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Recupero crediti senza avvocato

14 Gennaio 2018


Recupero crediti senza avvocato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Gennaio 2018



Dalla diffida al decreto ingiuntivo al precetto: tutte le fasi per recuperare un credito senza bisogno dell’assistenza legale di un avvocato.

Hai più di un credito da riscuotere: sono mesi che i tuoi clienti non ti pagano e non sono servite a nulla le telefonate e le email per sollecitare il pagamento. Alcuni di questi ti hanno rilasciato degli assegni che, tuttavia, sono tornati indietro protestati (oltre al danno, la beffa: hai anche dovuto pagare le spese per il notaio!). Fare causa a tutti sarebbe però troppo costoso e, in alcuni casi, il gioco non vale la candela: l’importo del credito non è sufficiente nemmeno a coprire le spese. Dall’altro lato, non vuoi nemmeno rinunciare a ogni possibilità di riscuotere i soldi che ti sono dovuti o quantomeno di tentarci. Così, prima di ricorrere alle vie legali (laddove conveniente), vorresti tentare un recupero crediti senza avvocato. Hai tuttavia necessità di sapere se una procedura del genere è legale o se, al contrario, rischieresti di passare dalla parte della ragione a quella del torto e, magari, subire una contestazione del debitore. Quali strumenti la legge consente per un recupero dei crediti fai-da-te? In questo articolo ti spiegheremo tutto ciò che i codici non riservano al “monopolio” degli avvocati e, quindi, le armi a cui puoi ricorrere da solo.

Solleciti e diffide senza avvocato

Sicuramente avrai già telefonato al debitore o gli avrai fatto telefonare dalla tua segretaria. Inutile quindi trattare questo argomento: ci sembra fin troppo scontato che un sollecito di pagamento possa avvenire verbalmente o con il telefono a patto però che siano rispettate le regole sulla privacy e che non si sconfini nel reato di molestia o in quello di minaccia. In pratica è necessario:

  • telefonare in orari consoni: significa non chiamare nel cuore della notte o all’alba;
  • non assillare il debitore con più telefonate nell’arco di poche ore (facile sarebbe subire una querela per molestie o, nel caso in cui questo comportamento si protragga per più tempo, in quello di stalking);
  • parlare solo con il debitore o con persone preposte alla sua azienda; non bisogna quindi rivelare il debito a conviventi, parenti o vicini di casa anche se ciò serve per recuperare il numero di telefono del debitore;
  • usare un linguaggio pagato e non eccedere in escandescenze o in parole ingiuriose: se si minaccia il debitore di azioni fisiche o illegali si sconfina nel reato di minaccia. Invece se si utilizza un vocabolario scurrile non si finisce nel penale in quanto il reato di ingiuria è stato depenalizzato; tuttavia il debitore che abbia registrato la telefonata potrebbe citare il creditore in un giudizio civile per il risarcimento del danno con pagamento di una multa allo Stato.

Alla telefonata è meglio far seguire subito una lettera scritta che, certamente, presenta maggiori vantaggi: il primo tra tutti è quello dell’interruzione dei termini di prescrizione (la prescrizione dei debiti varia a seconda dell’obbligazione; per i contratti – come un prestito – è di 10 anni mentre per i crediti professionali di 3; per i risarcimenti di 5 anni).

Le lettera di sollecito conterrà una diffida al debitore di pagare entro un determinato termine: il codice civile dice che non deve essere inferiore a 15 giorni, ma si ritiene che per le prestazioni più facili da eseguire (ad esempio per somme di poche centinaia di euro) si possa concedere un termine inferiore.

La diffida non deve contenere formule particolari: l’importante è indicare la causale del credito (ossia la ragione da cui deriva: un contratto, un prestito, un assegno protestato, ecc.) e l’importo esatto con gli eventuali interessi.

La lettera non deve essere necessariamente inviata dall’avvocato: anche se la carta intestata di un professionista manifesta la serietà delle intenzioni del creditore, essa non ha più forza di una diffida inviata dallo stesso debitore.

Perché abbia valore la lettera non deve necessariamente essere inviata con raccomandata, ma se il debitore dovesse un giorno sostenere di non averla ricevuta il creditore non potrebbe opporre il contrario. Così, proprio per dimostrare la data e il giorno di consegna della busta, è sempre meglio ricorrere alla raccomandata a/r oppure, se il debitore ne è munito, alla posta elettronica certificata (che è in tutto e per tutto come una raccomandata).

Ecco un modello di diffida per il pagamento di somme di denaro, inviata senza avvocato. Il nostro è solo un facsimile, che può essere modificato o integrato secondo le opportune esigenze. Lo stesso testo può essere usato sia per la raccomandata che per la Pec.


Facsimile di diffida di pagamento

Egr. Sig. … / Spett.le Azienda….

Ad oggi non risulta pagato l’importo di euro … derivante dalla fattura n …. del … emessa a seguito della sottoscrizione del contratto del …

A nulla sono valsi i numerosi solleciti verbali inoltrati. Pertanto con la presente, da intendersi come formale messa in mora e diffida, interruttiva dei termini di prescrizione, La diffido a voler onorare il debito di cui sopra entro e non oltre cinque giorni dal ricevimento della presente, pagando l’importo di euro …. oltre interessi sino ad oggi maturati pari ad euro …. alle seguenti coordinate bancarie ….

Tengo a preavvertirla che, in difetto di quanto sopra, si adiranno le vie legali e si interesserà il nostro avvocato affinché, senza ulteriori diffide, proceda in via giudiziale nei Suoi confronti.

Distinti saluti

Data / Firma.


Decreto ingiuntivo senza avvocato

A meno che non sei in possesso di una cambiale o di un assegno e dalla data del suo rilascio non sono passati rispettivamente due anni o sei mesi (nel quale caso puoi passare al prossimo punto di questo articolo), il passo successivo è chiedere un decreto ingiuntivo in tribunale o al giudice di pace a seconda del valore della somma da riscuotere. Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che viene intimato al debitore dal magistrato stesso cui il creditore si è rivolto presentando le fatture o le altre prove scritte del proprio diritto. In particolare, con quest’ordine il debitore viene invitato a pagare entro 40 giorni o, in alternativa, a fare opposizione al decreto ingiuntivo. Se il debitore non percorre nessuna di queste due strade, il decreto ingiuntivo diventa definitivo e titolo per avviare il pignoramento. Viceversa, se il debitore fa opposizione si apre una causa nel corso della quale al creditore spetterà dimostrare il proprio credito (non basta più la fattura prodotta per chiedere il decreto ingiuntivo) e al debitore dimostrare il contrario.

Per depositare un decreto ingiuntivo al giudice è necessario l’avvocato che lo fa tramite il processo telematico, dal proprio computer. Tuttavia, per piccoli crediti, il ministero della giustizia ha messo a disposizione di tutti i cittadini un’app per creare in automatico e da sé un decreto ingiuntivo senza avvocato, depositandolo al giudice di pace. L’importo non deve superare 1.100 euro. Si può trattare, ad esempio, di un piccolo prestito ad un amico mai restituito, un pagamento per un bene acquistato su internet e mai ricevuto, un acconto versato a un commerciante per un ordine che non è stato mai rispettato (per esempio, l’acquisto di un’auto nuova per la quale non è stato rispettato il termine di consegna), il mancato pagamento di una rata concordata con un piano di rateizzo tra aziende, una fattura, ecc.

Abbiamo spiegato come procedere nella guida Decreto ingiuntivo senza avvocato e online.

Quindi, il privato – senza assistenza di un legale – può accedere alla pagina ministeriale, compilare i campi necessari, stampare il modello personalizzato di decreto ingiuntivo, depositarlo al giudice di pace e, di tanto in tanto, verificare se è stato emesso.

Fino a 1.100 euro, il recupero crediti può avvenire senza avvocato, anche senza accedere all’app del ministero della giustizia. Il creditore può scrivere da sé un decreto ingiuntivo e depositarlo al Giudice di Pace (per tali importi non è competente il tribunale). All’emissione (che di solito avviene dopo qualche settimana o mese, a seconda del carico giudiziario), il decreto ingiuntivo con copia autentica va portato all’ufficiale giudiziario affinché lo notifichi al debitore, del quale bisognerà fornire l’esatto indirizzo. La notifica deve necessariamente avvenire entro 60 giorni dall’emissione del decreto ingiuntivo.

Presentiamo qui di seguito un modello con facsimile di ricorso per decreto ingiurio senza avvocato.


Facsimile di ricorso per decreto ingiuntivo

Ricorso per decreto ingiuntivo

Il/la Creditore [specificare il nome e cognome o la ragione sociale della ditta o della società], nato/a a …… il …… C.F …… e residente [oppure: con domicilio] in …… [oppure, se persona giuridica o ente: il Creditore, in persona del legale rappresentante pro tempore sig. …… con sede in …… C.F. e P.IVA ……, numero di fax………………. ed elettivamente domiciliato/a in……………….;

PREMESSO CHE

Il Creditore è creditore del sig. …… residente in …… per l’importo complessivo di euro …… a titolo di …… , di cui euro …… a titolo di …… ed euro …… a titolo di ……, come da scrittura privata del …… che qui si allega;

Nonostante i ripetuti solleciti del Creditore (qui allegati) il debitore non ha ancora provveduto al pagamento di…….

Il credito vantato dal Creditore è liquido, esigibile, e documentalmente provato.

Tutto ciò premesso e considerato, il Creditore

RICORRE

all’Ill.mo Sig. Giudice adito affinché, letto il ricorso e verificati i presupposti previsti dalla legge per i titoli di cui in premessa, voglia, ai sensi dell’art. 633 e segg. c.p.c.,

INGIUNGERE

al Debitore [indicare nome, cognome o ragione sociale], C.F. e P.IVA, residente [oppure domiciliato o con sede] in……, di pagare immediatamente e senza dilazioni, in favore del Creditore, la somma di…. oltre interessi nella misura legale e di mora dalla data delle singole scadenze fino al saldo effettivo.

Si dichiara che il valore della presente procedura è pari a €…. e che pertanto viene corrisposto un contributo unificato pari a €……

Si producono i seguenti documenti:

1…….

2…….

Luogo e data


Atto di precetto senza avvocato

L’ultimo passo prima di avviare il procedimento di esecuzione forzata (con il pignoramento dei beni del debitore) è la notifica obbligatoria di un atto di precetto. Quest’atto serve per dare al debitore altri 10 giorni per pagare con le buone. Dopodiché si può procedere con il pignoramento.

Chi è in possesso di una cambiale o di un assegno scaduti e non pagati può notificare direttamente l’atto di precetto senza chiedere prima il decreto ingiuntivo (a patto però che non siano passati più di 2 anni dalla scadenza della cambiale o più di 6 da quella dell’assegno, dopo i quali è necessario chiedere il decreto ingiuntivo).

L’atto di precetto è necessario anche per chi ha notificato un decreto ingiuntivo (con o senza avvocato).

Contrariamente a quanto si crede, il precetto è un atto di parte: significa che non deve necessariamente essere firmato da un avvocato, anche se di solito così avviene. Ciò vale anche per i crediti di importo superiore a 1.100 euro (con la premessa però che, per questi, la fase della richiesta del decreto ingiuntivo deve essere effettuata dall’avvocato). Il creditore può quindi scrivere da sé il precetto (senza avvocato) e notificarlo con l’ufficiale giudiziario all’esatto indirizzo del debitore.


Facsimile di atto di precetto

GIUDICE DI PACE / TRIBUNALE DI….

ATTO DI PRECETTO

Il sig….. (creditore) (CF………….), nato il……………a……………..ed elettivamente domiciliato a…., via…., n….., presso lo studio dell’Avv………. (CF…………….),  numero fax ………….che lo rappresenta e difende per procura in calce (oppure: a margine) del presente atto

PREMESSO CHE

– con ricorso depositato il….., il sig….. (creditore) chiedeva ed otteneva dal Tribunale Civile di… decreto ingiuntivo n…… R.G. per €……., oltre interessi legali e spese di giudizio, nei confronti del sig….. (debitore);

– in data…. il sig….. (creditore) provvedeva a notificare il decreto ingiuntivo;

– il sig….. (debitore) non proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo;

– in data…. il decreto ingiuntivo veniva munito della formula esecutiva;

– sino ad oggi il sig….. (debitore) non ha provveduto ad eseguire alcun pagamento;

– il sig….. (creditore) intende agire esecutivamente nei confronti del sig….. (debitore) per il recupero delle somme ingiunte.

Tutto ciò premesso il sig….. (creditore), come sopra rappresentato e difeso

INTIMA E FA PRECETTO

al sig….., residente a…., via…., di pagare entro e non oltre 10 giorni dalla notificazione del presente atto, con l’avvertenza che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata e che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo loro un piano del consumatore, la somma complessiva di Euro….., così composta:

– Euro…. per il credito liquidato nel decreto ingiuntivo, oltre a Euro…. per interessi maturati fino ad oggi;

– Euro…. per spese liquidate in decreto (oltre IVA e CPA);

– Euro…. per imposta di registrazione del decreto;

– Euro…. per spese di notificazione del decreto ingiuntivo munito di formula esecutiva;

– Euro…. per le spese del presente atto di precetto e della sua notificazione.

Luogo e data

Sottoscrizione dell’avvocato

(PROCURA ALLE LITI)

(RELAZIONE DI NOTIFICAZIONE)


Pignoramento

L’ultimo step per recuperare un credito è rivolgersi all’ufficiale giudiziario per il pignoramento (leggi Chi può fare pignoramento). Questo passo deve essere necessariamente fatto da un avvocato, sicché non ne parleremo in questo articolo.


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1 Commento

  1. Trovo il vostro sito molto interessante ed utile al comune cittadino e non solo..in caso di necessità ne farò tesoro.
    Vi ingrazio e vi saluto

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