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Contributi Inps commercianti e artigiani, quando sono ridotti?

18 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Febbraio 2019



In quali casi le aliquote contributive dovute alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti possono essere ridotte?

Gli iscritti alle gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti sono obbligati a pagare ogni anno i contributi sul minimale, anche nel caso in cui il fatturato sia basso o pari a zero: in pratica, pagano le percentuali dovute a titolo di contribuzione previdenziale su un reddito imponibile minimo (pari a 15.878 euro per l’anno 2019). In questo modo, anche nel caso in cui non abbiano guadagnato nulla, possono arrivare, a seconda dell’aliquota dovuta, a versare oltre 3.800 euro annui all’Inps.

Per fortuna, però, esistono delle agevolazioni grazie alle quali i contributi dovuti possono essere ridotti: si tratta, in particolare, della riduzione over 65 e del regime contributivo agevolato. Certamente, non sotto tutti i punti di vista queste agevolazioni contributive si traducono in un vantaggio: versare meno contributi, difatti, significa ottenere, un domani, una pensione più bassa, o addirittura ritardare la data del pensionamento.

Chi, però, ha pochi fondi a disposizione, fa suo il detto “meglio un uovo oggi che una gallina domani”, ossia preferisce rinunciare a parte della pensione, in cambio di un maggior potere d’acquisto nell’immediato.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sui contributi Inps artigiani e commercianti: quando sono ridotti?

Riduzione contributi Inps per over 65

I lavoratori ultrasessantacinquenni, titolari di impresa o collaboratori familiari, già pensionati presso le gestioni Inps, che continuano a svolgere lavoro autonomo, possono chiedere all’istituto di pagare la metà dei contributi dovuti sia sul minimale di reddito, sia sull’eventuale quota eccedente il minimale [1].

Quest’agevolazione spetta anche ai titolari di assegno di invalidità, mentre non riguarda i titolari di pensione di reversibilità.

Conseguentemente alla riduzione dei contributi, anche il supplemento di pensione corrispondente è ridotto della metà, se la quota è calcolata col sistema retributivo. Se calcolata col sistema contributivo, non è necessaria alcuna riduzione in quanto il supplemento è determinato sulla sola base dei contributi versati.

In pratica, come abbiamo inizialmente osservato in merito alle riduzioni contributive, i minori versamenti si traducono in una pensione più bassa: in questo caso, però, si tratta di un supplemento di pensione, quindi di un importo aggiuntivo rispetto al trattamento base, che resta invariato.

Sono esclusi dal beneficio della riduzione contributiva del 50% coloro che si avvalgono del regime contributivo agevolato, finché dura la permanenza nel regime.

Regime contributivo agevolato forfettario

Chi aderisce al nuovo regime fiscale forfettario ed esercita attività d’impresa (titolare di una o più ditte individuali), può fruire di un’importante agevolazione relativa ai contributi da versare alle gestioni Inps artigiani e commercianti. In particolare, la base imponibile della contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti, costituita dal reddito forfettario individuato ai fini fiscali, è ridotta del 35% [2].

Per fruire di quest’agevolazione bisogna inviare un’apposita dichiarazione all’Inps secondo le seguenti modalità:

  • per chi esercita attività d’impresa dal 2018, per la quale si intende fruire del regime agevolato nel 2019, è necessario compilare il modello telematico appositamente predisposto all’interno del “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”, disponibile nel sito web dell’Inps, entro il 28 febbraio 2019; l’agevolazione viene concessa a decorrere dal 1° gennaio dell’anno in corso; se non viene rispettato il termine, l’agevolazione si perde, ma si può presentare la domanda l’anno successivo;
  • per chi inizia una nuova attività d’impresa dal 2019 è necessario presentare la stessa dichiarazione con tempestività rispetto alla data di iscrizione alla gestione previdenziale.

Chi ha già richiesto l’agevolazione contributiva, se permangono i requisiti, non deve presentare una nuova domanda. Se non si intende più avvalersi del beneficio, bisogna presentare un’espressa dichiarazione di rinuncia [3].

Quando si perde il regime agevolato?

Il regime agevolato si perde:

  • al venir meno dei requisiti che consentono l’applicazione del beneficio;
  • se il contribuente sceglie di abbandonare il regime agevolato forfettario;
  • se l’Agenzia delle Entrate comunica all’Inps che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Nei primi due casi il regime ordinario viene ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita.

Nel terzo caso il regime ordinario viene imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato.

note

[1] Art. 59, Co. 15, L. 449/97; Inps Circ. n.33/1999.

[2] Art. 1, Co. 76-84, L. 190/2014; Art. 1, Co. 111, L. 208/2015; Inps Circ. n.35/2016.

[3] Inps Circ. n.25/2019.


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4 Commenti

  1. Buongiorno, mi spiegate come si calcolano i contributi per gli artigiani ed i commercianti? Grazie a voi so sempre come trovare risposte chiare e complete

    1. Buongiorno Teresa. I contributi dovuti degli artigiani e dei commercianti si determinano applicando un’aliquota, cioè una determinata percentuale, al reddito prodotto, o al reddito minimale. Le aliquote contributive da applicarsi sul reddito per il 2019 sono pari al: 24% per gli artigiani; 24,09% per i commercianti; 21,45% per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni; 21,54% per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni. Il reddito minimale sul quale la contribuzione deve essere versata è cambiato, come appena esposto, ed è pari a 15.878 euro; di conseguenza il contributo minimale obbligatorio da liquidare ammonta a: 3.818,16 euro (3.810,72 contributo IVS più 7,44 euro contributo maternità) per gli artigiani; 3.832,45 euro (3.825,01 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i commercianti; 3.413,27 euro (3.405,83 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori artigiani di età inferiore a 21 anni; 3.427,56 euro (3.420,12 contributo IVS più 7,44 contributo maternità) per i coadiutori commercianti di età inferiore a 21 anni. Puoi trovare ulteriori approfondimenti nel nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/275272_contributi-inps-commercianti-e-artigiani-2019

  2. Salve, mia madre pensionata titolare di P. iva artigiana in regime forfettario può pagare il 50% dei contributi INPS?

    Grazie mille

  3. Buongiorno,sono un pensionato Inpdap sono titolare di partita Iva dal 2018 ho 67 anni ho fatto richiesta all’Inps della riduzione del 50 per cento- mi è stato negato perché sono pensionato Inpdap e corretto.In attesa auguro una buona giornata Augusto.

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