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Lo sai che? Sussidi per inoccupati

Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2018

Quali sono i sussidi che può richiedere chi non ha mai lavorato o chi non lavora da tanto tempo?

Sei vicino all’età della pensione ma non hai contributi accreditati, oppure ne hai pochissimi? Sei stato licenziato ed è da tanto tempo che non percepisci più la disoccupazione? Devi sapere che esistono dei sussidi ai quali ha diritto anche chi non è invalido e non ha mai versato contributi previdenziali, o comunque chi è lontano dal raggiungere i requisiti contributivi per la pensione: si tratta dell’assegno sociale e del reddito d’inclusione.

Queste prestazioni di assistenza sono riconosciute a chi si trova in uno stato di bisogno economico e sono collegate al possesso di particolari requisiti: vediamo chi ha diritto a questi sussidi per inoccupati, in quali casi spettano e come si richiedono.

Chi ha diritto all’assegno sociale

Si ha diritto all’assegno sociale, pari a 453 euro mensili nel 2018, se si possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 66 anni e 7 mesi di età: questo requisito è unico, per gli uomini e per le donne, ed è valido a partire dal primo gennaio 2018, in quanto è stato elevato di 1 anno, come previsto dalla Legge Fornero;
  • cittadinanza italiana, o, in alternativa, cittadinanza di un Paese europeo, qualora il richiedente abbia effettuato iscrizione all’anagrafe del comune di residenza, oppure, ancora, cittadinanza di un Paese Terzo , qualora il richiedente possieda il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 5.889 euro annui (per l’anno 2018), se il richiedente non è coniugato;
  • reddito non superiore a 11.778 euro annui (per l’anno 2018), se il richiedente è coniugato.

Come si chiede l’assegno sociale

L’assegno sociale può essere richiesto direttamente dal sito dell’Inps o dal call center dell’istituto, per chi possiede le credenziali di accesso, oppure tramite patronato.

Alla domanda devono essere allegati:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità, riguardo eventuali ricoveri presso strutture sanitarie con retta a carico dello Stato.

Chi ha diritto al Rei

Si ha invece diritto al Rei, il reddito d’inclusione, che consiste in un contributo che va da 187,5 euro a 534 euro mensili, erogato con una carta acquisti, se si possiedono i seguenti requisiti:

  • l’indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non deve superare 6mila euro; può essere utilizzato anche l’Isee corrente, cioè l’indicatore della situazione familiare “in tempo reale”, utile, ad esempio, nel caso in cui uno dei componenti perda il lavoro;
  • indicatore Isre non superiore a 3mila euro;
  • nucleo familiare con figli minori o inabili, donne in gravidanza o disoccupati over 55 (nel caso in cui vi sia un componente disabile, perché il Rei spetti è necessaria la presenza di un genitore o di un tutore): dal 1° luglio 2018 questo requisito non sarà più richiesto;
  • valore del patrimonio immobiliare familiare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • valore del patrimonio mobiliare massimo della famiglia tra i 6mila e i 10mila euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • nessun componente del nucleo familiare deve possedere imbarcazioni da diporto o navi;
  • nessun componente del nucleo familiare deve possedere auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio, salvo i veicoli destinati ai disabili.

Chi richiede il Rei deve inoltre essere:

  • cittadino italiano;
  • in alternativa, cittadino dell’Unione Europea, o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso o titolare di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria);
  • deve poi risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda.

Come si chiede il Rei

Il Rei può essere richiesto presso il proprio comune di residenza o presso i punti per l’accesso al Rei, che sono identificati da ciascun comune.

Per presentare la domanda deve essere utilizzato l’apposito modello predisposto dall’Inps, disponibile presso il proprio comune, presso i punti di accesso e anche sul sito web dell’Inps e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Il nucleo familiare, all’atto della domanda, deve essere in possesso di una Dsu, cioè di una dichiarazione Isee in corso di validità (l’Isee 2017 scade il 15 gennaio 2018; bisogna dunque presentare una nuova dichiarazione per ottenere il sussidio).

Per ottenere il Rei l’intera famiglia deve partecipare a un programma di inclusione attiva: deve, cioè, aderire a un progetto che prevede la formazione, la riqualificazione e la ricerca attiva di lavoro di tutti i componenti del nucleo familiare, predisposto da un’équipe multidisciplinare formata da diversi operatori identificati dai servizi sociali.

Sussidi per invalidi

Oltre all’assegno sociale e al Rei, gli ulteriori sussidi previsti a livello nazionale per la generalità dei cittadini sono collegati al possesso dell’invalidità (cioè della riduzione della capacità lavorativa) o della non autosufficienza.

I sussidi per invalidi che non possiedono contributi, o che non possiedono il requisito contributivo previsto nella generalità delle situazioni (almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio) sono:

  • la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza: questa è una prestazione dell’Inps che spetta a chi possiede un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, se è disoccupato e non supera determinati limiti di reddito; è pari a 282,55 euro mensili; il limite di reddito personale annuo che consente di aver diritto alla prestazione è pari a 4.853,29 euro;
  • la pensione d’inabilità civile, o per invalidi civili totali: questa spetta agli invalidi civili al 100%, ha lo stesso importo della pensione d’invalidità civile, ma il limite di reddito per accedervi è pari a 16.664,36 euro annui;
  • l’indennità di frequenza, che spetta ai minori invalidi ed ammonta ugualmente a 282,55 euro mensili;
  • l’indennità di comunicazione per i sordomuti, pari a 256,21 euro mensili;
  • la pensione per ciechi assoluti, che è pari a 305,56 euro mensili e il cui limite di reddito personale per il diritto alla prestazione è pari a 16.664,36 euro annui; vi sono poi la pensione per ciechi parziali,l’assegno per i decimisti e l’indennità per i ventesimisti;
  • l’indennità di accompagnamento, o accompagno, che spetta agli invalidi al 100% non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, pari a 516,35 euro mensili; non ci sono limiti di reddito per averne diritto;
  • l’indennità per i talassemici.

In alcuni casi a questi importi mensili, validi per il 2018, possono essere applicate delle maggiorazioni: per approfondire, Tutti gli importi delle pensioni d’invalidità.

Altri sussidi

Sussidi particolari potrebbero essere poi previsti dalla propria regione o dal proprio comune di residenza, presso il quale è necessario informarsi.

È comunque consigliabile controllare la propria situazione contributiva: vi sono delle pensioni, difatti, ottenibili con pochi anni di contributi.


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