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Bonus assunzioni giovani 2019: che cos’è e come funziona

25 Ottobre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Ottobre 2018



Novità e limiti introdotti dal decreto Dignità rispetto alla passata Legge di Bilancio. Opportunità per chi prende giovani colf e badanti.

I ragazzi ci contano. Ed il mercato del lavoro dovrebbe fare altrettanto: a trarne beneficio, dovrebbero essere tutti, economia e società italiane comprese. Il bonus assunzioni giovani 2019, contenuto nel decreto Dignità [1], promette di cambiare la situazione stagnante in cui si trova chi non riesce a trovare un’occupazione o chi vive perennemente nel precariato senza nemmeno osare a comprare una casa o a mettere su famiglia.

In estrema sintesi, il bonus assunzioni giovani 2019 che cos’è e come funziona? L’obiettivo del Governo è quello di rendere più semplice l’inserimento nel mondo del lavoro degli under 35 che non hanno mai messo una firma su un contratto a tempo indeterminato. A tale proposito, propone un incentivo nel biennio 2019-2020 consistente nell’esonero contributivo per favorire l’assunzione dei giovani. In pratica, uno sconto sui contributi entro un certo tetto annuo.

Tra le novità, è importante segnalare che potranno beneficiare ancora del bonus assunzioni giovani 2019 gli under 35 e non solo gli under 30, come previsto dalla Legge di Bilancio 2018 approvata dal vecchio Governo Gentiloni. Insomma, un’azienda che assume un ragazzo o una ragazza di 33 anni in questo biennio ha diritto all’agevolazione.

Ma vediamo nel dettaglio che cos’è e come funziona il bonus assunzioni giovani 2019.

Bonus assunzioni giovani 2019: che cosa dice la legge

È, dunque, il decreto Dignità approvato dal Governo Conte ad introdurre alcune novità rispetto alla Legge di Bilancio 2018 di Gentiloni per poter beneficiare del bonus assunzioni giovani 2019.

Questo decreto prevede l’esonero contributivo a favore dell’occupazione giovanile. Quando si dice «esonero», però, non bisogna pensare ad una totale esclusione del versamento dei contributi ma ad una misura che consente di versarne solo una parte pari alla metà. Chiamiamolo pure «sconto», che forse è più appropriato rispetto all’esonero citato nella legge.

L’azienda che intende assumere nel 2019 e nel 2020 a tempo indeterminato con tutele crescenti previste dal Jobs Act un giovane under 35, infatti, dovrà pagare il 50% dei contributi previsti per un periodo massimo di 36 mesi (3 anni), con l’esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail, nel limite di 3.000 euro annui. I giovani assunti non devono avere mai avuto un contratto a tempo indeterminato con lo stesso o con altro datore di lavoro ma possono avere alle spalle un contratto di apprendistato in un’altra azienda, purché – come detto – non sia mai stato convertito in contratto a tempo indeterminato. L’incentivo non è riconosciuto per la trasformazione di un contratto a termine in contratto fisso.

C’è, poi, come abbiamo accennato poco fa, la possibilità di continuare a beneficiare del bonus assunzioni giovani anche sui ragazzi che non hanno compiuto i 35 anni. Quindi il limite non scende a 29 anni come prevedeva la Legge di Bilancio 2018.

Bonus assunzioni giovani 2019: niente tempi indeterminati alle spalle

Tra le condizioni per poter beneficiare del bonus assunzioni giovani 2019 troviamo, dunque, quella che prevede che il contratto a tempo indeterminato proposto al ragazzo under 35 sia il primo della sua vita lavorativa, cioè che non ne abbia avuto un altro da un diverso datore di lavoro da cui si è licenziato per andare in un posto più conveniente. Un vincolo posto già in passato dalla Legge di Bilancio 2018 e mantenuto dal decreto Dignità.

Ovviamente, questa condizione bisogna dimostrarla: l’azienda potrebbe non saperlo oppure fare finta di non saperlo pur di ottenere lo sconto contributivo del 50% per 3 anni. Il problema è come certificare che il ragazzo non ha mai avuto questo tipo di rapporto di lavoro. I sistemi informatici dei Centri per l’impiego potrebbero non rilevare i contratti a tempo indeterminato che si sono risolti dopo pochi mesi. L’Inps, invece garantisce questa informazione. Purtroppo, però, lo stesso Istituto ammette che la consultazione da parte delle aziende non ha valore di certificazione.

L’unico modo, quindi, è affidarsi alla buona volontà sia dei giovani sia delle aziende. Ai primi conviene dire la verità. Le seconde possono, comunque, consultare sul portale dell’Inps i trascorsi lavorativi del loro giovane candidato e non barare. Non conviene a nessuno.

Bonus assunzioni giovani 2019: chi ha licenziato può ottenerlo?

Il decreto Dignità ha eliminato le condizioni previste dalla Legge di Bilancio 2018 sul divieto di accedere al bonus assunzioni giovani 2019 da parte di chi ha licenziato del personale nei 6 mesi precedenti il nuovo contratto di lavoro.  Prima, infatti, non era possibile beneficiare dello sconto contributivo quando l’azienda aveva operato dei licenziamenti individuali o collettivi nella stessa unità produttiva in cui si accingeva ad assumere un giovane under 35. Se il licenziamento avveniva 6 mesi dopo l’assunzione, sempre nella stessa unità produttiva, ai danni di un lavoratore inquadrato con identica qualifica rispetto a quello appena assunto, l’agevolazione decadeva e l’azienda era costretta a restituire il bonus percepito.

Oggi, invece, nulla di tutto ciò è previsto. Significa che un’azienda può licenziare oggi per giustificato motivo oggettivo Tizio, assunto a tempo indeterminato, e domani prendere Caio con lo stesso inquadramento e le stesse mansioni di Tizio (possibilmente con uno stipendio un po’ più basso, già che ci siamo). Oppure può intascare il bonus per avere preso Caio e dopo 2 mesi licenziare Tizio perché costa di più.

Bonus assunzioni giovani 2019: i contratti di colf e badanti

Novità dal decreto Dignità sul fronte del bonus assunzioni giovani 2019 anche per il lavoro domestico. Lo sconto contributivo del 50% spetta pure a chi assume colf e badanti under 35. Come negli altri casi, anche loro devono essere al primo contratto a tempo indeterminato della loro vita lavorativa affinché il loro datore di lavoro possa beneficiare del bonus. Non devono avere avuto in precedenza, infatti, questo tipo di rapporto di lavoro nemmeno all’estero.

note

[1] Dl n. 17/2018 del 12.07.2018.


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1 Commento

  1. Se un’azienda ha lavoratori over 35 assunti con contratto a tempo determinato, alla scadenza non rinnova o non procede alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato perché preferisce assumer under 35 e prendersi le agevolazioni. Questo pare, leggendo l’articolo, che sia possibile

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