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Condividere screenshot: cosa si rischia

14 gennaio 2018


Condividere screenshot: cosa si rischia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 gennaio 2018



Fare uno screenshot di un post o di un commento e ripubblicarlo su Facebook è legale? Inoltrare lo screenshot di una chat WhatsApp è illegale?

Una persona ha scritto un commento su Facebook e, poiché volevi che tutti lo leggessero prima che questa, ripensandoci, lo cancellasse, hai fatto uno screenshot e hai ripubblicato l’immagine sulla stessa conversazione. Lui però ti ha chiesto di cancellare il post: a tutti deve essere dato il diritto di “ripensamento” e di eliminare o modificare quanto scritto in precedenza. Tu invece non ne vuoi sapere.

Un amico ti ha inviato privatamente su WhatsApp un messaggio con una confidenza: per deriderlo hai “fotografato” la videata e l’hai inoltrata ad alcuni tuoi contatti. Ora lui lo è venuto a sapere e ha minacciato di denunciarti per aver diffuso la “sua” corrispondenza segreta.

In tutti questi casi chi è dalla parte della ragione e chi dal torto? Cosa si rischia a condividere screenshot?

Il problema è tutt’altro che isolato: lo screenshot è diventato una pratica diffusissima. Fino a qualche anno fa chi voleva farsi credere dalla gente di aver saputo qualcosa di riservato non aveva altro modo che giurare e spergiurare. Oggi invece, il «Lo ha detto proprio a me» è stato sostituito dall’inoltro di un’immagine: lo screenshot è la prova diretta e inconfutabile delle parole proferite da un’altra persona. Impossibile contestare, non almeno davanti ad amici e conoscenti. In aula di tribunale le cose possono andare diversamente: lo screenshot può essere facilmente contestato e non aver alcun valore di prova. Tornando però al problema se condividere uno screenshot è illegale o meno, cerchiamo di comprendere quali norme vietano eventualmente di fotografare le parole altrui e di inoltrarle.

Pariamo dal primo esempio che abbiamo fatto: fare uno screenshot di un post o di un commento e ripubblicarlo su Facebook è legale? Nelle condizioni generali di contratto che gli utenti sottoscrivono con il social network, accettano la possibilità che quanto da loro stessi scritto sia condiviso da altri utenti e che, perciò, rimanga immutabile sulla timeline. Anche dopo la cancellazione di un account, alcune delle foto o degli scritti potrebbero rimanere ancora “dentro” il social. Dall’altro lato, la legge sul diritto d’autore consente il ritiro di un’opera dal mercato solo per «gravi ragioni morali» [1]. Non esistono quindi norme che vietino a qualcuno di ripubblicare uno screenshot su Facebook quanto già scritto da altri in precedenza, anche se lo scritto dovesse ripercuotersi sulla sua reputazione. Infatti, per potersi avere diffamazione è necessario che le offese siano proferite da un’altra persona e non dalla stessa vittima.

Passiamo ora al secondo esempio: inoltrare lo screenshot di una chat WhatsApp è illegale? In generale, registrare una comunicazione, anche con mezzi audio o video, è pienamente legale. La violazione della corrispondenza è un reato che si commette solo quando l’intruso non è stato autorizzato alla lettura o non è lo stesso destinatario della posta. La lesione della privacy scatta solo quando, nel caso di inoltro di un sms o di una chat, sia visibile il numero di telefono del mittente; in questo caso si ha una violazione della legge sulla privacy che vieta il trattamento dei dati personali (il numero di cellulare ne è un esempio) senza il consenso del relativo titolare. Il problema, però, si pone più che altro in relazione al contenuto del messaggio. Il Garante della Privacy, in un provvedimento del 23 aprile 2015, ha detto che inoltrare una mail è illegale solo nella misura in cui il contenuto contenga informazioni personali e sensibili come confidenze sul proprio orientamento sessuale, sulla salute, sulla religione, sul pensiero politico e religioso. Quando il mittente specifica che la dichiarazione è riservata, il suo contenuto non può essere divulgato. Inoltrare invece la confessione su un debito o un giudizio personale su altre persone non è un reato. Scatta il reato di diffamazione, invece, quando una persona esprime un giudizio negativo e offensivo su un’altra persona non presente e il suo messaggio viene inoltrato a più persone.

note

[1] Art. 142 Legge sul diritto d’autore.


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