Diritto e Fisco | Articoli

Reddito di cittadinanza: come richiederlo

14 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 gennaio 2018



Reddito di inclusione: cos’è e come accedere alla nuova misura di sostegno per i poveri.

Il Governo italiano ha introdotto, con decorrenza dal primo dicembre 2017, una nuova misura volta a sostenere le famiglie italiane più povere: si tratta del reddito di cittadinanza o reddito di inclusione [1]. In realtà, quest’ultima denominazione sarebbe più corretta, in quanto il beneficio non è elargito a tutti i cittadini italiani ma solo a coloro che posseggono un reddito minimo stabilito dalla legge. Ecco cosa c’è da sapere sul reddito di cittadinanza e come richiederlo.

Reddito di cittadinanza: cos’è?

Il reddito di cittadinanza è uno strumento previsto dalla legge italiana per contrastare la povertà, rivolta a cittadini e famiglie che versano in condizioni di disagio economico. La legge definisce lo stato di povertà come la condizione del nucleo familiare la cui situazione economica non permette di disporre dell’insieme di beni e servizi necessari a condurre un livello di vita dignitoso.

La misura consiste nell’erogazione di benefici economici mensili, attraverso una carta di pagamento elettronica, e l’elaborazione di progetti personalizzati di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa.

Il reddito di inclusione (denominato ReI) prende il posto del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia) e dell’Assegno di disoccupazione (Asdi), che potrà essere richiesto solamente fino al 30 gennaio 2018 da coloro che terminano la Naspi entro il 31 dicembre 2017.

Reddito di cittadinanza: chi può richiederlo?

Il reddito di cittadinanza può esser richiesto soltanto dalle famiglie che posseggono determinati requisiti, non solo economici.

Con riferimento ai requisiti di residenza e di soggiorno, il componente che richiede la misura deve essere congiuntamente:

1) cittadino dell’Unione o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

2) residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda;

Con riferimento alla condizione economica, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso congiuntamente di:

1) un valore dell’Isee, in corso di validità, non superiore seimila euro;

2) un valore dell’Isre (indicatore della situazione reddituale) non superiore a tremila euro;

3) un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a ventimila euro;

4) un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di seimila euro, maggiorata di duemila euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di diecimila euro;

5) un valore non superiore alle soglie di cui ai numeri 1 e 2 relativamente all’Isee e all’Isre.

Con riferimento al godimento di beni durevoli e ad altri indicatori del tenore di vita, il nucleo familiare deve trovarsi congiuntamente nelle seguenti condizioni:

1) nessun componente intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di autoveicoli, ovvero motoveicoli immatricolati la prima volta nei ventiquattro mesi antecedenti la richiesta, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità ai sensi della disciplina vigente;

2) nessun componente intestatario a qualunque titolo o avente piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.

Oltre ai requisiti appena elencati, in sede di prima applicazione, ai fini dell’accesso al reddito di inclusione il nucleo familiare, con riferimento alla sua composizione come risultante nella Dsu (dichiarazione sostitutiva unica a fini Isee), deve trovarsi al momento della richiesta in una delle seguenti condizioni:

  1. presenza di un componente di età minore di diciotto anni;
  2.  presenza di una persona con disabilità e di almeno un suo genitore ovvero di un suo tutore;
  3.  presenza di una donna in stato di gravidanza accertata. La documentazione medica attestante lo stato di gravidanza e la data presunta del parto è rilasciata da una struttura pubblica e allegata alla richiesta del beneficio, che può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto;
  4. presenza di almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale da almeno tre mesi, di beneficiare dell’intera prestazione per la disoccupazione, ovvero, nel caso in cui non abbia diritto di conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei necessari requisiti, si trovi in stato di disoccupazione da almeno tre mesi. Si considerano in stato di disoccupazione anche i lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde ad un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti per legge [2].

Il reddito di inclusione non è in ogni caso compatibile con la contemporanea fruizione, da parte di qualsiasi componente il nucleo familiare, della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

Reddito di cittadinanza: a quanto ammonta?

Il beneficio economico concesso dal reddito di cittadinanza (o di inclusione) è variabile a seconda delle condizioni del richiedente: si va da un minimo di 187,50 euro mensili per nuclei composti da un unico membro fino a 539, 82 euro per nuclei con sei membri o più, e cioè da 2.250 a circa 6.500 euro annui.

Il beneficio è erogato dall’Inps corrisposto attraverso la Carta ReI, mensilmente, per un periodo non superiore a diciotto mesirinnovabili per ulteriori dodici, presentando apposita richiesta di rinnovo, trascorsi non meno di  sei mesi dall’ultima erogazione.

In caso di fruizione di altri trattamenti assistenziali da parte di componenti il nucleo familiare, il valore mensile del reddito di inclusione è ridotto del valore mensile dei medesimi trattamenti. Ugualmente, ci sarà una contrazione nel caso in cui uno dei componenti del nucleo familiare cominci a percepire redditi.

Comunque, nel calcolo complessivo del beneficio non rilevano mai:

  1. le erogazioni riferite al pagamento di arretrati;
  2. le indennità per i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione,
  3. le specifiche misure di sostegno economico, aggiuntive al beneficio economico del reddito di inclusione, individuate nell’ambito del progetto personalizzato (di cui si dirà a breve) a valere su risorse del comune o dell’ambito territoriale;
  4. le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi, nonché eventuali esenzioni e agevolazioni per il pagamento di tributi;
  5. le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute ovvero le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi.

Reddito di cittadinanza: cos’è la carta Rei?

Abbiamo detto che il trattamento economico verrà accredito direttamente su un’apposita carta di pagamento elettronica, definita Carta ReI. La carta viene rilasciata gratuitamente dalle Poste Italiane.

Può essere utilizzata solo dal titolare e consente di effettuare le seguenti attività:

  • prelevare fino a massimo 240 euro di contante al mese, al costo del servizio;
  • effettuare acquisti presso supermercati, negozi alimentari, farmacie e parafarmacie abilitati, pagando tramite pos;
  • pagare bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali;
  • usufruire di sconti del cinque per cento per effettuare acquisti presso negozi e farmacie convenzionati, eccetto nel caso dell’acquisto di farmaci e del pagamento di ticket;

Reddito di cittadinanza: a chi rivolgersi?

La legge che ha introdotto il reddito di cittadinanza (o di inclusione) ha stabilito che le regioni individuano i punti per l’accesso a detto contributo, presso i quali in ogni ambito territoriale è offerta informazione, consulenza e orientamento ai nuclei familiari sulla rete integrata degli interventi e dei servizi sociali e, qualora ricorrano le condizioni, assistenza nella presentazione della richiesta del beneficio.

I punti per l’accesso sono concretamente identificati dai comuni che si coordinano a livello di ambito territoriale e comunicati, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, da ciascun ambito territoriale all’Inps, alla regione di competenza e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ne dà diffusione sul proprio sito istituzionale.

Reddito di cittadinanza: come richiederlo?

Richiedere il reddito di Inclusione è molto semplice: occorre presentare l’apposito modulo prestampato presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso indicati dai Comuni. È possibile scaricare il modulo cliccando qui.

Il Comune procede alla verifica dei requisiti di cittadinanza e residenza; dopodiché, entro quindici giorni lavorativi dalla ricezione, invia le domande all’Inps. L’Istituto previdenziale verifica entro cinque giorni i requisiti e, in caso di esito positivo, riconosce il contributo economico e invia a Poste Italiane la disposizione di accredito. Poste Italiane emette la carta ReI e spedisce una lettera al beneficiario per invitarlo a ritirarla e, in seguito, gli invia il codice pin segreto per poterla utilizzare.

Reddito di cittadinanza: ci sono altri benefici?

Per poter acceder ai vantaggi istituiti dalla legge, i nuclei familiari sono sottoposti a una valutazione finalizzata ad identificare i bisogni del nucleo stesso e dei suoi componenti, tenuto conto delle risorse e dei fattori di vulnerabilità del nucleo, nonché dei fattori ambientali e di sostegno presenti. In particolare, sono oggetto di analisi: le condizioni e i funzionamenti personali e sociali; la situazione economica; la situazione lavorativa e profilo di occupabilità; l’educazione, istruzione e formazione; la condizione abitativa; le reti familiari, di prossimità e sociali.

Le misure volte a contrastare la povertà, infatti, non sono soltanto economiche. La legge prevede un ulteriore strumento, consistente in un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, predisposto dai servizi sociali del Comune di appartenenza, rivolto all’intero nucleo familiare, che deve assumere specifici impegni e svolgere determinate attività, individuati da operatori sociali opportunamente identificati dai servizi competenti, sulla base di una valutazione dei problemi e dei bisogni dei beneficiari.

Quest’ultima prevede un’analisi preliminare, che si svolge entro venticinque giorni dalla richiesta del reddito di cittadinanza, e in un’analisi approfondita, da effettuare se la situazione del nucleo familiare è particolarmente complessa. I componenti del nucleo familiare devono sottoscrivere il progetto personalizzato entro venti giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l’analisi preliminare.

Il progetto individua, sulla base dei fabbisogni del nucleo familiare come emersi nell’ambito della valutazione:

  1. gli obiettivi generali e i risultati specifici che si intendono raggiungere in un percorso volto al superamento della condizione di povertà, all’inserimento o reinserimento lavorativo e all’inclusione sociale;
  2. i sostegni, in termini di specifici interventi e servizi, di cui il nucleo necessita, oltre al beneficio economico connesso al ReI;
  3. gli impegni a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio economico è condizionato, da parte dei componenti il nucleo familiare.

Reddito di cittadinanza: se già percepisco il Sia?

Coloro i quali beneficiano del sostegno per l’inclusione attiva (Sia) nell’anno 2017, continueranno a percepire il relativo beneficio economico per tutta la durata e secondo le modalità previste.

Se i beneficiari del Sia soddisfano anche i requisiti per accedere alla nuova misura, potranno richiedere la trasformazione del Sia in ReI. In ogni caso verrà garantita la fruizione del beneficio maggiore. Qualora si decida di passare da un sostegno economico all’altro, la durata del reddito di inclusione sarà ridotta del numero di mesi per i quali si è percepito il Sia. Il beneficio, in tal caso, verrà erogato sulla stessa Carta di pagamento.

Coloro che già godono del sostegno per l’inclusione attiva e non intendono passare al ReI, alla scadenza del possono comunque richiedere l’accesso al reddito di inclusione, se in possesso dei requisiti. In questo caso il ReI avrà una durata massima di sei mesi, al fine di assicurare una copertura complessiva del beneficio (Sia + ReI) pari a diciotto mesi.

note

[1] D. lgs. n. 147 del 15.09.2017.

[2] Art. 13, D.p.r. 917/1986 del 22.12.1986.

Autore immagine: Pixabay.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

2 Commenti

  1. spero ke si risolva questo periodo di incredibile povertà x molti cittadini Italiani, io incluso, vivo con la sola pensione d’invalidità civile pari a € 292,00 al mese praticamente faccio la fame oltre alla sofferenza della mia malattia. non sono un politico e a dire il vero non ci capisco molto di tutte queste nuove leggi ke dovrebbero, almeno in gran parte, risolvere questo fenomeno di così critico di famiglie e anche singoli in povertà assoluta
    saluti Umberto Boccaletti

  2. La domanda per beneficiare del reddito di cittadinanza può essere presentata presso il Comune dove c’è il domicilio temporaneo del richiedente?
    grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI