con in mano questo certificato e un codice che ci verrà rilasciato, dobbiamo fare richiesta per via telematica all’Inps (possiamo accedere al portale Inps oppure telefonare al Contact center oppure ancora rivolgerci ai patronati)
  • Verremo poi chiamati per una ulteriore visita di accertamento dell’invalidità. La visita medica sarà effettuata da una commissione della Asl e da un medico dell’Inps, che valuterà il tutto e deciderà se possiamo ottenere la 104 e quindi tutti i vantaggi che ne derivano.

Permessi retribuiti

Una prima agevolazione consentita dalla legge 104 sono i permessi retribuiti: tre giorni di riposo al mese (retribuiti e coperti dai contributi) e riposi giornalieri di 1-2 ore. I permessi possono essere richiesti da lavoratori dipendenti, lavoratori genitori di un figlio disabile a carico, lavoratori con parenti disabili fino al II grado. Ovviamente se vogliamo un permesso dobbiamo chiederlo al datore, indicando il motivo e la condizione che ci porta a fare domanda.

Oltre ai permessi retribuiti, ci sono anche altre agevolazioni connesse all’ambito lavorativo: la persona con handicap grave può scegliere la sede di lavoro più comoda e vicina al luogo in cui abita; in caso di trasferimenti aziendali può rifiutare il trasferimento; il collocamento mirato e le quote obbligatorie di assunzione riservate ai disabili. Inoltre chi assiste un disabile ha diritto a 2 anni di congedo dal lavoro, anche non consecutivi ma dilazionati nel tempo.

Agevolazioni fiscali sui veicoli per disabili

In base alla legge 104, i disabili con ridotte capacità motorie, chi ha difficoltà di deambulazione o chi è titolare di indennità di accompagnamento, è beneficiario di agevolazioni fiscali sull’acquisto di veicoli che ne aiutino la deambulazione: le motocarrozzette, lw auto e motoveicoli per il trasporto dei disabili, autocaravan. Si possono portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi e si hanno anche agevolazioni per quanto riguarda l’esenzione del pagamento del bollo.

Tagliando invalidi

Chi ha notevoli difficoltà di deambulazione (e chi soffre di dolori articolari spesso è vittima di questi disagi) può fare domanda al proprio Comune per ottenere il contrassegno invalidi: il famoso tagliandino con l’immagine stilizzata di una persona sulla sedia a rotelle, che permette di parcheggiare e sostare anche in zone tipicamente vietate alla sosta [2]. Tutto questo senza il rischio di prendere multe. Ovviamente può essere utilizzato solo se la persona disabile è a bordo del veicolo. Anche se la disabilità di chi lo richiede è permanente, il contrassegno invalidi scade ogni 5 anni e ogni 5 anni va sempre quindi rinnovato.

Indennità di accompagnamento

Tra i diritti di chi soffre di dolori articolari (sempre in base alla gravità della patologia accertata) c’è anche la possibilità di richiedere l’indennità di accompagnamento: una prestazione economica erogata dall’Inps, riservata solo agli invalidi totali al 100 per cento [3].

La nostra malattia reumatica in questo caso dovrà essere talmente grave e totalmente invalidante, al punto che chi ne soffre dovrà essere sempre accompagnato da qualcuno, vista la sua difficoltà a deambulare e muoversi autonomamente.

Per ottenere questa indennità il requisito fondamentale è quindi l’invalidità totale. Il processo è simile alla richiesta di stato di handicap:

  • Si va dal medico di base per la visita e il rilascio del certificato introduttivo con cui il medico accerta la malattia
  • Con in mano il certificato e il codice che viene generato, presentiamo domanda all’Inps per via telematica (da soli oppure chiamando il Contact center oppure ancora tramite patronato)
  • Dopodiché l’Inps ci chiamerà per la visita di accertamento

Invalidità civile

Chi soffre di dolori articolari causati da malattie reumatiche e articolari invalidanti può accedere anche al riconoscimento dell’invalidità civile. Soprattutto quando la malattia è degenerativa e cronica non ci sono certo buone prospettive per chi ne è affetto. Lentamente si avrà sempre più difficoltà a svolgere le nomali funzioni quotidiane e lavorative. Ecco perché anche nei casi di patologie articolari si può avere accesso all’invalidità.

Ricordiamo però che la percentuale minima per essere considerato invalido civile, cioè persona affetta da menomazioni fisiche o psiche che causano una riduzione della capacità lavorativa, è di almeno il 33 per cento della riduzione della capacità. E ricordiamo anche che per accedere alle erogazioni che l’Inps mette a disposizione si deve rientrare in un range di invalidità tra il 74 per cento e il 100 per cento.

Anche qui per ottenerne il riconoscimento, dopo una prima visita dal proprio medico di base, con relativo rilascio di certificato, subentra la visita di accertamento dell’Inps, che valuta l’effettiva gravità della patologia e rilascerà il proprio verdetto, approvando o meno il riconoscimento dell’invalidità civile e attribuendo una percentuale. Quanto più alta sarà questa percentuale maggiori saranno i benefici erogati e concessi dall’Inps: esenzioni, punteggio per l’assegnazione di alloggi popolari, fornitura di attrezzature e protesi per far fronte al proprio disagio fisico.

L’invalidità civile al 100 per cento poi dà diritto alla pensione di inabilità o all’indennità di accompagnamento.

note

[1] Legge 104 del 1992

[2] D.p.r. n. 151 del 30 luglio 2012

[3] Legge n. 18 dell’11 febbraio 1980

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI