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Lo sai che? Come segnalare le fake news

Lo sai che? Pubblicato il 20 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 gennaio 2018

Cosa sono le fake news e come si possono segnalare: il nuovo servizio della Polizia Postale e i cambiamenti annunciati da Facebook.

Ogni giorno scorrono sui nostri smartphone e pc notizie di tutti tipi e da tutto il mondo, dalle più bizzarre alle più drammatiche: ma quanto sono affidabili?

Spesso si rischia di cascare nelle cosiddette fake news, (italianamente parlando “bufale”), e cioè articoli con informazioni non vere o comunque distorte; il fenomeno si diffonde in quanto, inconsapevoli della falsità dei contenuti, si condividono gli articoli sui social network, così contribuendo alla disinformazione “globale”.

La pericolosità delle fake news è evidente, sotto molteplici aspetti: culturali, economici, politici e anche personali (quando per esempio vengono diffuse false notizie pregiudizievoli per l’immagine di una persona).

Dall’altro lato si deve ammettere che non è facile monitorare tutto quello che passa per il web e che l’individuazione di filtri e misure restrittive applicabili a monte, potrebbe comportare la grave violazione del diritto e della libertà di informazione nonchè  del principio costituzionale del pluralismo informativo. Ecco perché occorre puntare su strategie di contrasto che, anziché intervenire dall’alto (intervento ex ante delle istituzioni), partano dal basso e cioè dagli immediati interlocutori delle notizie: i lettori.

Fake news su Facebook: cosa cambia

Il fenomeno delle fake news è ultimamente al centro dell’attenzione dei media, delle imprese e della politica, tanto da essere diventato oggetto di una consultazione pubblica in Commissione Europea.

Ad aprire gli occhi è, necessariamente, proprio Facebook, piattaforma veicolo principale delle fake news. E’ infatti di poche ore fa l’annuncio del padre del social blu, Mark Zuckerberg, relativo ad un nuovo esperimento per contrastare il più possibile le notizie false, grazie all’aiuto degli stessi utenti.

Come riportato dall’Ansa.it, infatti, verrà sperimentato su Facebook negli Stati Uniti un post che raccoglierà “i pareri degli utenti sul livello di fiducia nelle diverse fonti di informazione, creando quindi una sorta di ‘ranking’ delle testate per autorevolezza e sulla base di questo deciderne la diffusione”.

In questo modo, sarebbero gli stessi lettori a giudicare l’affidabilità o meno della fonte dell’informazione, e quindi anche delle testate e siti web che pubblicano gli articoli. Dovrebbe quindi migliorare la qualità delle notizie e, di conseguenza, come affermato da Zuckerberg, “il nostro tempo trascorso su Facebook”.

Come segnalare le fake news: nasce il Red Button

Un’importante passo avanti nel contrasto alle fake news è stato compiuto dal Ministero dell’Interno. È nato, infatti, Red Button, il nuovo servizio on line offerto dalla Polizia postale su commissariatodips.it attraverso il quale è possibile segnalare contenuti che sembrano fake news, o notizie false [1].

L’attivazione del servizio, presentato ieri a Roma, al Polo tuscolano della Polizia di Stato, dal ministro dell’Interno Marco Minniti, dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dal direttore delle specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla, apre un canale diretto tra segnalante e Polizia che, attraverso un team dedicato di esperti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) svolge in tempo reale un’analisi del contenuto segnalato usando tecniche e software specifici.

Come segnalare le fake news alla Polizia postale

Per segnalare una notizia che si presume “fake” trovata on line o nelle reti social basta andare su commissariatodips.it, raggiungibile anche dalla home page del sito della Polizia di Stato, e cliccare sul bottone “Segnala on line Fake news“, il red button: si apre così una maschera per la compilazione dei campi con le informazioni necessarie.

A seconda dell’esito delle verifiche sulla segnalazione la Polizia contatterà il gestore della piattaforma on line per l’eventuale oscuramento del contenuto, smentendo ufficialmente la notizia o il contenuto verificati come “fake” tramite il sito web e i canali social istituzionali, e inviando gli atti all’autorità giudiziaria nel caso emergano aspetti di rilevanza penale.

Il servizio nasce, spiega la Polizia, dalla crescente sensibilità a un fenomeno – anche a livello internazionale ed europeo, con il lancio a novembre scorso di una consultazione pubblica da parte della Commissione europea e la nomina di un gruppo di esperti – che rischia, soprattutto nel periodo pre-elettorale, di condizionare il dibattito democratico.

In quest’ottica, secondo il ministro dell’Interno, il red button è «particolarmente importante» perché «ha a che fare con una istituzione, la Polizia Postale, che ha una credibilità, una capacità di intervento operativo e una forza di terzietà che mette al riparo da qualunque elemento di parzialità», e contribuisce a un uso più consapevole del web da parte dei cittadini, anche a tutela di «coloro che chiedono di essere aiutati».

Grazie al canale di comunicazione che l’utente apre con la Polizia postale segnalando il contenuto, infatti, lo stesso segnalante potrà ricevere informazioni e consigli per un uso più consapevole di Internet e social e indicazioni nel contatto con le piattaforme social per le richieste di rimozione di contenuti ritenuti lesivi.

note

[1] Ministero dell’Interno, comunicato stampa del 19.01.2018.


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