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Pensione anticipata per i nati nel 52

18 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2018



Pensione anticipata per i nati sino al 1952: chi ne ha diritto, come richiederla, quando avviene l’uscita dal lavoro.

Per i lavoratori del settore privato è ancora aperta la possibilità di usufruire di una speciale pensione anticipata, che consente di uscire dal lavoro a 64 anni: questa possibilità, conosciuta col nome di salvacondotto per i nati nel 52, è stata prevista dalla legge Fornero [1].Inizialmente, quest’agevolazione era stata negata a molti potenziali beneficiari, per via di alcune circolari emanate dall’Inps che ne restringevano il campo di applicazione: in seguito, però, il Ministero del lavoro interpretato la normativa in modo più elastico, di conseguenza l’Inps ha ammesso al beneficio nuovi lavoratori. Sono stati ad esempio ammessi coloro che raggiungono il requisito contributivo richiesto considerando i contributi volontari, quelli figurativi e da riscatto.

Ma procediamo per ordine e cerchiamo di capire come funziona la pensione anticipata per i nati nel 52, alla luce degli ultimi chiarimenti dell’Inps.

Chi ha diritto alla pensione anticipata per i nati nel 52

I nati sino al 31 dicembre 1952 hanno la possibilità di pensionarsi a partire dai 64 anni di età (attualmente 64 anni e 7 mesi, per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita), anziché attendere l’età prevista per la pensione di vecchiaia, pari a 66 anni e 7 mesi. Per fruire dell’agevolazione, però, devono possedere:

  • almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012, più la quota 96 (la quota è la somma dell’età e dei contributi posseduti), se uomini;
  • almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, se donne.

Inizialmente, potevano ottenere l’agevolazione i soli dipendenti del settore privato, se occupati alla data del 28 dicembre 2011.

Pensione anticipata per i nati nel 52 disoccupati

In base a una vecchia circolare Inps, potevano essere ammessi alla pensione anticipata per i nati nel 52 soltanto coloro che, alla data del 28 dicembre 2011, svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato. Questa previsione, però, derivava da un’interpretazione non corretta della legge Fornero, nel punto in cui disponeva i requisiti necessari per accedere al Salvacondotto [1].

Successivamente, invece, l’Inps [2], recependo un nuovo indirizzo del Ministero del lavoro, ha chiarito che il beneficio si applica anche a coloro che alla data del 28 dicembre 2011 non svolgevano attività di lavoro dipendente nel settore privato, purché alla data del 31 dicembre 2012:

  • risultassero in possesso del requisito contributivo minimo per l’accesso alla pensione di anzianità con le quote [3], con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato, se uomini;
  • risultassero in possesso, se donne, del requisito contributivo minimo richiesto per l’accesso alla pensione di vecchiaia, pari a 20 anni, con la sola contribuzione accreditata in qualità di lavoratrici dipendenti del settore privato.

In parole semplici, le donne, anche se non occupate come dipendenti al 28 dicembre 2011, possono fruire della pensione anticipata classe 52 con gli ordinari requisiti contributivi, cioè col possesso di 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012, purché si tratti di contributi da lavoro dipendente svolto nel settore privato.

Gli uomini, invece, se non occupati come dipendenti al 28 dicembre 2011, oltre a soddisfare il requisito di 35 anni di contributi al 31 dicembre 2012 devono anche possedere, alla stessa data, la quota allora richiesta per pensionarsi, intesa come somma di età e contributi (nel 2012 la quota richiesta era 96). Tutti i contributi, anche in questo caso, devono derivare da lavoro dipendente nel settore privato.

In un primo momento, erano esclusi dalla contribuzione utile i contributi volontari, i contributi figurativi maturati per eventi al di fuori del rapporto di lavoro dipendente del settore privato e i contributi da riscatto non correlato ad attività lavorativa. Grazie a una nuova circolare dell’Inps [4], ora anche questi contributi possono essere inclusi tra quelli utili a maturare il requisito richiesto per la pensione anticipata per i nati nel 52. I contributi volontari, figurativi e da riscatto sono dunque considerati alla pari dei contributi derivanti da lavoro dipendente nel settore privato, ai fini della pensione a 64 anni.

Pensione anticipata per i nati nel 52 lavoratori autonomi

Se si possiedono, oltre ai contributi da lavoro dipendente nel settore privato, anche contributi da lavoro autonomo, come quelli accreditati presso le gestioni Inps degli artigiani e dei commercianti, questi possono essere contati ai fini della pensione anticipata agevolata, a condizione che alla data del 28 dicembre 2011 l’interessato risulti occupato come dipendente del settore privato [5].

In caso contrario, vale quanto appena esposto: bisogna, cioè, raggiungere l’anzianità contributiva richiesta con i contributi da lavoro dipendente del settore privato e assimilati, nel caso in cui non si risulti occupati (come lavoratori subordinati del settore privato) al 28 dicembre 2011.

note

[1] Art. 24, Co. 15-bis, D.L. 201/2011.

[2] Inps Circ. n. 196/2016.

[3] Tab. B, L. 243/2004.

[4] Inps Circ. n. 180/2017.

[5] Inps. Mess. n. 219/2013.

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2 Commenti

  1. Nato ad agosto del 1952 andrò in pensione nel 2019 e non nel 2018 con i sette mesi, solo perchè sono nato dopo maggio del 52, attualmente con 41 anni di contributi con 16 mesi di servizio di leva inclusi, tre anni da dipendete e il resto (ancora in servizio) tutti contributi da lavoratore autonomo. Volevo solo sapere se costituzionalmente sono un lavoratore uguale agli altri o sono un alieno?

  2. purtroppo noi del 1952 siamo i piu penalizzati in pensione andremo se tutto va bene nel2020 sempre che non ci sia un’altra Fornero QUANDO CE GENTE CHE E ANDATA IN PENSIONE A 35 ANNI CON SOLO 15 ANNI DI CONTRIBUTI

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