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Se guida un’altra persona l’assicurazione risarcisce?

21 Gennaio 2018


Se guida un’altra persona l’assicurazione risarcisce?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Gennaio 2018



Auto in prestito: chi risarcisce per l’incidente stradale commesso mentre alla guida vi era una persona diversa dal proprietario?

Eri stanco di guidare e così hai chiesto a un amico, che era con te in macchina in quello stesso momento, di prendere il tuo posto e di mettersi al volante. Ti sei così seduto sul lato del passeggero a goderti un po’ di riposo, lasciando che fosse un altro a condurre la tua auto. La sfortuna ha però voluto che l’amico andasse a urtare contro un’altra auto, facendo un incidente stradale. L’altro conducente ha rivendicato tutta la ragione nella dinamica del sinistro e si è preso i dati della tua assicurazione insieme agli estremi della patente del tuo amico. Ora però il tuo dubbio è se l’assicurazione pagherà il danneggiato o toccherà invece a te invece risarcirlo. In altre parole, se guida un’altra persona, l’assicurazione risarcisce? In questo articolo cercheremo di spiegarti quali sono le conseguenze, nel caso di auto in prestito, tutte le volte in cui viene commessa un’infrazione e violato il codice della strada o avviene un incidente stradale.

In verità, la questione può essere trattata diversamente a seconda di chi sia il responsabile dell’urto: se cioè il conducente-non proprietario dell’auto o l’altro automobilista. Analizzeremo le tue situazioni in modo distinto per comprendere tutte le conseguenze che derivano in tali ipotesi.

Incidente con l’auto in prestito: se la ragione è dell’altra macchina

Se una persona fa guidare la propria auto a un’altra e questa commette un incidente stradale di cui ha l’integrale colpa, il danneggiato-non responsabile viene risarcito dalla propria assicurazione che poi si rivarrà su quella del responsabile (è il meccanismo del cosiddetto «indennizzo diretto» che consente al danneggiato di rivolgersi alla propria compagnia e non a quella del danneggiante). In questo modo, il danneggiato riesce a farsi risarcire dall’assicurazione a prescindere da chi conducesse l’altra auto (se il proprietario o un’altra persona) e al di là dei rapporti contrattuali tra quest’ultimo e la propria compagnia. Il terzo danneggiato viene risarcito anche se il conducente responsabile (non proprietario dell’auto) era senza patente o ubriaco [1]. In tal caso, tutt’al più, l’assicurazione che risarcisce il danno al terzo può rivalersi nei confronti del proprietario dell’auto per aver colpevolmente prestato il proprio mezzo a chi non aveva le condizioni (fisiche o giuridiche) per guidare.

In sintesi, nei confronti dei terzi danneggiati l’assicurazione opera sempre, anche se a guidare era un’altra persona diversa dal proprietario dell’auto o una persona ubriaca o senza patente [1].

La regola secondo cui l’assicurazione del proprietario dell’auto copre gli incidenti sia nel caso in cui alla guida vi fosse il proprietario stesso, sia che vi fosse un’altra persona a cui il mezzo era stato prestato vale tanto nell’ipotesi in cui il titolare della polizza fosse anch’egli trasportato e presente nella macchina al momento del sinistro, che nel caso in cui questi fosse altrove e l’amico si trovasse solo o con altre persone.

Non è tutto. L’assicurazione del proprietario dell’auto data in prestito copre non solo i danni procurati agli altri automobilisti non responsabili per l’incidente stradale (anche se, come abbiamo visto, ciò avviene secondo il meccanismo dell’indennizzo diretto, secondo cui in prima battuta ciascuno viene risarcito dalla propria compagnia), ma anche quelli procurati ai cosiddetti «terzi trasportati» ossia ai passeggeri che si trovavano all’interno dell’auto condotta dal responsabile-non proprietario dell’auto.

Un esempio chiarirà meglio la questione. Immaginiamo che Mario faccia guidare la propria auto ad Antonio e si sieda sul sedile accanto a quello della guida; di dietro ci sono due amiche: Livia e Laura. Antonio fa un incidente di cui ha colpa, urtando l’auto di Romolo. Romolo si farà risarcire dalla propria assicurazione che poi si rivarrà sull’assicurazione di Mario. Invece Livia, Laura e lo stesso Mario (proprietario del mezzo) si faranno risarcire i soli danni fisici dall’assicurazione di Mario. Antonio, in quanto responsabile dell’incidente, non sarà risarcito da nessuno. Anche per i danni all’auto di Mario nessuna assicurazione pagherà nulla.

Si tenga tuttavia conto che, in determinate polizze rc-auto può essere previsto l’obbligo per l’assicurato-proprietario del mezzo di non far guidare il proprio veicolo ad altre persone se non al proprietario o ad uno o più soggetti da questi previamente indicato all’atto della sottoscrizione del contratto di assicurazione (questo succede spesso con le auto in leasing o con le flotte aziendali date in comodato ai dipendenti dell’azienda). Questa sorta di “esclusiva” sulla guida non implica però che la polizza non copra il danno provocato da un’altro conducente cui il mezzo sia stato prestato in violazione della clausola contrattuale; ma, in una tale ipotesi, l’assicurazione – costretta a pagare il risarcimento – potrà rivalersi nei confronti del proprio assicurato e chiedergli la restituzione dei soldi versati al danneggiato.

Incidente con l’auto in prestito: se la ragione è del conducente-non proprietario

Più facile è la soluzione del caso inverso: quello cioè in cui il conducente-non proprietario dell’auto viene coinvolto in un incidente di cui non ha alcuna colpa. In tal caso la polizza del proprietario dell’auto data in prestito dovrà risarcire i danni al mezzo ed eventuali fisici al conducente e ai terzi trasportati. Anche in questo caso, però, vien fatta salva la possibilità che la polizza possa contenere eventuali limitazioni di responsabilità che coprano solo i sinistri prodotti mentre alla guida era il proprietario del mezzo o altra persona da questi indicata previamente all’assicurazione.

note

[1] Cass. sent. n. 1269/18 del 19.01.2018.


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