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Lo sai che? Rilascio certificato medico malattia: come fare?

Lo sai che? Pubblicato il 16 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 gennaio 2018

Lavoratori dipendenti: come inviare il certificato di malattia al datore di lavoro per non presentarsi in azienda in caso di malattia.

Sei caduto malato all’improvviso. Ti trovi così di fronte alla necessità di comunicarlo al più presto all’azienda ove lavori per giustificare l’assenza, ma non sai come fare. Temi peraltro che un errore possa costarti il posto visto che spesso hai sentito di licenziamenti per mancata comunicazione della malattia. Peraltro, il tuo capo ti ha già fatto intendere che nessuno, al di fuori di te, può svolgere determinate mansioni che ti sono state assegnate; pertanto, per ogni giorno di assenza ingiustificata e non preventivata, l’attività subisce un parziale stop. Ecco perché vuoi fare le cose con la massima cura e scrupolo. In questo articolo ti spiegheremo appunto come fare per avere il rilascio di un certificato medico di malattia, in modo tale da evitare possibili procedimenti disciplinari.

Cosa bisogna fare se occorre un certificato di malattia?

La prima cosa da fare è contattare l’azienda per comunicare la propria assenza. Non sono richieste forme particolari; per cui è ritenuta sufficiente anche una telefonata. Questo serve per consentire al datore di organizzare l’attività in mancanza del dipendente.

Il secondo adempimento da svolgere è quello di rivolgersi al proprio medico di base. Attenzione però: questi non è tenuto a rilasciare certificati senza prima aver visitato il paziente. Per cui è onere di questi passare dallo studio per la visita o chiedere la visita domiciliare in caso di necessità o non trasportabilità.

Nelle 24 ore successive alla visita, il medico di famiglia deve inviare il certificato di malattia in modalità telematica direttamente all’Inps. Non deve quindi spedirlo al datore di lavoro (sarà il datore che, collegandosi alla piattaforma dell’Inps, potrà prendere visione del certificato medico anche al fine di richiedere l’eventuale visita fiscale).

Il medico di famiglia comunica inoltre al lavoratore il numero di protocollo del certificato, che il lavoratore deve comunicare al proprio datore di lavoro.

La procedura per l’invio online dei certificati riguarda tutti i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, eccetto i dipendenti del settore pubblico, disciplinati da propri ordinamenti, ai quali può essere rilasciato un certificato di malattia in carta bianca intestata, anche da parte di un medico libero professionista.

Le fasce di reperibilità e le visite fiscali

Le visite fiscali sono disciplinate dalla circolare Inps 95 del 7 giugno 2016 che distingue gli obblighi e le esenzioni previsti per i lavoratori dipendenti privati da quelli previsti per i lavoratori dipendenti pubblici.

Il lavoratore privato assente per malattia ha l’obbligo di garantire la propria reperibilità nelle seguenti fasce orarie:

  • la mattina dalle ore 10:00 alle ore 12:00;
  • il pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

Durante tali fasce orarie, il lavoratore privato può ricevere la visita medica fiscale richiesta dal datore di lavoro o dall’Inps stesso, pertanto, è obbligato a farsi trovare presso il proprio domicilio o altro indirizzo comunicato al momento della dichiarazione dell’inizio malattia. L’obbligo di reperibilità è previsto anche per i giorni non lavorativi e festivi, quindi anche per il giorno di Natale, Capodanno, Pasqua e le feste patronali, per i giorni di riposo se l’evento morboso cade prima o dopo tali giornate. Con l’istituzione del Polo Unico delle visite fiscali, è ormai possibile avere anche due visite fiscali nello stesso giorno. Pertanto, il dipendente che è già stato visitato dal medico di controllo dell’Inps farà bene a non allontanarsi da casa fino a quando non è terminato l’orario della reperibilità.

Sul punto leggi anche Visita fiscale: come funziona?

Se il lavoratore non si fa trovare nelle fasce di reperibilità e, pertanto, risulta assente dal domicilio comunicato all’inizio della malattia tramite certificato medico, può incorrere in sanzioni e/o provvedimenti disciplinari qualora non giustifichi, mediante prove certe e documentabili, il motivo della sua assenza durante tali orari.

Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità tutti i lavoratori dipendenti privati, la cui causa di malattia sia connessa a:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, malattie che devono essere opportunamente documentate dalla Struttura sanitaria;
  • stati patologici sottesi o connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%.

Gli orari delle visite fiscali per i dipendenti pubblici (quindi, statali, insegnanti, militari, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Enti Locali) sono diversi dai lavoratori privati. Ecco quali sono, in questo caso, le fasce di reperibilità:

  • la mattina dalle ore 09:00 alle ore 13:00;
  • il pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Tali fasce orarie valgono 7 giorni su 7 inclusi festivi e prefestivi, compresi il Natale, Capodanno, Pasqua, Santi, ecc. Con un messaggio di inizio 2018 l’Inps ha chiarito che ora, anche per i lavoratoti pubblici, sono possibili le visite fiscali d’ufficio ossia su iniziativa dell’Inps stesso.

Sono esenti dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità i lavoratori pubblici assenti per malattia che presentino:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • infortunio sul lavoro Inail;
  • malattie professionali Inail, per le quali è stata riconosciuta la Causa di servizio;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Sono previsti dei controlli sui certificati medici nel Pubblico impiego come avviene già per i lavoratori privati, che hanno la finalità di valutare il comportamento dei dipendenti e decidere eventualmente l’applicazione di sanzioni disciplinari quali, per esempio, il licenziamento per scarso rendimento.


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