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Lo sai che? Adozione a distanza: cos’è e come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 febbraio 2018

Ci permette di aiutare bambini che nascono in contesti poveri, ma non dobbiamo confonderlo con altri tipi di adozioni: ecco come funziona il sostegno a distanza

Leggiamo e sentiamo quotidianamente sui giornali e negli spot televisivi della possibilità di attivare il nostro spirito di solidarietà e giustizia per dare un futuro a  bambini che sono nati e stanno crescendo in contesti disagiati. Si parla spesso dei paesi poveri del mondo, dove purtroppo la povertà, l’emarginazione, le guerre e le ingiustizie sociali vanificano i diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a tutti i bambini del mondo: la salute, il cibo, l’istruzione, l’educazione, l’infanzia. Così in questi spot ci viene proposto di attivarci in concreto per diventare genitori adottivi a distanza e poter contribuire alla crescita di un bambino, pur restando noi a vivere nel nostro mondo e lui nel suo. Non si tratta cioè di accoglierlo in casa nostra, ma di dargli la possibilità di crescere nella sua realtà con il nostro aiuto. Ma cosa significa esattamente? Cerchiamo di capire l’adozione a distanza, cos’è e come funziona.

Adozione a distanza: cos’è?

Tornando sempre ai nostri spot televisivi, quello che ci viene proposto mentre scorrono immagini di bimbi poveri e malnutriti, è di attivare un sostegno a distanza con pochi euro al mese. Soldi che serviranno per nutrire, far studiare e far crescere un bambino o una bambina e la sua comunità.

Quello che ci viene proposto in sostanza è di attivare un’adozione a distanza, conosciuta anche come sostegno a distanza: una forma di donazione periodica e continuativa finalizzata a un progetto di solidarietà specifico, che consente appunto di diventare una sorta di sponsor a distanza per un determinato bambino o bambina, che verrà scelto dall’organizzazione a cui ci affidiamo.

Si parla di adozione perché quella che si attiva è a tutti gli effetti una relazione a distanza di supporto e corrispondenza fra donatore (che non è un genitore) e il bambino che viene scelto per noi.

E non solo con i bambini. Da un po’ di tempo a questa parte anche le associazioni animaliste, che lavorano su progetti di difesa degli animali danno la possibilità ai donatori di adottare a distanza cani, gatti e altri animali. Il principio è sempre lo stesso.

Adozione a distanza e adozione internazionale: sono la stessa cosa?

Attenzione a non farci però confondere dall’espressione adozione a distanza. Non ha nulla a che vedere con le classiche adozioni internazionali, che sono ben altra cosa. Queste infatti mettono in moto la volontà di una coppia di adottare a tutti gli effetti un bambino e accoglierlo in famiglia diventandone genitori nell’accezione letterale del termine. Si attiva quindi un lungo e dispendioso iter con cui il bambino diventerà figlio della coppia e sarà cresciuto ed educato da loro.

L’adozione a distanza invece è solo un metodo alternativo di sostegno alle attività di una organizzazione umanitaria, che opera con i suoi progetti di solidarietà nelle comunità povere del mondo. Attivandola, non faremo altro che inviare donazioni in denaro all’organizzazione con la specifica finalità di sostenere la crescita del bimbo o della bimba che ci vengono assegnati. Questi bambini però restano a vivere dove sono nati e continuano a crescere con le loro famiglie e all’interno della loro comunità.

Nella maggior parte dei casi poi la nostra donazione finalizzata all’adozione a distanza potrà servire non solo alla crescita del bambino o bambina adottati, ma anche a finanziare progetti più ampi per tutta la comunità in cui i bambini vivono.

Chi gestisce le adozioni a distanza?

Dopo aver visto cos’è un’adozione a distanza, analizziamo chi gestisce questa particolare tipologia di progetto. Come abbiamo accennato, le adozioni a distanza vengono promosse dalle organizzazioni umanitarie, dalle Onlus, dalle Ong e da tutto quel settore non profit che lavora nei contesti poveri del mondo (potrebbero anche essere in Italia) dove vengono attivati progetti umanitari.

Di norma sono organizzazioni che, per il loro status, possono operare secondo le regole del ministero degli Affari esteri, con propri progetti di solidarietà. Solo per fare qualche esempio di organizzazione non profit con cui è possibile attivare adozioni a distanza: Actionaid, Amref, Sos Villaggi dei Bambini, Avis, Aiutare i Bambini, Coopi, l’Albero della Vita, Save The Children, Comunità di Sant’Egidio. Ma anche molte altre.

Quali tipologie di adozione a distanza esistono?

Ribadiamo il concetto che non sempre adottare a distanza significa che i soldi che mandiamo all’organizzazione vengono veicolati solo al bimbo o alla bimba adottati. Possono esistere diverse tipologie di adozioni a distanza. Addirittura alcune organizzazioni rifiutano il modello di adozione a distanza. Ci possono essere ad esempio:

  • Il sostegno al bambino
  • Il sostegno alla famiglie del bambino
  • Il sostegno alla comunità del bambino (in questo caso la nostra donazione servirà a supportare la vita del nostro bambino adottato, ma anche tutti i progetti che l’organizzazione attiva nella comunità in cui il bimbo vive)

Facciamo un esempio per spiegarci meglio. Ci affidiamo all’organizzazione umanitaria Actionaid per attivare un’adozione a distanza. Ci viene assegnata Amira, una bambina nata in Bangladesh. Attiviamo il processo di donazione mensile finalizzato a finanziare e sostenere Amira. La nostra adozione a distanza di Amira ci ‘costa’ 25 euro al mese. Actionaid ci assicura che questi soldi serviranno a mantenere e far studiare Amira, ma non solo. In realtà la nostra donazione mensile servirà anche ad aiutare la famiglia di Amira e persino la comunità in cui vive, mediante progetti che l’organizzazione umanitaria ha attivato in quel paese: ad esempio la costruzione di scuole, la realizzazione di un pozzo per il prelievo di acqua potabile per tutti gli abitanti. Diciamo quindi che l’adozione di Amira è un sorta di adozione simbolica, che consente in realtà all’organizzazione di ampliare i suoi progetti nel paese in cui lavora.

Adozione a distanza come funziona?

Dopo aver visto cos’è, vediamo ora come funziona un’adozione a distanza. Siamo interessati anche noi ad attivare un sostegno a distanza per aiutare un bambino o una bambina. L’Iter di attivazione è semplice:

  • Scegliamo un’organizzazione umanitaria di cui ci fidiamo.
  • Contattiamo l’organizzazione, compilando un modulo di attivazione dell’adozione a distanza (solitamente presente sul sito web dell’organizzazione stessa)
  • Appena lo riceve, l’organizzazione sceglie il bambino o la bambina da assegnarci e ci invia a casa la foto e le informazioni sulla sua vita e sulla sua comunità
  • A questo punto noi scegliamo la frequenza con cui vogliamo donare: a cadenza mensile, trimestrale, semestrale, ecc. E scegliamo anche la modalità: se preferiamo attivare il Rid (la domiciliazione bancaria) per non scordarci di fare il versamento, oppure il bollettino postale oppure ancora il bonifico, e qualsiasi altro metodo di versamento che l’organizzazione ci mette a disposizione.
  • Fatto ciò l’adozione a distanza è attiva. Non dovremo fare altro che versare con cadenza stabilita il nostro importo pattuito e periodicamente ci verranno inviate informazioni sul bimbo. Inoltre riceveremo anche disegnini, messaggi e qualsiasi altra corrispondenza del bambino che ci aggiorna sulla sua vita, sui suoi studi. E anche noi potremo scrivere al bambino (ovviamente in lingua inglese o francese oppure in qualsiasi altra lingua che possa essere compresa nella comunità del bimbo).

Posso andare a trovare il bambino che ho adottato?

Un modo per avere notizie, aggiornamenti e per vedere con i propri occhi il bambino adottato può essere quello di approfittare delle ferie per andarlo a trovare. Molte organizzazioni danno l’opportunità di farlo. Ovviamente dovremo avvisare l’organizzazione, indicare il periodo in cui vogliamo organizzare il viaggio e, ovviamente, pagare tutto di tasca nostra.

Adozione a distanza: posso tenere i contatti con il bambino?

Il bambino adottato e i referenti del progetto sul posto periodicamente ci inviano informazioni, aggiornamenti, disegni, foto. Se anche noi vogliamo scrivere al bimbo possiamo farlo. Dobbiamo però scrivergli in una lingua comprensibile per lui e per la comunità. Se non conosciamo la lingua, spesso le organizzazioni hanno dei volontari al loro interno che si occupano di tradurre il nostro messaggio e inviarlo al bambino (solitamente le lingue sono l’inglese, il francese e lo spagnolo).

Che succede quando il bambino adottato diventa maggiorenne?

I bambini che adottiamo a distanza fanno tutti parte di un progetto di sostegno che le organizzazioni hanno attivato e gestiscono nei paesi in cui sono presenti. Al compimento della maggiore età (che può coincidere con la maggiore età secondo la legge di quel paese) non è detto che il ragazzo esca dal progetto di sostegno.

Se rimane nel progetto noi possiamo continuare tranquillamente a sostenerlo. Se invece ne esce l’organizzazione comunque ci avvisa e ci affida (con il nostro consenso) un altro bambino.

Adozione a distanza: posso interromperla quando voglio?

Certo. Non stipuliamo nessun contratto con clausole e penalità quando attiviamo un’adozione a distanza. Per qualsiasi problema economico o di altra natura, abbiamo il diritto di contattare l’organizzazione e interrompere il sostegno a distanza, esattamente come potremmo interrompere qualsiasi altra donazione continuativa.


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