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Certificato medico per porto d’armi: dove farlo

23 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2018



Come e dove ottenere l’autorizzazione sanitaria per possedere un’arma per uso personale o sportivo, da caccia o da collezione.

Per uso sportivo, per caccia, per difesa personale. I motivi per possedere un’arma non mancano, sempre sperando che se ne faccia buon uso. Ma, come sappiamo, che sia per tenere i ladri alla larga o per passare il tempo facendo il tiro al piattello, è necessario avere un porto d’armi, purché se ne abbiano i requisiti, tra questi – forse il più importante – il certificato medico di idoneità. Quello che attesta, soprattutto, l’assenza di problemi fisici o mentali. Già, avete ragione: è una norma che non vale per tutti. Basti pensare a quanti capi di Stato non hanno né il porto d’armi né, tantomeno, l’idoneità psicofisica per ottenerlo. Eppure hanno a disposizione delle armi ben più pericolose di un banale fucile di tiro al volo.

A noi comuni mortali tocca, giustamente, metterci in regola. Non dovendo combattere una guerra contro dittatori asiatici o contro aspiranti statisti di oltreoceano, nel nostro piccolo dobbiamo rispettare le normative. Una di queste prevede il rilascio obbligatorio del certificato medico per porto d’armi. Ma dove farlo? A chi va richiesto? E c’è un certificato diverso a seconda dell’uso che si fa delle armi possedute? Vediamo.

Quali tipi di porto d’armi esistono?

Un porto d’armi cambia a seconda uso. Elenchiamo di seguito i più comuni. Tutti, comunque, richiedono il certificato medico.

Porto d’armi per difesa personale

Consente di portare l’arma fuori dalla propria abitazione. Il porto d’armi per difesa personale ha un anno di validità. Per ottenerlo – oltre al certificato medico – occorre essere maggiorenni ed averne un motivo valido (pensiamo al rappresentante di gioielli, al vigilantes, ad una persona concretamente sotto minaccia, ecc.). Il permesso viene rilasciato dal prefetto. Il modulo è disponibile sui siti online della Polizia di Stato o reperibile in formato cartaceo presso gli uffici delle forze dell’ordine.

Porto d’armi per uso sportivo

Ed eccoci al fucile per il tiro al volo (e simili). Il porto d’armi per uso sportivo viene rilasciato in Questura per effettuare tiro al volo o tiro al segno. Occorre, in quest’ultimo caso, essere iscritti ad un’apposita sezione o ad un’associazione affiliata al Coni. Ha una validità di 6 anni.

Licenza per collezione di armi

Anche i collezionisti hanno bisogno di un porto d’armi. O meglio: di una licenza. C’è una differenza? C’è. Il permesso consente di tenere le armi (corte o lunghe che siano) ma non di usarle. Quindi, non è un vero e proprio porto d’ami ma un’autorizzazione per appenderle al muro (rigorosamente custodite sotto chiave) in numero non superiore a 3 per le armi comuni da sparo (pistole, fucili, ecc.) e non superiore a 6 per quelle ad uso sportivo (una carabina ad aria compressa, ad esempio). La licenza consente anche di detenere fino a 8 armi antiche (cioè ad avancarica o fabbricate prima del 1890), artistiche o di rara importanza storica (capitasse mai il fucile di Garibaldi, così per dire). Questa licenza vale per sempre, cioè non deve essere rinnovata.

Porto d’armi per caccia

Com’è facile intuire, questo porto d’armi consente l’uso di un fucile per cacciare nei periodi consentiti. La validità è di 6 anni.

Il certificato medico per porto d’armi: come e dove farlo?

Tutti, dunque, devono chiedere un certificato medico per porto d’armi. Il Ministero della Salute ha dettato delle regole ben precise sui requisiti fisici e mentali per possedere un’arma: è necessaria, oltre alla capacità di saper utilizzare l’arma (a volte le carica il Diavolo, dicevano gli antenati) una visita medica approfondita. Il certificato deve attestare che il richiedente non soffra di una malattia mentale o da qualche problema in grado di diminuire, anche per un breve lasso di tempo, la capacità di intendere e di volere.

Certificato porto d’armi: dove farlo?

Il certificato medico per porto d’armi viene rilasciato:

  • dagli uffici medico-legali o dai distretti sanitari delle Asl;
  • dalle strutture sanitarie militari;
  • della Polizia di Stato.

Certificato porto d’armi: come si fa?

Alla base di una richiesta di porto d’armi ci deve essere, in primo luogo, un certificato anamnestico rilasciato dal medico di base. Si tratta di un documento in cui si attesta che il richiedente non fa uso di droghe, non alza troppo il gomito (cioè non abusa di alcol) e non è affetto da qualche patologia che possa mettere a repentaglio la sicurezza degli altri. Il medico di famiglia, comunque, ha la facoltà di richiedere ulteriori visite di approfondimento.

Con questo certificato, chi vuole ottenere il porto d’armi si presenta (non oltre i tre mesi dalla data di rilascio) in una delle strutture sopracitate portando con sé:

  • un documento d’identità;
  • se porta gli occhiali, il grado di refrazione delle lenti;
  • la ricevuta del versamento di 35 euro effettuato presso l’Ufficio amministrativo del distretto sanitario (in alcune Asl vengono chiesti 32 euro);
  • una marca da bollo da 16 euro;
  • la tessera sanitaria;
  • se porta una protesi acustica, la certificazione sulla sua efficienza rilasciata da non più di tre mesi.

Certificato medico per porto d’armi da caccia

Occorre qualche requisito particolare per ottenere il certificato medico per porto d’armi da caccia. Oltre a non avere precedenti penali, vengono richiesti:

  • acutezza visiva di almeno otto decimi nell’occhio che vede meglio (anche con occhiali o lenti a contatto);
  • un senso cromatico che garantisca la percezione dei colori fondamentali;
  • una soglia uditiva uguale o inferiore a 30 decibel per l’orecchio che sente meglio o, in alternativa, essere in grado di percepire voci ad una certa distanza, eventualmente con l’ausilio di protesi acustiche;
  • assenza di alterazioni neurologiche invalidanti da un punto di vista motorio;

adeguata funzionalità della colonna vertebrale e degli arti superiori.

note

Autore immagine: Pixabay.com

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