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Certificato medico di buona salute: cos’è

23 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 febbraio 2018



Cosa contiene il documento sulla sana e robusta costituzione di una persona. Quando è obbligatorio per lavoro o per sport. I rischi del certificato falso.

Altro che un semplice pezzo di carta: gli addetti ai lavori (cioè i camici bianchi) definiscono il certificato medico «la testimonianza scritta su fatti e comportamenti tecnicamente apprezzabili e valutabili, la cui dimostrazione può produrre affermazione di particolari diritti soggettivi previsti dalla legge, ovvero determinare particolari conseguenze a carico dell’individuo o della collettività aventi rilevanza giuridica e/o amministrativa». Non male, vero?

Tale definizione si può sintetizzare, più o meno, così: il medico certifica lo stato di salute di un individuo in un attestato che ha validità legale.

Ma questo documento deve, per forza, certificare una malattia? No. Un medico può anche certificare che un soggetto gode di buona salute o, come si dice in gergo, di sana e robusta costituzione. Che non vuol dire essere «un Marcantonio»: significa che quella persona sta bene. Che può svolgere un certo lavoro o fare una certa attività sportiva.

Vediamo allora che cos’è il certificato di buona salute, a che serve e quando si è obbligati a farlo (o quando no).

Che cos’è il certificato di buona salute

Un certificato di buona salute, o – come dicevamo – di sana e robusta costituzione, è un documento firmato da un medico in cui si attesta che un soggetto non soffre di malattie o di impedimenti fisici per svolgere un’attività, che sia lavorativa o sportiva.

Nel primo caso, viene rilasciato dall’Asl di competenza presso l’ufficio di medicina legale. Nel secondo, cioè nel caso si debba svolgere un’attività sportiva, il certificato di buona salute occorre chiederlo ad uno specialista in medicina dello sport, al medico di base o al pediatra, a seconda dei casi.

Il certificato medico di buona salute per il lavoro

Viene richiesto il certificato di buona salute, o di idoneità psicofisica, per svolgere certe attività lavorative. Ad esempio, per prestare servizio in un ente pubblico, come operatore sanitario a qualsiasi livello, per ottenere un certo tipo di patente, per insegnare a scuola, ecc.

Per ottenere il certificato medico di buona salute per il lavoro, bisogna rivolgersi all’Asl e pagare il ticket.

Questo certificato non va confuso con quello di idoneità generica per svolgere una qualsiasi attività lavorativa. Va chiesto, in questo caso, al medico di base, sempre a pagamento.

Il documento deve contenere:

  • nome, cognome, qualifica e struttura sanitaria di appartenenza del medico;
  • oggetto della certificazione;
  • eventuali referti obiettivi alla base del certificato;
  • luogo e data del rilascio;
  • firma del medico.

Il certificato non deve riportare correzioni o, nel caso, devono essere riportate in chiare lettere e controfirmato dal medico.

Il certificato medico di buona salute per lo sport

Si deve chiedere un certificato medico di buona salute per la pratica di uno sport ma solo in certe occasioni. Il Ministero della Salute lo ha chiarito nelle linee guida del 2014 [1] in cui distingue l’obbligatorietà del certificato a seconda del tipo di attività sportiva che si intende svolgere.

Ad esempio, per l’attività non agonistica, il certificato medico è obbligatorio per attività sportive parascolastiche e per quelle delle Federazioni nazionali sportive iscritte al Coni (Comitato olimpico italiano).

Significa che un ragazzino che frequenta un’attività organizzata dalla scuola in orario extrascolastico deve avere il certificato di buona salute. Così come chi frequenta una palestra o una piscina iscritte alla rispettiva Federazione e viene tesserato. Altrimenti, chi – per dire – si fa una nuotata ogni tanto o va a fare addominali o pesi senza essere tesserato, non ha l’obbligo del certificato.

Il documento viene rilasciato dal medico di famiglia, da un pediatra o da uno specialista in medicina sportiva.

Per quanto riguarda, invece, l’attività ludico-motoria amatoriale, l’obbligo del certificato medico di buona salute è stato abolito.

Certificato medico di buona salute: in che cosa consiste la visita?

Com’è ovvio pensare, per poter rilasciare un certificato medico di buona salute è necessaria una visita medica. In che cosa consiste?

Il medico dovrà chiedere l’anamnesi del paziente. Un termine che troviamo spesso nei referti delle visite ma che non ci è sempre chiaro. L’anamnesi è la raccolta delle informazioni da parte del medico dalla voce del diretto interessato su eventuali sintomatologie (un dolore, un disturbo, un affanno) che possano portare ad individuare una patologia.

Si passa, quindi, all’esame obiettivo (quello conosciuto comunemente come visita vera e propria). Viene misurata la pressione ed effettuato un elettrocardiogramma a riposo.

Se il richiedente è una persona di almeno 60 anni o soffre di una patologia che comporta un certo rischio cardiovascolare, sarà necessario un elettrocardiogramma basale refertato ogni anno.

Naturalmente, il medico potrà chiedere qualche approfondimento qualora lo ritenesse necessario.

Se chi richiede un certificato medico di buona salute supera la visita, verrà rilasciato il documento.

Quando scade il certificato medico di buona salute?

Come abbiamo visto, la legge, di volta in volta, richiede un certificato medico di buona salute per un’attività lavorativa o sportiva. Ed è sempre la legge a stabilire quando questo debba essere rinnovato.

Il problema della scadenza del certificato medico si può porre con riferimento a due tipi di situazioni:

  • il rinnovo del certificato: si tratta di quei casi in cui, una volta presentato un certificato medico, dopo un certo periodo, si è costretti a presentarne uno nuovo e più recente;
  • la scadenza del certificato rilasciato in precedenza dal medico curante e utilizzato dal paziente solo dopo diverso tempo dal rilascio.

Dopo quanto tempo scade un certificato medico già rilasciato?

In generale, nulla vieta di presentare a un ufficio della pubblica amministrazione, a un’azienda o a qualsiasi altro soggetto un certificato medico emesso in una data anteriore rispetto a quella di presentazione dello stesso: sarebbe dura, nello stesso giorno, procurarsi il certificato e subito dopo esibirlo all’ufficio che lo ha richiesto. Sebbene la legge non dica quanto tempo prima debba essere rilasciato il certificato e dopo quanto tempo questo perda la sua validità, è ragionevole lasciare al cittadino un certo margine di flessibilità.

Quel è che è certo è che il certificato medico non può mai essere retrodatato né postdatato rispetto alla data della sua emissione.

Se la legge non precisa la forbice temporale massima consentita tra la data di emissione del certificato medico di buona salute e quella della sua presentazione, può farlo il soggetto ricevente (di solito la Pubblica amministrazione) il quale, se lo ritiene, può chiedere un certificato con una data più recente.

Tale valutazione può variare a seconda dello scopo del certificato stesso. Ad esempio, ad un certificato che attesta l’idoneità alle pratiche sportive si dà maggiore elasticità rispetto a quello necessario per un’attività lavorativa.

Nel caso del certificato medico che attesta la presenza dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida lo stesso deve presentare una data non anteriore a tre mesi dalla presentazione della domanda per sostenere l’esame di guida [1].

Dopo quanto tempo va rinnovato il certificato medico?

Ed eccoci alla seconda ipotesi, quella del rinnovo del certificato medico una volta depositato. Dopo quanto tempo può essere richiesto uno nuovo? Dipende dall’uso che se ne deve fare. Per esempio:

  • certificato per l’attività sportiva non agonistica: va rinnovato ogni anno. In caso di scadenza nel corso dell’anno è necessario sottoporsi a una nuova visita medica;
  • certificato medico di idoneità dalla mansione: per i videoterminalisti (ossia coloro che lavorano al computer per almeno 20 ore a settimana con apparecchiatura dotata di schermo), la visita medica oculistica e all’apparato muscolo scheletrico va fatto al momento dell’assunzione e se il medico lo dà idoneo con prescrizione o se ha superato i 50 anni, la visita va ricevuta ogni 2 anni, diversamente ogni 5 anni. Per tutti gli altri dipende dalla specifica mansione a cui è stato adibito il dipendente.

Il medico può rifiutarsi di fare un certificato di buona salute?

No. Il dottore è obbligato a rilasciare su richiesta un certificato medico di buona salute. A meno che qualcuno gli chieda di mettere la firma su dei fatti falsi o non verificati: in questo caso non solo può ma deve rifiutarsi di rilasciare il certificato. Altrimenti, potrebbe essere chiamato a rispondere di falso materiale o di falso ideologico in certificazione medica.

Ricordiamo anche che un certificato falso può comportare un’accusa di truffa. Succede nel caso in cui i dati non veritieri riportati sul documento possano comportare oneri a carico di terzi o della Pubblica amministrazione. Pensiamo, ad esempio, ad un certificato medico di buona salute falso che consente ad una persona di accedere ad un posto di lavoro a cui non avrebbe diritto, a discapito di un altro.

note

[1] DM del 08.08.2014 contenente le linee guida del Ministero della Salute basate sulla della Legge n. 98/2013.


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