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Legittimo “retweettare” o postare un lancio di agenzia di stampa sui social network?

5 Dicembre 2012


Legittimo “retweettare” o postare un lancio di agenzia di stampa sui social network?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Dicembre 2012



Postare o retweettare  un lancio di agenzia di stampa o una news potrebbe costare un’accusa per violazione dei diritti d’autore, a meno che…

Fabrizio Goria è un giornalista Italiano, ha più di 25.000 followers su twitter e da molto tempo, su questo social network, aveva iniziato a ripubblicare, attraverso i retweet, i lanci di agenzia di una delle più importanti testate giornalistiche internazionali (la Reuters).

Nel Febbraio 2012 l’agenzia di stampa ha deciso però di intervenire, inviando al giornalista una lettera per diffidarlo dal continuare nelle operazioni di ripubblicazione delle news. La notizia del contrasto tra Reuters e il giornalista ha fatto il giro del mondo. Per come c’era da attendersi, l’opinione pubblica si è schierata con Goria, costringendo la Reuters a fare un passo indietro e a scusarsi con il professionista, onde evitare un enorme danno d’immagine e di reputazione.

La questione si è chiusa, ma il problema giuridico rimane.

Il tema della possibilità di ripubblicare notizie e/o informazioni trova soluzione, nel nostro ordinamento, nella  legge sul diritto d’autore, emanata nel 1941 e ad oggi ancora in vigore.

Essa stabilisce [1] che la notizia o l’informazione può ben essere riprodotta a condizione però di indicare sempre la provenienza (per es: Il Giornale, Repubblica, Le Monde)

Per quanto riguarda la pubblicazione dei bollettini di informazione delle agenzie giornalistiche, la normativa – ricordo che è datata 1941 – richiede [2] che, prima della riproduzione del bollettino, siano trascorse ben sedici ore dalla diramazione dello stesso. Si tratta però di una normativa obsoleta e chiaramente lontana dal tempo dei social media, i quali sono capaci di creare reti trasversali di informazioni e ritmi velocissimi di propagazione delle notizie.

Inoltre qualsiasi soggetto che si iscrive a twitter ne deve accettare le condizioni, tra le quali vi è quella per cui qualunque contenuto inserito può essere replicato, attraverso il retweet, da ogni altro utente.

Dall’altro lato, stabilisce la legge italiana [3], la libera riproduzione di articoli giornalistici è consentita per la sola finalità di critica, discussione, o insegnamento, sempre che l’attività di ripubblicazione non sia finalizzata ad ottenere un ritorno economico.

Concludendo, si deve considerare legittima la pratica di ripubblicazione, sui social-network, di lanci di agenzia, notizie e articoli purché si citi sempre la provenienza e non lo si faccia in modo da creare un’attività economica parallela all’agenzia di stampa o alla testata giornalistica.

Penso sia necessaria una completa riscrittura della legge sul diritto d’autore, il cui impianto normativo risale ad oltre 70 anni fa. Auspico che la futura revisione sia affidata a giovani giuristi “nativi digitali”, cresciuti in un sistema di informazione, comunicazione e produzione artistica completamente rivoluzionato rispetto a soli pochi decenni fa.

di FRANCESCO CANOBBIO

 

 

 

note

[1] Art. 101, comma 1, legge sul diritto d’autore: la riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte

[2] Art. 101, comma 2, legge sul diritto d’autore: Sono considerati atti illeciti:
a) la riproduzione o la radiodiffusione, senza autorizzazione, dei bollettini di informazioni distribuiti dalle agenzie giornalistiche o di informazioni, prima che siano trascorse sedici ore dalla diramazione del bollettino stesso e comunque, prima della loro pubblicazione in un giornale o altro periodico che ne abbia ricevuto la facoltà da parte dell’agenzia. A tale fine, affinché le agenzie suddette abbiano azione contro coloro che li abbiano illecitamente utilizzati, occorre che i bollettini siano muniti dell’esatta indicazione del giorno e dell’ora di diramazione
.

[3] Art. 70, legge sul diritto d’autore: Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.


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2 Commenti

  1. Quanto ai “nativi digitali” ci auguriamo che a decidere il diritto d’autore nuovo siano gli anticopyright e non gli equilibristi rformisti che cambiano tutto per non cambiare nulla. Internet è antcopyright e non adeguarsi significa andare contro la storia.

  2. Aggiungerei che se l’agenzia ha uno spazio su Twitter dove pubblica le notizie (v. https://twitter.com/Reuters) allora parrebbe chiaro che l’agenzia accetta tutte le funzionalità di tale piattaforma sociale, incluso il retweet cioè la ripubblicazione del proprio messaggio in un altro account.

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