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Lo sai che? Varco attivo alla Ztl: si può passare?

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2018

La scritta varco attivo sul display luminoso delle zone cittadine Ztl genera spesso confusione: significa che si può passare o che bisogna restare fuori?

Chi vive nelle città d’Italia sa bene di cosa stiamo parlando. Quella che raccontiamo è pressoché un’esperienza comune: stiamo guidando in macchina o motorino e ci fermiamo proprio lì, davanti al cartello che indica la Ztl (zona a traffico limitato) e accanto il display luminoso che, a seconda degli orari stabiliti, viene illuminato con la scritta “varco attivo”. E noi, un po’ con l’occhio stanco dopo una giornata di corsa un po’ con l’indecisione tipica del salame abbacchiato, restiamo qualche secondo immobili davanti alla scritta senza sapere che fare. Entriamo o non entriamo? Questo è il dilemma. Finché l’auto dietro non strombazza il clacson e allora ingraniamo la prima ed entriamo. Potevamo farlo o ci siamo appena aggiudicati una bella multa? In pratica, quando c’è scritto varco attivo alla Ztl si può passare?

Cos’è la Ztl?

Ogni città ha le sue meraviglie, i suoi centri storici, le sue bellezze architettoniche e le sue vie acciottolate da preservare e proteggere. E ogni amministrazione comunale stabilisce le proprie Ztl: zone a traffico limitato, dove non si può sempre entrare sempre con la macchina o con altri veicoli. Si può passare e circolare solo in determinate fasce orarie, stabilite appunto dai Comuni, per particolari tipologie di utenti e mezzi di trasporto.

E ogni Comune si dota di propri sistemi di controllo con telecamere, per monitorare chi non rispetta il divieto di entrata nelle zone a traffico limitato: ad esempio Sirio nelle romagnole Bologna, Forlì, Ravenna. Ma ogni città ha il proprio sistema, che facilita il monitoraggio automatico degli ingressi, e quindi il conseguente sistema di multe per i trasgressori.

Come funziona il controllo elettronico della Ztl?

Le telecamere sono collegate a un database che contiene le targhe dei veicoli che sono autorizzati a passare: la cosiddetta lista bianca. Quando l’auto del cittadino passa, la telecamera rileva la targa e va a vedere in questo database se è inserita nella lista bianca o meno.

Se lo è viene autorizzato il transito, se invece non è presente in lista viene scattata una fotografia e inviata alla centrale operativa della polizia municipale. Questa fa un ulteriore controllo e in caso di multa tutto viene inviato alla società che si occupa di notificare le sanzioni e poi a Poste Italiane, che recapita a casa del trasgressore la simpatica multa.

Facciamo alcuni esempi di Ztl nelle città italiane.

Ztl a Roma

Le zone a traffico limitato di Roma sono state stabilite nel Centro storico, nella zona del Tridente, a Trastevere, a Testaccio, a Monti e a San Lorenzo. A seconda delle diverse zone la Ztl è funzionante (quindi non si può entrare) nei seguenti giorni: dal lunedì al venerdì e il sabato in base ad orari prestabiliti.

Ztl a Milano

Tutta la cosiddetta area C a Milano è circondata da varchi Ztl. La Ztl Cerchia dei Bastioni ha 43 varchi con telecamere. Anche in questo caso è attiva (quindi non si può circolare) nei giorni feriali: lunedì-mercoledì-venerdì dalle ore 7,30 alle ore 19,30; il giovedì dalle ore 7,30 alle ore 18. Non è invece attiva nei festivi. Quindi via libera alle auto.

Ztl a Napoli

Le zone e traffico limitato di Napoli sono: “Tarsia, Pignasecca, Dante”, il Centro Antico, “Belledonne, Martiti, Poerio”, “Morelli, Filangeri, Mille”, Chiaia, Marechiaro. Anche in questo caso ogni zona ha i propri giorni e le proprie fasce orarie in cui non sono consentiti l’ingresso e la circolazione dei mezzi.

Esattamente come Roma, Napoli e Milano, ogni città italiana ha le proprie zone a traffico limitato e i propri orari di divieto di accesso e circolazione. Permessi a parte.

Come viene indicata una Ztl?

Ma come fanno i cittadini a capire dove si può entrare e dove non si può? Le Ztl sono costituite da varchi. Veri e propri sistemi di riconoscimento e segnaletica posizionati all’ingresso delle strade cittadine che introducono ai quartieri nominati zone a traffico limitato. Ogni ingresso che porta al quartiere è caratterizzato dal cartello bianco con la scritta Ztl e le relative fasce orarie di divieto di circolazione. In più, accanto ai cartelli vengono installati veri e propri display neri luminosi dove, a seconda delle fasce orarie, viene riportata la scritta “varco attivo” oppure “varco non attivo”. Inoltre ogni Ztl ha le sue telecamere posizionate ai varchi.

Qui ci avviciniamo al nostro problema, che tante multe causa ogni giorno. In teoria i display con le scritte dovrebbero servire a chiarire le idee e a rendere più visibili le Ztl.

Le due scritte illuminate “varco attivo” e “varco non attivo” indicano rispettivamente che non si può entrare e che si può entrare. Ma la confusione che generano è tanta, perché molti di noi in realtà non capiscono se la scritta varco attivo indichi che è attivo il divieto di circolazione (e quindi non possiamo entrare) oppure se ad essere attiva è la possibilità di passare dal varco. Non tutti infatti siamo cittadini esperti e chi viaggia spesso non conosce bene i regolamenti delle Ztl.

Insomma con la scritta varco attivo alle Ztl si può passare?

Varco attivo alla Ztl: si può passare?

Chiariamo subito che la scritta varco attivo, almeno per le amministrazioni comunali che hanno installato il sistema di controllo elettronico Ztl, significa che le telecamere sono in funzione. Ciò vuol dire che è in funzione la Ztl e quindi il divieto di ingresso e circolazione al suo interno. Col varco attivo quindi non si può passare.

La scritta varco non attivo significa invece il contrario: le telecamere non sono in funzione perché l’orario di divieto è terminato e i mezzi possono circolare.

Quindi se siete fermi con la vostra auto davanti a un varco Ztl e leggete la frase “varco attivo” non potete entrare. Solo quando leggete sul pannello elettronico, posizionato all’ingresso della Ztl, l’espressione “varco non attivo” significa via libera.

Questo è il sistema utilizzato dai Comuni. Eppure sembra che molti cittadini non lo abbiano compresso appieno. Migliaia di multe vengono fatte proprio a causa degli equivoci generati dall’espressione utilizzata per segnalare le telecamere in funzione.

E non è tutto. Diverse multe sono anche state annullate da un giudice di pace di Reggio Emilia su ricorso di un cittadino anziano che aveva proprio contestato il significato della scritta “varco attivo”.

Questa espressione sarebbe infatti fuorviante. Perché? Semplice, perché varco è sinonimo di passaggio, di via libera, di transito. E quindi se svisceriamo la lingua italiana, varco attivo potrebbe essere sinonimo di “passaggio libero” “via libera”. Questo è l’equivoco che alimenterebbe la confusione dei cittadini e quindi la marea di multe che fioccano ogni giorno.

Ecco perché pochi mesi fa il giudice emiliano ha annullato ben 17 multe a carico di una persona anziana, che non aveva capito il significato della scritta ed era ripetutamente passato nelle strade Ztl con varco attivo.

Il motivo dell’annullamento è proprio questo: sui pannelli elettronici delle Ztl cittadine dovrebbe esserci scritto “varco vietato” negli orari in cui non si può circolare. Il fatto invece che le amministrazioni continuino a illuminare i display con la scritta varco attivo sarebbe soltanto un messaggio ingannevole utilizzato per fare cassa.

Varco attivo alla Ztl: posso contestare la multa?

La regola comunque rimane. Se passate lo stesso, nonostante la scritta varco attivo alle Ztl, le telecamere vi coglieranno sul fatto e vi arriverà a casa una multa molto salata, che può oscillare dagli 84 ai 335 euro [1]. La sanzione vi arriverà a casa entro 90 giorni.

Visto però il precedente creato dal giudice di Reggio Emilia, se anche voi allora vi ritenete vittime di questo sistema ingannevole della scritta varco attivo, potete provare a fare ricorso nel momento in cui la multa vi arriva a casa. Il ricorso può essere presentato il Prefetto o al Giudice di pace.

Non sarà comunque facile che venga accolto, anche perché si ritiene che il cittadino debba prima informarsi sull’effettivo funzionamento del sistema di controllo Ztl e debba prendere coscienza del fatto che il varco attivo alla Ztl equivale al non poter passare.

In pratica ci potete anche provare, ma non è detto che il ricorso venga accolto.

Posso chiedere il permesso per circolare nelle Ztl?

Alcune categorie di persone e veicoli possono richiedere il permesso al proprio Comune per circolare nelle zone a traffico limitato: i residenti, i dimoranti, i disabili, le forze dell’ordine, i mezzi che svolgono servizi utili alla comunità, le società che svolgono attività di distribuzione merci e, ovviamente, i mezzi pubblici e i mezzi di emergenza e soccorso.

In questo caso è possibile rivolgersi al competente ufficio del proprio Comune e fare richiesta.

Chi non fosse in possesso dei permessi Ztl, può comunque di norma rivolgersi agli uffici del Comune per acquistare dei ticket. I ticket valgono per accessi temporanei e occasionali.

note

[1] Art. 7 co. 13 Codice della strada


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3 Commenti

  1. Volevo segnalare che pure i possessori di tagliandi di accesso (invalidità o altro), vengono vessati dal sistema ZTL per due motivi:
    Il primo è che le banche dati non sono collegate e che quindi bisognerebbe registrarsi in ogni comune italiano.
    Il secondo motivo è che le telecamere sono puntate sul verso sbagliato, ovvero sul retro delle auto dove da anni non esiste alcun tagliando (a Milano veniva rilasciato un secondo tagliando invalidi verde da apporre sul vetro posteriore, ma dall’avvento del contrassegno Blu europeo, questo non accade più).

    1. Per NON parlare di ZTL fasulle, cioè senza autorizzazione ministeriale alcuna, mi risulta che dovrebbero essere pubblicate in G.U.R.I. affinchè gli italiani possano essere a conoscenza, o no ??? …

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