Pensioni 2018, Ape con un anno di arretrati

17 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 gennaio 2018



Possibilità di chiedere l’Ape volontario e di ottenere gli arretrati dal 1° maggio 2017.

Arrivato il tanto atteso via libera del Governo agli accordi quadro con banche e assicurazioni, l’accesso all’Ape volontario si avvicina, anche se si stima che i primi assegni saranno pagati non prima di maggio 2018, considerando le tempistiche relative alla certificazione dei requisiti da parte dell’Inps ed i vari passaggi burocratici. Chi richiederà il prestito, però, avrà la possibilità di chiedere l’Ape con un anno di arretrati: per la precisione, saranno pagati gli importi dovuti dal 1° maggio 2017, data in cui l’Ape volontario sarebbe già dovuto essere operativo.

Ottenere un anno intero di arretrati, certamente, sarà un’ottima iniezione di liquidità di cui molti hanno bisogno, ma una “manna dal cielo” che costa piuttosto cara: a differenza dell’Ape sociale, difatti, l’Ape volontario è a titolo oneroso, e comporta penalizzazioni sulla futura pensione non indifferenti, pari a circa il 4,6% per ogni anno di anticipo. Rinunciare agli arretrati, quindi, significa avere quasi il 5% della pensione in più.

In attesa di ulteriori novità sull’operatività dello strumento, facciamo un po’ di chiarezza sul funzionamento dell’Ape volontario.

Come funziona l’Ape volontario

Ricordiamo innanzitutto in che cosa consiste l’Ape volontario: si tratta di una prestazione che accompagna il lavoratore dai 63 anni di età (o dal momento della domanda di trattamento) sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia. Il lavoratore deve maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, in ogni caso, entro 3 anni e 7 mesi, deve possedere almeno 20 anni di contributi e deve risultare iscritto all’Inps.

L’assegno è ottenuto grazie a un prestito bancario, coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, che deve essere restituito in 20 anni, una volta perfezionati i requisiti per la pensione; il trattamento viene corrisposto in 12 quote mensili di pari importo.

L’importo dell’Ape volontario varia, a seconda della durata dell’anticipo richiesto, dal 75% al 90% della futura pensione.

In base all’anticipo richiesto, varia anche il costo del prestito, quindi la sua incidenza sulla pensione: in base alle stime attuali, la penalizzazione sulla pensione varia dal 4,2% al 4,6%, mediamente, per ogni anno di anticipo. A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi, comunque, è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura massima del 50%dell’importo, pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti nei relativi contratti.

Chi ha diritto all’Ape volontario

Vediamo ora, nello specifico, quali sono i requisiti richiesti per ottenere l’Ape volontario:

  • essere iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago), alle forme sostitutive ed esclusive o alla gestione separata dell’Inps;
  • possedere un’età anagrafica minima di 63 anni;
  • ottenere la maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;
  • possedere almeno 20 anni di contributi;
  • aver diritto a una pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo (al netto della rata di ammortamento dell’Ape), cioè pari a 710,38 euro (valore valido a partire dal 2018);
  • non essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto.

Per ottenere l’anticipo, poi, il rateo relativo all’Ape volontario, da solo o assieme ad altri debiti pregressi, non deve superare il 30% della pensione. Inoltre la misura è preclusa per i protestati, per i cattivi pagatori, per chi ha subito pignoramenti, crisi da sovraindebitamento; per approfondire: Niente Ape per chi ha debiti.

Come si chiede l’Ape volontario

La procedura per richiedere l’Ape volontario, descritta nel relativo decreto attuativo. E piuttosto complessa e si articola in vari passaggi, dalla certificazione del diritto alla firma del contratto di prestito. Per sapere, passaggio dopo passaggio, come procedere: Come chiedere l’Ape

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