Diritto e Fisco | Editoriale

Contributi gestione separata 2018, nuovi importi

30 marzo 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 marzo 2018



Nuove aliquote gestione separata 2018: aumentano i contributi dovuti all’Inps dai lavoratori parasubordinati.

Dal 1° gennaio 2018 l’aliquota contributiva dovuta dai lavoratori parasubordinati (cococo) alla gestione separata Inps ammonta al 34,23%. Si è arrivati a un importo così alto in quanto all’aumento dal 32 al 33% dell’aliquota dovuta al fondo pensioni si aggiunge lo 0,72% dovuto per maternità e malattia, oltre allo 0,51% per finanziare l’indennità di disoccupazione Dis-Coll.

Quest’ultimo contributo, che ha reso più salati i versamenti alla gestione separata  da parte dei collaboratori e degli altri lavoratori parasubordinati, è stato introdotto di recente, perché a partire da luglio 2017 è diventata definitiva la Dis Coll, cioè l’indennità di disoccupazione spettante a cococo ed assimilati.

L’aliquota aggiuntiva, tra l’altro, è dovuta anche dagli amministratori e dai sindaci e revisori di società, nonostante questi lavoratori non abbiano diritto all’indennità di disoccupazione.

Nessun’aliquota aggiuntiva, invece, per i lavoratori occasionali, per i liberi professionisti e per gli autonomi occasionali con compensi superiori a 5mila euro annui, né per i pensionati e per gli iscritti ad altre gestioni previdenziali oltre alla gestione separata.

Facciamo allora il punto della situazione, per capire, per ogni categoria di iscritti, quali sono i nuovi importi dei contributi gestione separata 2018 da versare e come si calcolano.

Come si calcolano i contributi da versare alla gestione separata

Innanzitutto, bisogna sapere che i contributi dovuti alla gestione separata si calcolano applicando una determinata aliquota, cioè una percentuale che cambia a seconda della categoria a cui appartiene l’iscritto, al reddito imponibile.

Il reddito imponibile per i lavoratori parasubordinati coincide con i compensi (esclusi eventuali componenti esenti, come alcuni rimborsi), mentre per gli autonomi coincide, per grandi linee, con la differenza tra ricavi e spese inerenti all’attività.

Non è previsto il versamento di un minimale contributivo: ciò vuol dire che i contributi alla gestione separata si pagano solo se viene prodotto un reddito, mentre nulla è dovuto in assenza di reddito. Tuttavia, si tiene conto del minimale valido nella gestione artigiani e commercianti Inps (pari a 15.710 euro per il 2018) per calcolare il raggiungimento dei requisiti contributivi utili a ottenere determinate prestazioni, come la disoccupazione.

Se i versamenti sono effettuati sulla base di un imponibile inferiore al minimale, i mesi di contribuzione utili alle prestazioni sono riproporzionati.

Per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati e autonomi occasionali (con reddito sopra i 5milaeuro), i contributi calcolati sui compensi sono per 1/3 a carico del lavoratore e per 2/3 a carico del committente, mentre per gli autonomi i contributi sono interamente a carico di questi ultimi (salvo l’eventuale applicazione sui clienti/committenti della rivalsa pari al 4%).

Aliquote gestione separata 2018, contributi dovuti e diritto alla disoccupazione

Vediamo ora, in base agli ultimi aumenti, a quanto ammontano le aliquote contributive da applicare  per ogni categoria di iscritti alla gestione separata nel 2018 e chi ha diritto alla disoccupazione:

  • collaboratori, assegnisti e dottorandi titolari di borse di studio: 34,23%; queste categorie hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • amministratori, sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica: 34,23%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • componenti di collegi e commissioni: 33,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • venditori porta a porta e lavoratori autonomi occasionali con reddito oltre 5milaeuro: 33,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • associati in partecipazione (con contratti ancora in essere) e medici in formazione specialistica: 33,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll;
  • lavoratori autonomi: 25,72%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll; lo 0,72% è dovuto in quanto la Gestione separata assicura anche ai professionisti iscritti alla gestione in via esclusiva un’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.
  • lavoratori pensionati o iscritti ad altre gestioni previdenziali: 24%; queste categorie non hanno diritto alla disoccupazione Dis Coll, né all’indennità in caso di maternità, ricovero ospedaliero o malattia.

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