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In malattia dal lavoro: si può andare al mare?

18 Gennaio 2018


In malattia dal lavoro: si può andare al mare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Gennaio 2018



Chi è in convalescenza dalla malattia può uscire di casa e andare anche a prendere il sole se non ritarda la guarigione.

Hai preso qualche giorno di malattia e ti sei dato assente al lavoro per poterti curare. Hai così inviato il regolare certificato medico e non ti sei presentato in azienda. Senonché, terminata la fascia oraria di reperibilità mattutina per la visita fiscale – quella cioè che va dalle 10 alle 12 – hai deciso di andare a prendere il sole in spiaggia. È infatti estate e non c’è ragione di rimanere a sudare dentro casa. Il medico dell’Inps potrebbe farti visita, nel pomeriggio, dalle 17 alle 19 e, per quell’orario, sarai tornato (magari anche bello abbronzato). Sfortuna vuole che, nell’orario di pranzo, il capo del personale abbia fatto la tua stessa pensata e sia venuto a guardare il mare: stesso luogo, stessa spiaggia. Sei stato “colto in flagrante” mentre eri disteso sul telo sulla sabbia e, in quello stesso istante, hai immaginato quello che sarebbe successo al tuo rientro sul lavoro. Come di fatto è avvenuto: un bel preavviso di licenziamento, al quale sei chiamato a dare giustificazioni entro cinque giorni. Nel difenderti, fai presente innanzitutto che la malattia era effettiva e conclamata, in quanto attestata dal medico curante; fai poi rilevare di essere stato rintracciabile durante la reperibilità per la visita fiscale così come prescrive la legge; non in ultimo sottolinei il fatto che la tua malattia non è incompatibile con l’uscire da casa e neanche con una tintarella sotto il sole estivo. Quante possibilità hai di spuntarla? In malattia dal lavoro si può andare a mare? La risposta è stata fornita poche ore fa dalla Cassazione [1]. Vediamo cosa hanno detto i giudici supremi in merito alla possibilità, per il convalescente, di far ciò che vuole fuori dagli orari di reperibilità.

Che fare durante la malattia

Il principio generale vuole che il lavoratore malato sia sempre reperibile durante gli orari di reperibilità per le visite fiscali che sono le seguenti:

Reperibilità per i lavoratori privati

  • Mattina: dalle ore 10 alle ore 12;
  • Pomeriggio: dalle ore 17 alle ore 19;

Reperibilità  per i lavoratori pubblici

  • Mattina: dalle ore 9 alle ore 13;
  • Pomeriggio: dalle ore 15 alle ore 18;

Fuori dagli orari di reperibilità, il dipendente può uscire di casa (fermo restando che, nell’arco della stessa giornata, potrebbe ricevere anche due visite fiscali) a patto però che, con il suo comportamento, non ritardi la guarigione e il rapido decorso della malattia. Tra i doveri del dipendente, infatti, vi è quello di collaborazione con l’azienda e fare in modo che la sua assenza si protragga lo stretto indispensabile. Non oltre.

Questo comporta che, se il particolare tipo di malattia da cui è affetto il lavoratore non gli impedisce di svolgere altre attività, lavori o di uscire di casa, ben può farlo se ciò non pregiudica la convalescenza.

Si può andare al mare se si è malati?

Il lavoratore convalescente non viola i principi di correttezza e buona fede solo perché si dedica a passeggiate sulla spiaggia: lo stato di malattia di per sé non impedisce di dedicarsi ad attività ludiche; d’altronde un conto è riprendere attività della vita privata e un altro riprendere il lavoro laddove le prime risultano meno gravose del secondo (nel caso di specie si era trattato di una distorsione al ginocchio). Il licenziamento può scattare solo se il lavoratore mostra scarso interesse alla sua salute e ai doveri di cura, mentre non si configura un inadempimento ai danni dell’interesse aziendale quando l’interessato esce di casa per compiere attività quotidiana ottemperando alle prescrizioni del medico curante.

Non si può quindi licenziare un dipendente che va al mare se stare all’aria aperta, sotto il sole e magari in costume da bagno non rallenta la guarigione. Si pensi al caso di chi si è fratturato un braccio (magari proprio quello con cui deve lavorare) o a chi ha una malattia cutanea che proprio il sole guarisce. O ancora a chi ha un forte esaurimento nervoso che richiede relax e riposo. Non così sarebbe per chi invece ha una forte influenza che richiede un luogo chiuso e non ventilato.

Sta al datore dimostrare che durante il periodo di inabilità temporanea la condotta del lavoratore è contraria a buona fede, senza che l’interessato debba dimostrare che invece perdura la malattia.

Non può essere licenziato il lavoratore che durante la malattia (distorsione al ginocchio) fa passeggiate e bagni al mare. L’attività ludica non può essere infatti paragonata in quanto a pesantezza ad un lavoro e non pregiudica il recupero.

note

[1] Cass. sent. n. 1173/18 del 18.01.2018.


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