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Cambio operatore telefonico: indennizzo se si perde il numero

28 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 marzo 2018



Perdita del numero di telefono fisso o mobile: indennizzo automatico di 100 euro per ogni anno di precedente utilizzo.

In caso di perdita del numero, per causa imputabile all’operatore telefonico (per esempio per cambio operatore o per guasto sulla linea), il cliente ha diritto ad un indennizzo di 100 euro per ogni anno di precedente utilizzo. L’importo è quadruplicato se si tratta di utenza commerciale o professionale (utenza di tipo business). L’indennizzo è volto a compensare tutti i presumibili disagi subiti dall’utente costretto a cambiare numero di telefono; disagi ancor più gravi se si tratta di un’utenza commerciale o comunque utilizzata per lo svolgimento della professione. In questi casi, infatti, il numero di telefono è quasi parte dell’identità dell’azienda o del professionista essendo indispensabile per essere contattati dai clienti.

A quanto ammonta l’indennizzo per perdita del numero

Il regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori [1] prevede come misura di calcolo dell’indennizzo per perdita della numerazione, la quantità di anni di possesso del numero. In particolare è previsto un indennizzo di 100 euro per ogni anno di utilizzo della numerazione andata perduta per condotta imputabile all’operatore telefonico.

Sempre il suddetto regolamento prevede inoltre che, se l’utenza interessata dal disservizio è di tipo “affari” (cioè riferibile ad un esercizio commerciale o professionale), l’indennizzo per perdita della numerazione deve essere corrisposto in misura pari al quadruplo [2].

Come ottenere l’indennizzo per perdita del numero

Al fine di ottenere l’indennizzo, l’utente deve proporre il tentativo di conciliazione davanti al Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) della propria Regione che abbia firmato la convenzione bilaterale con l’Agcom per l’esercizio delle funzioni delegate. Si tratterà di inoltrare una domanda di fissazione di un incontro conciliativo (al quale parteciperanno le parti e il conciliatore), specificando le ragioni del contendere.

Il tentativo di conciliazione è obbligatorio qualora si intenda procedere con un’azione giudiziaria nei confronti dell’operatore telefonico. Difatti, in mancanza del tentativo di conciliazione, l’eventuale causa dinanzi al giudice è improcedibile. Questo vuol dire che il giudice, alla prima udienza, dovrà estinguere il giudizio o, eventualmente, rinviare la causa ad altra udienza, dando tempo alle parti di completare il meccanismo di conciliazione preventivo.

Oltre all’indennizzo automatico, l’utente può sempre chiedere e ottenere, in sede di conciliazione dinanzi al Co.re.com o in un’eventuale causa dinanzi al giudice, il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non subiti a causa della perdita della numerazione. I danni devono però essere dimostrati non potendo essere riconosciuti in via presuntiva come avviene per l’indennizzo automatico.

Precedenti in materia di perdita nel numero

Secondo il Corecom Toscana: «Nella determinazione della misura dell’indennizzo per perdita definitiva della numerazione per responsabilità dell’operatore, non si può prescindere dalla valutazione complessiva della fattispecie e dalle ripercussioni che, secondo un criterio di ragionevolezza, possono derivare dalla mancata utilizzazione della numerazione in uso all’utente, dovendosi impedire che da tale impossibilità possano discendere misure eccessivamente penalizzanti e sproporzionate. Ciò premesso, qualora tale fattispecie non sia contemplata nella carta dei servizi e/o condizioni generali di contratto dell’operatore, come nel caso di specie, si deve procedere in via equitativa, tenendo conto del numero di anni di precedente utilizzo del numero stesso e della sua tipologia (business), determinando così un indennizzo di euro 200,00 annui» [3].

Secondo il Corecom Umbria: «La perdita della numerazione, per responsabilità dell’operatore, comporta un indubbio disagio per l’utente, che deve essere indennizzato anche se tale evento non è espressamente contemplato nella Carta dei servizi dell’operatore. In via equitativa può essere riconosciuto perciò un indennizzo quantificabile, in ragione della tipologia di utenza (privata) in euro 100,00 annui, da moltiplicarsi per i tre anni in cui l’utente è stato intestatario della numerazione in questione» [4].

Secondo una delibera Agcom: «Considerato che la numerazione è andata persa per responsabilità imputabile all’operatore, può altresì trovare accoglimento la relativa richiesta di indennizzo. L’operatore, peraltro, non ha dimostrato di essersi adoperato al fine di assicurare la riassegnazione dell’utenza all’istante, tanto meno ha dichiarato di essere nelle condizioni tecniche di farlo. Di contro, l’utente ha documentato, in atti, di essere titolare della numerazione in epigrafe da almeno undici anni, pertanto può trovare accoglimento la richiesta di corresponsione di un indennizzo ai sensi dell’articolo 9, in combinato disposto con l’articolo 12, comma 2, del Regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti e operatori, computato nella misura massima di euro 4.000,00» [5].

Per conoscere tutti gli indennizzi in caso di disservizi degli operatori telefonici vedi: Telefono e internet: tutti gli indennizzi.

note

[1] Art. 9 allegato A alla delibera Agcom n. 73/11/CONS.

[2] Art. 12 allegato A alla delibera Agcom n. 73/11/CONS.

[3] Corecom Toscana Delibera n. 8/12.

[4] Corecom Umbria Delibera n. 15/11.

[5] Agcom n. 76/15/CIR.

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