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Scadenza certificati e documenti

18 gennaio 2018


Scadenza certificati e documenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 gennaio 2018



Termini di scadenza e di efficacia di patente, certificato medico, ricetta medica, carta identità, certificati anagrafici, autocertificazione, atti notori, passaporto.

Non è facile orientarsi nella burocrazia. Ambrose Bierce la definì «l’arte di rendere impossibile il possibile». Nonostante siamo ormai entrati nell’era digitale e ogni pubblica amministrazione ben potrebbe dialogare con le altre attraverso un semplice terminale e magari, accedendo a un unico database, estrarre tutti i documenti di cui ha bisogno, l’onere di raccogliere i certificati, laddove richiesti dalla legge, spetta ancora al cittadino. Anche se, in gran parte dei casi, in forma di autocertificazione, è il privato ancor oggi a dover svolgere il compito che ben potrebbe adempiere la pubblica amministrazione, per vicinanza ai dati che alla stessa interessano. In attesa di vedere il giorno in cui la carta sparirà del tutto e anche la burocrazia dovrà arrendersi alla banalità e alla semplicità, cerchiamo di capire quali sono le regole in merito ai certificati e documenti, e in particolare alla loro scadenza, problema che non poche volte attanaglia il cittadino quando non solo deve recuperare le attestazioni richieste, ma le deve anche rinnovare dopo un certo periodo di tempo. Con conseguente spreco di tempo e di oneri. In questo articolo, dopo aver spiegato quali dati possono essere oggetto di atto notorio, vedremo qual è la scadenza di certificati e documenti.

Il passaggio dalla carta al digitale non ha cambiato le regole sulla validità di certificati e documenti: anche se questi sono sempre più spesso composti di bit (e non di inchiostro) e vengono trasmessi tramite email (o posta elettronica certificata) e non più con il portalettere, le regole generali sono rimaste le stesse dell’epoca pre-telematica.

Certificati rilasciati dal Comune

Ci si può rivolgere al proprio Comune di residenza per:

  • ottenere certificati anagrafici e certificati di stato civile;
  • ottenere il rilascio della carta d’identità;
  • avviare la pratica per ottenere il rilascio del passaporto (la domanda però va indirizzata alla questura);
  • ottenere il libretto di lavoro.

L’impiegato dell’anagrafe può rilasciare tutta una serie di dichiarazioni o certificazioni relative alla persona residente nel Comune. Per esempio può emettere un certificato di cittadinanza oppure un certificato di stato civile da cui si ricava che la persona indicata non è sposata. L’anagrafe comunale invece non può certificare nulla in merito alla professione è al titolo di studio.

Quanto durano i certificati anagrafici? 

I certificati storici sono un esempio di certificati a durata illimitata poiché quanto viene in essi dichiarato non può più cambiare. Si pensi ad esempio al certificato di nascita quello di morte.

Invece i certificati che attestano situazioni di fatto che possono cambiare (ad esempio quello di residenza) hanno invece una validità per sei mesi: il che significa che, trascorso tale periodo di tempo, il certificato non è più idoneo ad attestare una determinata situazione. Tuttavia con l’approvazione del testo unico sulla documentazione amministrativa [1], si è data facoltà a chi presenta un certificato dopo sei mesi dalla sua emissione di dichiarare che quanto risulta dal certificato medesimo non è mutato nel frattempo. In sostanza, con una semplice dichiarazione sottoscritta dall’interessato, il certificato può essere presentato anche dopo sei mesi.

Quali sono i certificati anagrafici che scadono dopo sei mesi?

A scadere dopo sei mesi sono i seguenti certificati rilasciati dall’anagrafe:

  • 1) nascita
  • 2) cittadinanza
  • 3) residenza
  • 4) matrimonio
  • 5) morte
  • 6) esistenza in vita
  • 7) stato di famiglia.

Quali certificati vanno in bollo?

Vanno in bollo tutti i certificati anagrafici. Sono invece esenti I certificati che servono per iscriversi alla scuola dell’obbligo oppure quelli necessari per ottenere l’assistenza sanitaria o l’iscrizione alle liste di collocamento. Sono anche esenti le domande per i sussidi di disoccupazione, dei procedimenti di riscossione ed atti esattoriali, domande e allegati per aiuti comunitari e nazionali all’agricoltura, certificazioni richieste all’Asl, denunce di smarrimento, dichiarazioni sostitutive di certificazione e dichiarazioni sostitutive gli atti di notorietà, partecipazioni a pubblici concorsi.

I documenti che possono essere oggetto di autocertificazione

Alcuni documenti sono ormai caduti in disuso. Questo perché la legge Sulla documentazione amministrativa consente al cittadino (un vero e proprio diritto) di dimostrare non più con un certificato ma con un’autocertificazione:

  • la data e luogo di nascita;
  • la composizione della propria famiglia;
  • la cittadinanza;
  • la residenza;
  • lo stato civile.

Se ci viene richiesto uno di tali documenti possiamo serenamente obiettare che la legge ci consente di presentare un’autocertificazione che attesti tali dati personali.

Autocertificazioni con scadenza:

  • residenza
  • cittadinanza
  • godimento dei diritti civili e politici
  • stato civile: celibe, coniugato, vedovo, stato libero
  • stato di famiglia
  • esistenza in vita
  • iscrizione in albi, registri, elenchi di pubbliche amministrazioni
  • appartenenza ad ordini professionali
  • stato di disoccupazione
  • legale rappresentante, tutore, curatore, ecc.

Le dichiarazioni che l’interessato redige e sottoscrive possono essere utilizzate nei rapporti con qualsiasi pubblica amministrazione (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Università, Camere di Commercio, ecc.), nei rapporti con le imprese che svolgono un servizio di pubblica utilità (poste; gestori: telefonici, acqua, luce, gas) nonché nei rapporti con privati (es. banche, assicurazioni) che sono liberi d i accettarle ovvero di pretendere il certificato anagrafico originale.

Autocertificazioni senza scadenza:

  • data e luogo di nascita
  • nascita di figli
  • decesso del coniuge
  • decesso di ascendenti o discendenti
  • titoli di studio
  • qualifiche professionali
  • titoli di specializzazioni
  • abilitazione, formazione,aggiornamento, qualifica tecnica
  • numero di codice fiscale
  • partita IVA
  • dati presenti nell’archivio dell’anagrafe tributaria.

Atto notorio

Inoltre con la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è possibile autodichiarare stati, qualità personali o fatti di cui l’interessato abbia diretta conoscenza senza bisogno di andare in Comune ed autenticare la propria firma. Ad esempio si può a autodichiarare:

  • che si è casalinga, studente, pensionato o disoccupato;
  • il reddito percepito durante un determinato periodo;
  • il titolo di studio di specializzazione;
  • che non si sono riportate condanne penali;
  • che sia carico di un familiare;
  • che si ricopre la carica di legale rappresentante di una ditta.

Quando scade la carta d’identità?

Vediamo ora quando scade la carta d’identità. La legge stabilisce che la carta d’identità vale per 10 anni. La scadenza coincide con il giorno del compleanno del titolare. Si può “giocare d’anticipo” e richiedere la nuova carta d’identità prima che la vecchia scada, ma non prima di 6 mesi precedenti detta scadenza.

Quando scade il certificato di idoneità sportiva?

Non esiste più il certificato di «sana e robusta costituzione». Al suo posto esiste il certificato di idoneità fisica. Tali certificati vengono richiesti dalle scuole, dalle palestre, dalle associazioni sportive non agonistiche o dilettantistiche ai fini della pratica sportiva. La loro validità è di un anno. Se la scadenza coincide nel corso dell’anno, l’atleta dovrà rinnovare il certificato.

Quando scade il passaporto?

Il passaporto è valido per 10 anni, tuttavia ogni volta che deve essere usato (obbligatoriamente per i viaggi nei Paesi fuori dall’Unione Europea mentre per quelli dell’Ue è sufficiente la carta d’identità) è necessario regolarizzarlo con una marca da bollo che ha valore per 12 mesi.

Quando scade la patente?

La patente di categoria A e B scadono dopo 10 anni, fino al compimento dei 50 anni di età. Per chi ha superato 50 anni la patente scade dopo 5 anni. Tutte le altre patenti (anche quelle speciali) sono valide 5 anni, che scendono a 3 anni se rilasciate o rinnovate a persone che superano i 70 anni.

Quando scade un certificato medico?

Per i certificati medici non esiste un’unica data di scadenza. Tutto dipende dal tipo di certificato. A tal fine si rinvio all’articolo Certificato medico: quando scade?

Quando scade la ricetta medica?

La ricetta medica utilizzata per prescrivere visite ed esami specialistici con il Servizio sanitario ha validità di 1 anno. Quando si prenota è necessario essere provvisti di un’impegnativa valida: per contare la data di scadenza, bisogna partire dal momento della data di rilascio da parte del medico. Se sulla ricetta la visita o l’esame hanno un codice di priorità diverso da P, è necessario rispettare i tempi, altrimenti la priorità decade: una ricetta con priorità B, presentata per la prenotazione oltre 15 giorni dalla data del rilascio, perde la priorità B e viene prenotata come prestazione con priorità D (30 giorni per visite specialistiche, 60 giorni per esami strumentali). Una ricetta con priorità D, presentata oltre 30 giorni

dalla data di rilascio, perde la priorità D e viene prenotata come prestazione con priorità P (entro 180 giorni).

Per quanto riguarda i farmaci, la ricetta cosiddetta “rossa” (del ricettario regionale) ha una validità di 30 giorni escluso il giorno di emissione. Invece la prescrizione di un farmaco su ricetta “bianca”, se “non ripetibile”, è utilizzabile una volta sola entro un numero preciso di giorni e al momento della consegna del farmaco il farmacista ritirerà la ricetta; se “ripetibile” la ricetta è riutilizzabile 10 volte in 6 mesi, a eccezione delle prescrizioni per alcuni farmaci, come le benzodiazepine, che valgono 3 volte in 30 giorni, salvo indicazioni mediche.

note

[1] DPR n. 445/2000.

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