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Contributi Inps commercianti e artigiani, quando sono ridotti?

19 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 gennaio 2018



In quali casi le aliquote contributive dovute alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti possono essere ridotte?

Gli iscritti alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti sono obbligati a pagare ogni anno i contributi sul minimale, anche nel caso in cui il fatturato sia basso o pari a zero: in pratica, pagano le percentuali dovute a titolo di contribuzione previdenziale su un reddito imponibile minimo (pari a 15.548 euro per l’anno 2017). In questo modo, anche nel caso in cui non abbiano guadagnato nulla, possono arrivare, a seconda dell’aliquota dovuta, a versare 3.700 euro annui all’Inps.

Per fortuna, però, esistono delle agevolazioni grazie alle quali i contributi dovuti possono essere ridotti: si tratta, in particolare, della riduzione over 65 e del regime contributivo agevolato. Vediamo allora, nel dettaglio, quando sono ridotti i contributi Inps artigiani e commercianti.

Riduzione contributi Inps per over 65

I lavoratori ultrasessantacinquenni, titolari di impresa o collaboratori familiari, già pensionati presso le gestioni Inps, che continuano a svolgere lavoro autonomo, possono chiedere all’istituto di pagare la metà dei contributi dovuti sia sul minimale di reddito, sia sull’eventuale quota eccedente il minimale [1].

Quest’agevolazione spetta anche ai titolari di assegno di invalidità, mentre non riguarda i titolari di pensione di reversibilità.

Conseguentemente alla riduzione dei contributi, anche il supplemento di pensione corrispondente è ridotto della metà, se la quota è calcolata col sistema retributivo. Se calcolata col sistema contributivo, non è necessaria alcuna riduzione in quanto il supplemento è determinato sulla sola base dei contributi versati.

Sono esclusi dal beneficio della riduzione contributiva del 50% coloro che si avvalgono del regime contributivo agevolato, finché dura la permanenza nel regime.

Regime contributivo agevolato

Chi aderisce al nuovo regime fiscale forfettario ed esercita attività d’impresa (titolare di una o più ditte individuali), può fruire di un’importante agevolazione relativa ai contributi da versare alle gestioni Inps artigiani e commercianti. In particolare, la base imponibile della contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti, costituita dal reddito forfettario individuato ai fini fiscali, è ridotta del 35%.

Per fruire di quest’agevolazione bisogna inviare un’apposita dichiarazione all’Inps secondo le seguenti modalità:

  • per chi già esercita attività d’impresa è necessario compilare il modello telematico appositamente predisposto all’interno del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”, disponibile nel sito web dell’Inps, entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole ottenere l’agevolazione, che viene concessa a decorrere dal 1° gennaio dell’anno in corso; se no viene rispettato il termine, l’agevolazione si perde, ma si può presentare la domanda l’anno successivo;
  • per chi inizia una nuova attività d’impresa si deve presentare la stessa dichiarazione con tempestività rispetto alla data di iscrizione alla gestione previdenziale.

Il regime agevolato si perde:

  • al venir meno dei requisiti che consentono l’applicazione del beneficio;
  • se il contribuente sceglie di abbandonare il regime agevolato;
  • se l’Agenzia delle Entrate comunica all’Inps che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Nei primi due casi il regime ordinario viene ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita.

Nel terzo caso il regime ordinario viene imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.

note

[1] Art. 59, Co. 15, L. 449/97; Inps Circ. n.33/1999.

[2] Art. 1, Co. 76-84, L. 190/2014; Art. 1, Co. 111, L. 208/2015; Inps Circ. n.35/2016.

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