Diritto e Fisco | Articoli

Google immagini: è legale utilizzarle?

15 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 gennaio 2018



Il diritto d’autore si applica anche alle foto trovate su Google: se protette da copyright, il loro utilizzo non è consentito senza autorizzazione.

Il noto motore di ricerca Google è divenuto un alleato formidabile per tutti: dal professionista allo studente, nessuno osa immaginare la propria vita senza. Tra gli utilizzi più diffusi di Google v’è senz’altro quello di ricerca delle immagini: con esse arricchiamo il profilo dei social network oppure il nostro blog; corrediamo racconti e articoli.

Eppure, utilizzare le immagini scaricate da Google non è sempre legale: esse, infatti, potrebbero essere coperte dal diritto d’autore. A quanti si stanno chiedendo se è legale utilizzare le immagini di Google si consiglia la lettura di questo articolo.

Google immagini: cos’è un’opera dell’ingegno?

La legge sul diritto d’autore, nell’elencare le opere dell’ingegno meritevoli di tutela, indica quelle che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

La stessa legge aggiunge che sono comprese nella protezione: le opere della pittura, dell’arte del disegno e delle arti figurative similari, nonché le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia.

Google immagini: cos’è il diritto d’autore?

La maggior parte delle immagini che troviamo in rete sono protette da copyright, cioè dal diritto d’autore [1]. Chi può essere definito autore di un’opera? Per la legge italiana, acquisisce lo status di autore il creatore dell’opera, essendo questa una particolare espressione del lavoro intellettuale. Pertanto, titolare del diritto d’autore (che, come vedremo, ha una doppia natura, morale ed economica) è sempre il creatore dell’opera, sin dal momento del suo concepimento.

Secondo la legge, all’autore di un’opera è garantito il diritto esclusivo di pubblicare la stessa, di utilizzare economicamente l’opera in ogni forma e modo, di riprodurla, di diffonderla, di distribuirla e porla in circolazione, di pubblicarla in raccolte e di modificarla, di noleggiarla e di concederla in prestito.

Il diritto di utilizzazione economica dell’opera dura per tutta la vita dell’autore e sino al settantesimo anno solare dopo la sua morte.

Tutti i principi ora espressi valgono quindi pure per le immagini, le illustrazioni e gli elementi grafici, quali manifestazioni dell’arte del disegno e delle arti figurative, nonché per le fotografie, con le precisazioni che si vedranno.

Le forme di tutela garantite dalla legge sul diritto d’autore sorgono per il semplice fatto della creazione dell’opera, a prescindere da qualsiasi forma di registrazione, documentazione o deposito, comunque utili a costituire una prova più forte in ordine alla titolarità dell’opera e alla data della sua creazione.

In estrema sintesi, quindi, l’autore di un’opera vanta su di essa:

  1. un diritto morale, cioè quello di essere riconosciuto quale autore dell’opera (cosiddetto diritto alla paternità dell’opera);
  2. un diritto materiale, connesso allo sfruttamento economico dell’opera stessa mediante vendita, distribuzione, cessione, ecc.

I due diritti possono convivere in capo alla stessa persona, oppure essere scissi, nel senso che l’autore può conservare il diritto alla paternità ma vendere il diritto di sfruttamento ad un terzo, il quale è quindi l’unico legittimato a guadagnare dall’opera.

Google immagini: cos’è il materiale grafico?

In riferimento al materiale grafico contenuto nei siti web, esso appartiene esclusivamente al suo autore (o, al limite, al soggetto diverso che per contratto ne detiene i diritti di sfruttamento economico); la sua riproduzione (copia, modifica, elaborazione, diffusione) deve ritenersi vietata, salvo che sia espressamente autorizzata dall’autore stesso.

Come detto, non importa che il materiale sia stato registrato, depositato o che siano presenti sul sito gli avvertimenti relativi al copyright, né importa che l’utilizzo che se ne fa sia privo di scopo di lucro: le opere sono comunque tutelate sino al settantesimo anno dalla morte dell’autore.

Google immagini: cosa sono le opere fotografiche?

Per quanto riguarda le opere fotografiche (le cui immagini su Google ne sono una rappresentazione digitale), bisogna innanzitutto distinguere se le fotografie hanno o meno un carattere artistico.

Nel caso si tratti di semplici opere fotografiche, al fotografo spettano i diritti esclusivi di riproduzione, diffusione e spaccio, salvo il caso che l’opera sia stata commissionata: in tal caso degli stessi diritti sarà titolare il datore di lavoro o il committente. La tutela dura venti anni dalla data di realizzazione della fotografia.

La legge dedica una disciplina molto particolare alle opere fotografiche semplici, prevedendo un regime favorevole alla loro diffusione. La legge sul diritto d’autore, infatti,  dice che ogni foto deve contenere:

1) il nome di chi detiene i diritti di utilizzazione economica (fotografo o committente);

2) l’indicazione dell’anno di produzione della fotografia;

3) se la foto riproduce un’opera d’arte, il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata [2].

In caso di mancanza di queste informazioni, la riproduzione delle foto non si considera abusiva, sempre che il fotografo (o il suo committente) non provi la malafede di chi le ha riprodotte.

Le foto artistiche, invece, sono considerate alla stregua di normali opere dell’ingegno e la loro tutela non è subordinata ad alcuna formalità (quale, appunto, l’indicazione del titolare dei diritti e dell’anno di realizzazione). Non solo: anche la durata della tutela si estende sino al settantesimo anno successivo alla morte dell’autore, e non al ventennio dalla realizzazione [3].

Una volta individuata una fotografia, dunque, il problema è capire se essa possa essere qualificata come “semplice” oppure come artistica, attesa la differenza di disciplina che assiste l’una e l’altra. Poiché la legge non fornisce elementi precisi, toccherà al prudente apprezzamento del giudice, in caso di contestazione, stabilire la natura dell’opera.

Google immagini: bisogna chiedere l’autorizzazione?

Da quanto appena detto si capisce che, per utilizzare una foto trovata con Google immagini, occorre chiedere l’autorizzazione scritta del titolare del diritto d’autore.

Ma come sapere se un’immagine è effettivamente coperta da copyright? Molte volte, infatti, dall’immagine non si evince nessuna indicazione a proposito, tantomeno il nome dell’autore. Come fare in questi casi?

La legge, a riguardo, è molto chiara. Come detto, infatti, le norme sul diritto d’autore dicono che solo quando su una foto non artistica compaia il nome del fotografo, la data dell’anno di produzione e (in caso di opere d’arte) il nome dell’opera d’arte fotografata, la riproduzione senza il consenso è da ritenersi abusiva. Conseguentemente, se queste indicazioni sono presenti, la riproduzione non è consentita; in caso contrario, l’utilizzo dell’immagine è libero.

Google immagini: cosa fare se è ritratta una persona?

Un’ulteriore delimitazione può derivare dalla possibilità che l’immagine ritragga una persona. In questa circostanza, il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, a meno che non si tratti di un personaggio famoso.

La legge, infatti, dice che non occorre il consenso della persona ritratta quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali (si pensi alle foto presenti sulle enciclopedie, anche quelle online), quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio quando rechi pregiudizio all’onore, alla riputazione od anche al decoro nella persona raffigurata.

Il ritratto fotografico eseguito su commissione può, dalla persona fotografata o dai suoi eredi, essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografo, salvo pagamento a favore di quest’ultimo, da parte di chi utilizza commercialmente la produzione, di un equo corrispettivo. Il nome del fotografo, allorché figuri sulla fotografia originaria, deve essere indicato.

Nel caso di riproduzioni fotografiche di opere d’arte, poi, si sovrappongono due copyright diversi: quello dell’autore della foto e quello dell’autore dell’opera immortalata. In ogni caso, se il copyright sull’opera è spirato quello della foto rimane.

Di conseguenza, se una persona immortala un noto quadro, può fare della foto l’utilizzo, in questo caso anche economico, che meglio ritiene opportuno. Negli altri casi ciò può essere vietato o limitato ad un utilizzo a fini non commerciali o didattici.

Utilizzo illegale di Google immagini: quali sanzioni?

L’utilizzo illegale delle foto di Google immagini è punito dalla legge sul diritto d’autore. La tutela offerta è sia civile che penale. Si garantisce infatti la possibilità di agire, da una parte, per inibire l’uso illecito dell’opera, dall’altra, per ottenere il risarcimento del danno subito, fatte comunque salve le particolari sanzioni previste in caso di violazioni che abbiano rilevanza penale o amministrativa.

Le sanzioni penali, in particolare, variano a seconda dell’entità della violazione: si va dal pagamento di una semplice multa fino alla reclusione da sei mesi a tre anni.

Google immagini: come procedere?

In conclusione, per l’ordinamento italiano, è permesso l’utilizzo di opere fotografiche che non abbiano il carattere di foto artistiche se esse non riportano le indicazioni del nome del fotografo, del detentore dei diritti e della data di produzione, o comunque trascorso un ventennio dalla loro produzione.

Anche le foto che rappresentano personaggi famosi possono essere pubblicate liberamente se ciò è fatto al fine di fornire informazioni o notizie sulla persona ritratta, sempre che non venga leso l’onore e il decoro della stessa (si pensi alla foto scattata ad un personaggio famoso alle prese con una sbornia ad una festa privata: in questo caso l’utilizzo non autorizzato dell’immagine può far incorrere in responsabilità)

Resta il difficile problema di qualificare una foto come artistica o meno: nel primo caso, infatti, l’opera dell’ingegno è tutelata in maniera più ampia, a differenza dell’immagine semplice, per la quale le garanzie sono attenuate. Da quest’ultimo punto di vista, poi, le moderne tecniche di editing fotografico permettono la rimozione delle indicazioni (nome e data) prescritte dalla legge al fine di impedire la libera diffusione dell’opera. Pertanto, oggi è ancora più difficile, per l’autore di un’immagine, tutelare i propri diritti.

Utilizzare la foto tratta da Google immagini indicandone la provenienza (cioè, specificando eventualmente la fonte e l’autore) non mette al sicuro da responsabilità: infatti, se, così facendo, viene atto salvo il diritto d’autore morale (cioè, il diritto alla paternità dell’opera), non si può dire lo stesso di quello economico, anche se l’immagine venisse utilizzata senza scopo di lucro.

note

[1] Legge n. 633/1941.

[2] Art. 90 legge n. 633/1941.

[3] Art. 2 Convenzione di Berna del 09.09.1886 e ss. modifiche.

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI