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Affido familiare di ceneri: come funziona

17 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 gennaio 2018



L’urna con le ceneri del defunto può essere conservata in casa, ma a determinate condizioni. Vediamo quali.

È sempre più diffusa la pratica funeraria della cremazione della salma del defunto, in alternativa alla tradizionale inumazione del cadavere. La cremazione fa sì che il corpo della persona scomparsa venga ridotto in cenere per poi essere custodito nel rispetto della legislazione vigente.

Le ceneri del defunto, però, non possono essere conservate a proprio piacimento. Su questo punto la legge non lascia adito a dubbi: raccolte le ceneri in un’urna, questa va sigillata e la sua conservazione deve avvenire tramite tumulazione, inumazione o affidamento ai familiari.

Dunque, è possibile conservare le ceneri del defunto in casa. Vediamo come funziona l’affido familiare delle ceneri.

Affido familiare di ceneri: cos’è la polizia mortuaria?

Lo Stato ha regolato la pratica funeraria della cremazione e della conservazione o dispersione delle ceneri con un’apposita legge [1] che ne disciplina gli aspetti principali, demandando poi alla legislazione regionale e locale la precisazione degli aspetti particolari.

Questa legge ha modificato la precedente disciplina inerente ai servizi di polizia mortuaria. Cos’è la polizia mortuaria? Quasi tutti ne hanno sentito parlare ma pochi sanno cos’è realmente. Il nome può trarre in inganno e indurre a pensare che trattasi di una sezione specializzata della Polizia di Stato. Così non è. La polizia mortuaria si occupa delle pratiche funerarie successive alla morte di una persona, delle regole per il trasporto funebre e dell’accoglimento della salma nei cimiteri.

La polizia mortuaria abbraccia diversi servizi: dalla necroscopia (cioè, l’autopsia sulla salma) al trasporto cimiteriale; della denuncia della causa di morte a quella in materia di malattie infettivo-diffusive. Essa, inoltre, svolge attività di rilascio delle autorizzazioni al trasporto funebre, alla cremazione, alla dispersione delle ceneri, all’affido familiare delle ceneri e di rilascio del passaporto mortuario. Le procedure tipiche della polizia mortuaria interessano uffici comunali, operatori del settore funebre ed enti pubblici diversi (Comuni, aziende sanitarie, Regioni).

Non esiste un unico testo normativo di riferimento, ciò a conferma dell’eterogeneità delle funzioni di polizia mortuaria e dell’estrema diversità di servizi che ad essa sono ricollegate. Ad esempio, il Testo Unico delle Leggi Sanitarie [2] dedica un’intera parte alla polizia mortuaria, prevedendo norme sull’obbligo dei comuni di avere un cimitero a sistema di inumazione, sulla localizzazione dei cimiteri a distanza dai centri abitati, sull’assoggettamento dei trasporti funebri ad autorizzazione amministrativa, sul divieto di seppellire cadaveri all’infuori dei cimiteri; ancora, vi sono disposizioni riguardanti i crematori e il collocamento delle urne cinerarie. Viene poi demandato ai regolamenti locali di igiene e sanità di disporre in materia, fra le altre, di polizia mortuaria.

Nel 1990 è stato approvato un regolamento di polizia mortuaria [3]. Anche in questo caso il testo elenca una serie di compiti, quali: le denunce di morte e gli accertamenti dei decessi; il periodo di osservazione dei cadaveri e gli obitori; i requisiti necessari per il trasporto dei cadaveri; la disciplina per il riscontro diagnostico e il rilascio di cadaveri a scopo di studio; la disciplina delle autopsie e dei trattamenti per la conservazione dei cadaveri; ecc. Insomma, trattasi sempre di una serie di servizi da effettuarsi dopo il decesso della persona.

I servizi di polizia mortuaria trovano una regolamentazione anche a livello locale: i Comuni possono adottare un proprio regolamento che specifichi quanto disposto nella normativa statale. È anche vero, però, che molte volte gli enti locali si sono limitati a richiamare per intero le disposizioni superiori.

Di regola, le funzioni di polizia mortuaria di competenza del Comune sono esercitate dal sindaco, nella veste di ufficiale di Governo e autorità sanitaria locale e, per quanto di competenza, dal responsabile di servizio o ufficio, per mezzo degli uffici e servizi amministrativi e tecnici del Comune ed avvalendosi del competente servizio igiene pubblica dell’Asl. Per un maggiore approfondimento sul tema della polizia mortuaria si rinvia alla lettura di questo articolo.

Affido familiare di ceneri: cosa dice la legge?

È in questo quadro che si inserisce la legge che disciplina la pratica funeraria della cremazione e della conservazione delle ceneri.

Secondo la normativa, l’autorizzazione alla cremazione spetta all’ufficiale dello stato civile del Comune di decesso, che la rilascia acquisito un certificato in carta libera del medico necroscopo dal quale risulti escluso il sospetto di morte dovuta a reato ovvero, in caso di morte improvvisa o sospetta segnalata all’autorità giudiziaria, il nulla osta della stessa autorità giudiziaria, recante specifica indicazione che il cadavere può essere cremato.

La cremazione, infatti, impedisce qualsiasi esame del cadavere (l’autopsia, in poche parole): per questo motivo, può essere disposta solamente quando le cause della morte siano state accertate. Ad ogni buon conto, la legge obbliga il medico necroscopo a raccogliere dal cadavere, e conservare per un periodo minimo di dieci anni, campioni di liquidi biologici ed annessi cutanei, a prescindere dalla pratica funeraria prescelta, per eventuali indagini per causa di giustizia.

Affido familiare di ceneri: quando è possibile la cremazione?

Come anticipato,  l’autorizzazione alla cremazione è concessa nel rispetto della volontà espressa dal defunto o dai suoi familiari attraverso una delle seguenti modalità:

1) la disposizione testamentaria del defunto, a meno che i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto contraria alla cremazione fatta in data successiva a quella della disposizione testamentaria stessa. In questo caso, si verifica una vera e propria revoca della disposizione testamentaria;

2) l’iscrizione, certificata dal rappresentante legale, ad associazioni riconosciute che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, tranne nei casi in cui i familiari presentino una dichiarazione autografa del defunto fatta in data successiva a quella dell’iscrizione all’associazione. L’iscrizione a queste associazioni prevale addirittura sul parere contrario dei familiari;
3) in mancanza della disposizione testamentaria o di qualsiasi altra espressione di volontà da parte del defunto, la volontà del coniuge o, in difetto, del parente più prossimo e, in caso di concorrenza di più parenti dello stesso grado, della maggioranza assoluta di essi, manifestata all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso o di residenza. Nel caso in cui la volontà sia stata manifestata all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso, questi inoltra immediatamente il relativo processo verbale all’ufficiale dello stato civile del comune di ultima residenza del defunto;

4) nel caso di minori e di persone interdette, la volontà manifestata dai legali rappresentanti.

Affido familiare di ceneri: quando è consentita la dispersione?

La dispersione delle ceneri è consentita, nel rispetto della volontà del defunto, unicamente in aree a ciò destinate all’interno dei cimiteri. oppure in natura o in aree private. La dispersione in aree private deve avvenire all’aperto e con il consenso dei proprietari, e non può comunque dare luogo ad attività aventi fini di lucro; la dispersione è in ogni caso vietata nei centri abitati. La dispersione in mare, nei laghi e nei fiumi è consentita nei tratti liberi da natanti e da manufatti.

Secondo la legge, la dispersione delle ceneri è eseguita dal coniuge o da altro familiare avente diritto, dall’esecutore testamentario o dal rappresentante legale dell’associazione che abbiano tra i propri fini statutari quello della cremazione dei cadaveri dei propri associati, cui il defunto risultava iscritto o, in mancanza, dal personale autorizzato dal comune.

Affido familiare di ceneri: dove conservarle?

Fermo restando l’obbligo di sigillare l’urna, le modalità di conservazione delle ceneri sono demandate alla disciplina di dettaglio delle regioni e dei comuni. Bisogna comunque garantire che:

  1. la conservazione consenta sempre l’identificazione dei dati anagrafici del defunto;
  2. la conservazione avvenga tramite tumulazione, interramento (inumazione) o affidamento ai familiari.

il trasporto delle urne contenenti le ceneri non è soggetto alle misure precauzionali igieniche previste per quello delle salme, salvo diversa e specifica indicazione dell’autorità sanitaria.

La legge prevede la predisposizione di sale attigue ai crematori per consentire il rispetto dei riti di commemorazione del defunto e un dignitoso commiato. I cimiteri di urne non devono rispettare l’obbligo della distanza minima di duecento metri dai centri abitati.

Affido familiare di ceneri: come funziona?

Illustrata la disciplina statale, possiamo ora rispondere al quesito di fondo dell’articolo: come funziona l’affido familiare delle ceneri? La legge prevede espressamente la possibilità che, invece di tumulare o inumare l’urna contenenti le ceneri del defunto, questa venga affidata ai familiari.

Le modalità di affidamento, però, non sono specificate; si dovrà, pertanto, consultare la disciplina approntata dalla regione e dal comune di appartenenza.

Ciò che è certo è che:

  • il defunto deve aver specificato questa sua volontà;
  • l’urna deve essere obbligatoriamente sigillata;
  • devono essere riportati i dati anagrafici del defunto.

La consegna ai familiari deve essere verbalizzata e deve essere data idonea garanzia affinché i luoghi in cui le urne sono collocate non vengano profanate, ovvero che l’urna non venga trasferita. Infatti, una volta affidata, l’urna non può essere spostata a proprio piacimento, ad esempio portandola con sé in una diversa abitazione. Anche in questo caso occorrerà una specifica autorizzazione.

Per quanto riguarda il verbale di consegna, la legge dice che esso deve essere redatto in tre esemplari, dei quali uno deve essere conservato dal responsabile del servizio cimiteriale, uno da chi prende in consegna l’urna e il terzo deve essere trasmesso all’ufficio di stato civile. Il secondo esemplare del verbale deve essere conservato dall’incaricato del servizio di custodia del cimitero in cui vengono custodite le ceneri [4].

Affido familiare di ceneri: come chiedere autorizzazione?

Se sono soddisfatte le condizioni sopra indicata, per ottenere l’autorizzazione per l’affido familiare delle ceneri occorre presentare istanza scritta all’ufficiale dello stato civile del comune di decesso. L’affidamento verrà accordato sulla base della volontà espressa in vita per iscritto dal defunto, anche nelle forme testamentarie previste dalla legge, oppure sulla base della medesima volontà espressa verbalmente e riportata, nella forma della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, dal coniuge, o in difetto, dal parente più prossimo, o ancora, nel caso di concorso di più parenti nello stesso grado, della maggioranza assoluta di questi.

Le dimensioni delle urne e le caratteristiche dei luoghi di conservazione vengono stabilite dai regolamenti comunali; in mancanza, possono essere imposte dai comuni in sede di autorizzazione all’affidamento ai familiari, che pertanto dovrà essere concessa in assenza di vincoli o limitazioni alla disponibilità delle spoglie derivanti da provvedimenti dell’autorità di polizia o dell’autorità giudiziaria.

Affido familiare di ceneri: quali obblighi?

L’affidatario, comunque, dinnanzi al Comune quale titolare ultimo ed istituzionale della funzione cimiteriale assume diversi obblighi. Egli deve:

  1. allestire un colombario (cioè un’apposita nicchia ricavata nella parete) che abbia destinazione stabile e sia garantito contro ogni profanazione;
  2. permettere l’accesso ai congiunti del defunto perché essi possano esercitare il loro diritto di visitare la persona dipartita;
  3. sottoporsi, attraverso ispezioni e controlli presso il proprio domicilio, alla vigilanza da parte del personale comunale;
  4. rispondere penalmente di eventuali profanazioni delle ceneri; la manomissione dei sigilli o la dispersione senza autorizzazione dell’ufficiale dello stato civile, infatti, comporta responsabilità penale.

Se l’affidatario non vuole o non può più tenere l’urna presso la propria abitazione, può fare un atto di rinuncia all’affidamento delle ceneri con una semplice dichiarazione sottoscritta ed indirizzata sempre all’ufficiale dello stato civile, restituendo l’autorizzazione ed impegnandosi alla collocazione dell’urna, a proprie spese, presso un cimitero.

Infine, è bene ricordare che le ceneri non possono essere divise. Questo significa che ciò che rimane delle spoglie mortali del defunto (le ceneri, in pratica) deve essere custodito in un’unica urna.

Si ribadisce che la disciplina dell’affido familiare delle ceneri è disciplinata nel dettaglio dai regolamenti comunali: pertanto, la normativa potrà variare (seppur di poco) da Comune a Comune.

note

[1] Legge n. 130/2001 del 30.03.2001.

[2] Regio Decreto n. 1265/34 del 27.07.1934.

[3] D.P.R. n. 285/1990 del 10.09.1990.

[4] Art. 81, D.P.R. n. 285/1990.

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3 Commenti

  1. Buongiorno Dott. Acquaviva,
    mia moglie è cittadina russa, di Mosca, è figlia unica e orfana di padre, e giovedì scorso ha perso la mamma. Nel funerale celebrato oggi ha disposto la cremazione.
    Ora, avremmo desiderio di custodire le ceneri della defunta nella cappella della mia famiglia, in un piccolo comune in provincia di Alessandria. Mia moglie ha predisposto tutti i documenti necessari, per quanto riguarda lo stato Russo, e per quanto riguarda il trasporto fino all’Italia.
    Vorrei sapere se, dal lato italiano, sono necessari ulteriori passaggi, oltre alla presa di contatto con il Comune per la collocazione dell’urna all’interno della cappella.
    Distinti saluti

    1. Egr. Sig. Musumeci,
      pur non essendo a conoscenza della documentazione in Suo possesso, ritengo non dovrebbero esserci problemi di sorta. La stessa dovrà essere prodotta all’autorità amministrativa competente (Comune) che provvederà a rilasciare l’autorizzazione. I documenti di trasporto dovrebbero essere sufficienti, purché rechino le generalità del defunto, la data di morte, di cremazione e la destinazione ossia, il Comune o lo Stato estero di arrivo.
      Cordialmente.
      Avv. Mariano Acquaviva

  2. Buongiorno Dott. Acquaviva,

    vorrei sapere se, nel momento di affido dell’urna presso mio personale domicilio, devo essere io (affidatario) a redigere un verbale apposito di consegna dell’urna presso il comune o se, per tali documenti, devo fare affidamento alle pompe funebri.

    Grazie per l’attenzione.

    Cordiali saluti

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