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Come riaprire infortunio Inail

23 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 marzo 2018



Ricaduta malattia o aggravamento: come e quando è possibile riaprire l’infortunio Inail.

La pratica di infortunio Inail può essere riaperta se il lavoratore ha una ricaduta dopo la ripresa dell’attività lavorativa; in tal caso se egli si sente male per motivi conseguenti all’infortunio e torna al pronto soccorso o dal proprio medico, nel certificato rilasciato deve essere specificato che si tratta di ricaduta dall’infortunio già comunicato.

Anche in caso di aggravamento delle condizioni sanitarie già accertate, il lavoratore può rivolgersi nuovamente all’Inail per chiedere la revisione dell’indennizzo Inail. Vediamo come riaprire l’infortunio Inail.

Riapertura infortunio Inail per ricaduta

In caso di ricaduta il lavoratore:

  • informa il datore di lavoro sull’impossibilità di proseguire il lavoro a causa dell’infortunio occorso in precedenza e, dunque, può chiedere di essere visitato presso l’ambulatorio dell’Inail;
  • presenta il certificato del medico di base, con cui si attesta l’avvenuta ricaduta, con tutti i riferimenti dell’infortunio pregresso.

Infortunio lavoratore guarito con postumi

Quando a seguito di un infortunio, l’assicurato è dichiarato guarito con postumi che non raggiungono il minimo per l’indennizzabilità, entro tre anni dal provvedimento Inail, si può inoltrare la richiesta di riapertura infortunio o ricaduta, effettuando la seguente procedura:

  • inviare all’Inail un certificato medico
  • mettere a conoscenza il datore di lavoro
  • chiedere l’assistenza ad un Patronato.

Sarà, in ogni caso, la sede Inail a decidere la riapertura dell’infortunio.

Diversamente, per i casi dichiarati guariti con postumi che non raggiungono il minimo per l’indennizzabilità, qualora si siano aggravate le condizioni collegate all’infortunio, è ammessa la domanda di aggravamento su istanza dell’infortunato, formulando la domanda nei modi e nei termini stabiliti per la revisione della rendita in caso di aggravamento

Visite mediche successive e revisione rendita Inail

La misura della rendita di inabilità può essere rivista, su domanda del titolare della rendita o per disposizione dell’Inail, in caso di diminuzione o di aumento dell’attitudine al lavoro ed in genere in seguito a modificazione nelle condizioni fisiche del titolare della rendita, purché, quando si tratti di peggioramento, questo sia derivato dall’infortunio che ha dato luogo alla liquidazione della rendita.

La rendita può anche essere soppressa nel caso di recupero dell’attitudine al lavoro nei limiti del minimo indennizzabile.

La domanda di revisione deve essere presentata all’Inail e deve essere corredata da un certificato medico dal quale risulti che si è verificato un aggravamento nelle conseguenze dell’infortunio e risulti anche la nuova misura di riduzione dell’attitudine al lavoro.

Il titolare della rendita non può rifiutarsi di sottostare alle visite di controllo che siano disposte dall’Istituto assicuratore. In caso di rifiuto l’Inail può disporre la sospensione del pagamento di tutta la rendita o di parte di essa.

I tempi previsti dal Testo unico Inail sono i seguenti:

  • Nei primi quattro anni dalla data di costituzione della rendita, la prima revisione può essere richiesta o disposta solo dopo trascorso un anno dalla data dell’infortunio e almeno sei mesi da quella della costituzione della rendita, ciascuna delle successive revisioni non può essere richiesta o disposta a distanza inferiore di un anno dalla precedente;
  • Dopo il quarto anno dalla data di costituzione della rendita, la revisione può essere richiesta o disposta solo due volte, la prima alla fine di un triennio e la seconda alla fine del successivo triennio.
  • Entro dieci anni dalla data dell’infortunio, o quindici anni se si tratta di malattia professionale, qualora le condizioni dell’assicurato, dichiarato guarito senza postumi d’invalidità permanente o con postumi che non raggiungono il minimo per l’indennizzabilità in rendita, dovessero aggravarsi in conseguenza dell’infortunio o della malattia professionale in misura da raggiungere l’indennizzabilità, l’assicurato stesso può chiedere all’Inail la liquidazione della rendita, formulando la domanda nei modi e nei termini stabiliti per la revisione della rendita in caso di aggravamento.

Domanda di aggravamento dell’infortunio Inail

In caso di revisione o di liquidazione a seguito di aggravamento, la misura della rendita d’inabilità è quella stabilita dalle tabelle in vigore al momento della revisione o della liquidazione a seguito di aggravamento.

Il procedimento amministrativo per accertare l’aggravamento ai fini dell’indennizzo in capitale, o dell’adeguamento dello stesso o della costituzione della rendita può essere promosso solo a richiesta dell’interessato, e quindi non su iniziativa dell’Inail. La richiesta va formulata nei modi e nei termini stabiliti per la revisione delle rendite in caso di aggravamento.

L’accoglimento della domanda comporta l’adeguamento del capitale in precedenza corrisposto, nonché l’impossibilità di accogliere nuove richieste di adeguamento dell’indennizzo in capitale.

A seguito di richiesta di costituzione della rendita e conseguente accoglimento della domanda, si costituisce la rendita il cui importo è decurtato di quello dell’eventuale indennizzo in capitale già corrisposto.

In caso di nuovo infortunio, è prevista un’unica rendita o indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo della menomazione dell’integrità psico-fisica, con decurtazione dell’indennizzo in capitale già corrisposto.

Se a seguito di infortunio sul lavoro è stata riconosciuta una rendita, l’Inail può disporre, anche su richiesta del reddituario, visite medico-legali per la revisione del danno permanente. L’esito della revisione può essere di conferma, aumento o diminuzione del grado di menomazione dell’integrità psico-fisica.

Il periodo massimo entro il quale è possibile effettuare la revisione è di dieci anni dalla data di decorrenza della rendita.

Entro il decennio la revisione può essere effettuata al massimo sei volte: la prima dopo un anno dalla data d’infortunio e almeno sei mesi dalla data di decorrenza della rendita (si noti che le due condizioni devono essere entrambe ricorrenti); la seconda, terza e quarta a distanza non inferiore ad un anno dalla precedente; la quinta e sesta volta, al settennio e al decennio dalla data di decorrenza della rendita.


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