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Anticipo Tfs e Tfr dipendenti pubblici, è possibile?

16 Maggio 2019 | Autore:
Anticipo Tfs e Tfr dipendenti pubblici, è possibile?

È possibile richiedere un’anticipazione del trattamento di fine rapporto o di fine servizio per i dipendenti pubblici?

Ad oggi, per i dipendenti pubblici non è prevista alcuna possibilità di richiedere un anticipo sulla liquidazione durante il rapporto di lavoro, sia che si tratti di Tfs, trattamento di fine servizio, sia di Tfr, trattamento di fine rapporto. Il Testo unico delle norme sulle prestazioni previdenziali a favore dei dipendenti civili e militari dello Stato [1], difatti, vieta esplicitamente la possibilità di ottenere l’anticipo del Tfs, stabilendo al riguardo che non è possibile corrispondere acconti.

Per quanto riguarda, poi, il personale del pubblico impego privatizzato, destinatario di Tfr, e non di Tfs, non è ugualmente possibile richiedere alcun anticipo della liquidazione, in quanto è espressamente previsto [2]  che il Tfr è accantonato figurativamente e viene liquidato solo al momento della cessazione dal servizio. In merito alla successiva normativa che aveva previsto l’estensione ai dipendenti pubblici della possibilità, già riconosciuta ai dipendenti privati, di ottenere l’anticipazione del Tfr in determinati casi, non è ancora stato emanato il decreto ministeriale che stabilisce le modalità di concessione, di erogazione ed i requisiti.

Non molto tempo fa, però, è stata emanata dal Giudice del lavoro di Firenze una sentenza che ha riconosciuto il diritto all’anticipazione del Tfr a due dipendenti pubblici i servizio, per poter acquistare la prima casa, motivata sulla base del fatto che l’anticipo non può essere negato per il solo fatto che la riserva di accantonamento sia prevista solo figurativamente. Questa sentenza potrebbe aprire la strada all’estensione al pubblico impiego privatizzato della disciplina relativa al Tfr già in vigore per i dipendenti privati, ma sinora non è stato stabilito nulla, a tal proposito.

L’anticipo del Tfs e del Tfr per i dipendenti pubblici è possibile? Ad oggi, la possibilità di ottenere il Tfs o il Tfr per i dipendenti in servizio è rimasta lettera morta.

Sarà invece possibile, a breve, richiedere il Tfs in anticipo per i dipendenti pensionati, sino a 45mila euro: in sostanza, i dipendenti pubblici, anziché attendere (sino a un massimo di 60 mesi più 90 giorni) l’erogazione del trattamento, potranno ricevere immediatamente un importo sino a 45mila euro, grazie a un prestito a tasso agevolato.

Per poter aderire al prestito, l’Inps dovrà certificare i requisiti del richiedente, e dovrà essere stipulata una convenzione,  entro 60 giorni dalla conversione in legge del decreto su reddito di cittadinanza e sulle pensioni [3], ossia entro maggio 2019, tra: il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, il ministro dell’Economia e delle finanze, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Abi (Associazione bancaria italiana), sentito l’Inps.

Le modalità di attuazione del prestito saranno disciplinati con un Dpcm, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di conversione del decreto in materia di reddito di cittadinanza e pensioni.

Prestito decennale Inpdap

Tornando alla possibilità di ricevere un anticipo del Tfs mentre si è in servizio, bisogna comunque osservare che, nonostante i dipendenti pubblici non possano richiedere un anticipo sul Tfs o sul Tfr, possono, però, per determinati eventi (tra i quali rientra anche l’acquisto della prima casa per i figli che intendono costituire un autonomo nucleo familiare), ottenere un prestito decennale dall’ex Inpdap (oggi Inps). Il prestito può essere restituito con un massimo di 120 rate mensili consecutive, ciascuna di importo non superiore al quinto dello stipendio (ossia delle retribuzioni con carattere fisso e continuativo), al netto dei contributi previdenziali e delle imposte. È consentita l’estinzione anticipata, in qualsiasi momento, con versamento del debito residuo.

Nel dettaglio, sull’importo lordo del prestito gravano:

  • un tasso di interesse nominale annuo del 3,5%;
  • un’aliquota per spese di amministrazione dello 0,5%;
  • un premio compensativo per i rischi dell’operazione, le cui aliquote variano per fasce di età alla scadenza e per durata (tabella in ultima pagina del regolamento).

Per poter presentare la domanda, oltre all’iscrizione all’ex Inpdap (per la precisione, alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali), è necessario avere un contratto a tempo indeterminato con almeno quattro anni di anzianità di servizio utile alla pensione e quattro anni di contributi (o, più precisamente, di versamento contributivo alla Gestione Unitaria).

Gli iscritti con contratto a tempo determinato di almeno tre anni possono fruire di cessioni da estinguere entro il periodo del contratto e con l’obbligo di cedere il Tfr a garanzia della restituzione del prestito.

Domanda prestito decennale Inpdap

La domanda di prestito Inpdap va presentata entro un anno dall’evento, o dalla relativa documentazione di spesa.

Alla domanda è necessario allegare la documentazione che attesta lo stato di bisogno, l’eventuale spesa (che rientri tra le motivazioni previste nell’apposito regolamento di concessione del prestito) e un certificato medico di sana e robusta costituzione fisica. Il certificato deve essere rilasciato, entro 45 giorni antecedenti la domanda all’Inps Gestione Dipendenti Pubblici, dal medico legale della Asl, o da un medico militare in attività di servizio, o da un medico incaricato dall’amministrazione del richiedente.

La domanda deve essere presentata online, attraverso i servizi web dell’Inps, per chi dispone delle credenziali per l’accesso al portale dell’istituto (Pin dispositivo, Spid di secondo livello); in particolare, gli iscritti in servizio devono presentare la domanda all’amministrazione di appartenenza, che la trasmette in via telematica all’Inps, mentre i pensionati iscritti al fondo Credito possono presentare la domanda online all’Inps attraverso il servizio dedicato o, in alternativa, tramite enti di patronato.

note

[1] Art.26 Dpr 1032/1973.

[2] Art.1, Co.6 DPCM 20/12/1999.

[3] DL 4/2019.


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