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Lo sai che? Tassa rifiuti: sconto se il cassonetto è sempre pieno

Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 15 gennaio 2018

Tari, esenzioni e riduzioni: sconto del 60% se i raccoglitori della spazzatura sono insufficienti a contenere tutti i sacchetti.

Se ogni volta che vai a buttare i sacchi dell’immondizia trovi il cassonetto della spazzatura sempre pieno e sei magari costretto a lasciare le buste per terra, c’è buona speranza di pagare meno della metà della Tari, l’imposta sui rifiuti. Questo perché, se i raccoglitori messi a disposizione del Comune sono inadeguati e insufficienti alle necessità della zona in cui sono collocati, al contribuente spetta lo sconto del 60% sulla tariffa (si paga quindi solo il 40% del dovuto). È questo l’interessante principio affermato dalla Commissione Tributaria Regionale di Bari [1]. I giudici hanno fatto applicazione di una norma, contenuta nel decreto legislativo che regola l’imposta sulla spazzatura [2] e stabilisce precisi obblighi per la pubblica amministrazione, a tutela dell’ambiente, dell’igiene e della popolazione. Il principio che se ne trae fuori è tanto semplice quanto secco: se il cassonetto è sempre pieno spetta uno sconto sulla tassa rifiuti. Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono state le motivazioni che hanno portato i giudici tributari pugliesi ad affermare questa interpretazione e, soprattutto, in quali casi i contribuenti potranno rivendicare il medesimo diritto.

Partiamo come sempre dal dato normativo. La legge [2] impone ai Comuni di stabilire, in un proprio regolamento, le quantità massime di rifiuti che il servizio pubblico è in grado di gestire (sulla base delle capacità e degli impianti a disposizione del gestore affidatario del servizio). I raccoglitori messi a disposizione dalla P.A. devono essere comunque adeguati alla popolazione residente e alle eventuali attività commerciali presenti nei dintorni. In un condominio, ad esempio, ove sono presenti numerosi negozi o magazzini, i raccoglitori per la spazzatura dovranno essere in numero superiore rispetto a quelli di una zona residenziale, vista la maggiore produzione di rifiuti di chi esercita il commercio: tra scatole, cartoni, imballaggi, residui alimentari, ecc. c’è sempre un gran quantitativo di immondizia da smaltire che rischia di impedire alle utenze domestiche di utilizzare i cassonetti per i propri sacchetti e di doversi accontentare del ciglio del marciapiedi.

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Al pari delle situazioni in cui il servizio di raccolta della spazzatura si svolga in modo discontinuo, tale da mettere in pericolo la salubrità dell’ambiente circostante, anche nel caso di grave violazione delle prescrizioni del regolamento comunale – come nel caso di mancato rispetto delle distanze tra le abitazioni e i cassonetti o di insufficiente capacità di contenimento di questi o di bassa frequenza della raccolta –  la tassa sui rifiuti è dovuta solo nella misura del 40% rispetto alla tariffa ordinaria. La decurtazione del 60% scatta quindi quando i cassonetti non sono sufficienti a raccogliere il quantitativo di immondizia prodotta nella zona, anche alla luce della presenza di attività commerciali. Chi trova il cassonetto della spazzatura sempre pieno potrà fare richiesta al Comune di applicazione dello sconto previsto dalla normativa.

La questione è nata da un ricorso proposto dal titolare di un’attività commerciale il quale aveva evidenziato che, stante l’entità dei rifiuti derivanti dall’attività svolta, i raccoglitori messi a disposizione dal Comune risultavano del tutto inadeguati. A tale scopo, il contribuente aveva allegato copia dei modelli e dei formulari relativi ai materiali affidati a un’impresa privata ai fini del loro recupero. La Commissione Tributaria ha accolto il ricorso e ha ricordato come, in forza del decreto legislativo che regolamenta la Tari [2], in caso di servizio di gestione dei rifiuti svolto irregolarmente la tassa è dovuta nella misura massima del 40%.

note

[1] Ctr Bari, sent. n. 2607/2017.

[2] Art. 59 d.lgs. n. 507/1993.

Art. 59 d.lgs. n. 507/1993. -Attivazione del servizio

1. Nel regolamento del servizio di nettezza urbana, da  adottare   ai  sensi  dell’art.  8  del  decreto  del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.  915,  sono  stabiliti  i  limiti  della  zona  di raccolta obbligatoria  e  dell’eventuale estensione del servizio a zone con  insediamenti   sparsi,   la  forma  organizzativa  e  le  modalita’  di  effettuazione  del   servizio   di  smaltimento dei rifiuti  solidi  urbani interni,  con indicazione,  a  seconda dei singoli ambiti o zone, delle relative distanze massime   di   collocazione dei  contenitori  o  dei criteri  per   determinarle  nonche’  delle  relative  capacita’ minime da assicurare in  relazione  all’entita’  e   tipologia   dei  rifiuti  da smaltire.

2. Fermo restando il potere di determinazione dei perimetri  entro  i  quali  e’  obbligatoriamente istituito il servizio  dei  rifiuti  urbani  interni  ai  sensi degli articoli 3 e  8  del  decreto  del  Presidente  della   Repubblica  10 settembre 1982, n.  915,  previa  ricognizione  dei  perimetri  del  centro  abitato, delle frazioni e  dei  nuclei   abitati,  ivi   compresi   i   centri  commerciali e produttivi integrati, i comuni possono estendere  il  regime  di  privativa di smaltimento  dei  rifiuti solidi urbani interni ed equiparati  ad  insediamenti sparsi siti oltre le  zone  perimetrate  sopramenzionate.   Nelle zone  in  cui  non e’ effettuata la raccolta in  regime   di   privativa   dei rifiuti  solidi urbani  interni  ed  equiparati,  la   tassa   e’   dovuta  in  misura non superiore  al  40  per  cento  della  tariffa  da  determinare   in relazione alla distanza dal piu’ vicino punto  di  raccolta  rientrante  nella zona perimetrata o di fatto servita.

3. Tenuto conto del disposto dell’art. 9 del decreto  del  Presidente  della Repubblica 10  settembre  1982,  n.  915,  gli  occupanti  o  detentori  degli insedimanenti comunque situati fuori dell’area di  raccolta  sono  tenuti   ad utilizzare  il  servizio   pubblico   di   nettezza   urbana,  provvedendo  al conferimento  dei  rifiuti  urbani  interni  ed   equiparati  nei  contenitori  viciniori.

4.  Se  il servizio di raccolta,  sebbene  istituito  ed  attivato,  non  e’ svolto  nella   zona   di   residenza   o   di    dimora    nell’immobile    a disposizione   ovvero   di   esercizio   dell’attivita’   dell’utente   o   e’ effettuato in grave violazione delle prescrizioni del regolamento  di  cui  al comma 1, relative alle distanze e capacita’ dei contenitori ed alla  frequenza della   raccolta,   da   stabilire  in  modo  che  l’utente  possa   usufruire agevolmente del servizio di raccolta, il   tributo   e’  dovuto  nella  misura ridotta di cui al secondo periodo del comma 2.

5.  Nelle  zone esterne al centro abitato in cui lo svolgimento del  normale servizio di raccolta dei rifiuti interni  ed  equiparati   sia  limitato   con apposita delibera a determinati periodi stagionali, il tributo  e’  dovuto  in proporzione  al  periodo  di   esercizio   del  servizio,  fermo  restando  il disposto del secondo periodo del comma 2.

6.   L’interruzione   temporanea   del  servizio  di  raccolta  per   motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi non  comporta  esonero o  riduzione  del  tributo.  Qualora  tuttavia  il   mancato  svolgimento  del servizio si  protragga,   determinando   una   situazione  riconosciuta  dalla competente autorita’ sanitaria di danno o pericolo di  danno  alle  persone  o all’ambiente secondo le norme e  prescrizioni  sanitarie  nazionali,  l’utente puo’ provvedere  a  proprie  spese  con diritto  allo  sgravio o restituzione, in base a domanda documentata, di una  quota  della  tassa  corrispondente  al periodo  di  interruzione, fermo restando il disposto del comma 4.


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