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Canone Rai: gli eredi del defunto devono pagare?

26 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 febbraio 2018



Quando presentare l’autocertificazione per non farsi carico dell’utenza elettrica e, quindi, dell’abbonamento tv di un parente deceduto.

Il rapporto tra il contribuente ed il Fisco è come quello che viene sancito tra gli sposi sull’altare: è destinato a durare finché morte non li separi. La morte del contribuente, ovvio. Perché il Fisco vivrà in eterna poligamia, sposato con chiunque debba pagare anche un solo centesimo di tasse. L’Agenzia delle Entrate non sarà mai zitella, questo è poco ma sicuro.

Dunque, quando arriva il momento in cui il contribuente se ne va per sempre, si interrompe il suo rapporto con il Fisco? Non è proprio così. Come la vedova vive dalla pensione di reversibilità del marito, anche lo Stato pretenderà, in certi casi, che il caro estinto continui ad alimentare le sue casse, sempre affamate, sempre bisognose di risorse.

È quello che succede, ad esempio, con il canone Rai. Se muore il titolare dell’abbonamento alla tv, gli eredi del defunto devono pagare finché non dimostrano di avere il diritto a non farlo più, attraverso un’autocertificazione.

Come sappiamo, il canone Rai su paga nella bolletta della luce. Quindi, finché c’è l’utenza, c’è il canone. A meno che qualcuno non presenti una dichiarazione sostitutiva in cui certifica che, per assenza di un apparecchio tv in casa o per motivi di residenza, non ci sono più gli estremi per il pagamento. Facciamo chiarezza.

Quando l’erede deve pagare il canone Rai del parente deceduto

Poniamo il caso di una coppia di coniugi conviventi, con il marito intestatario della bolletta della luce e, pertanto, del canone Rai. Se il marito viene a mancare ed in casa è presente un televisore (magari quello davanti al quale, per anni e anni, hanno passato tante serate insieme a guardare Pippo Baudo o Mike Bongiorno), il canone Rai continuerà ad essere addebitato sulla bolletta della luce. Pagherà la moglie, dunque. O il figlio o chi per lui è residente nella stessa abitazione e si intesta la bolletta che una volta faceva capo al defunto.

Se, invece, nell’abitazione il televisore non c’è (Pippo e Mike, chi li ha mai conosciuti?), occorrerà fare un’autocertificazione di esonero per non detenzione dell’apparecchio tv, indicando dati anagrafici e codice fiscale del defunto.

È curioso: se gli eredi non comunicano all’Agenzia delle Entrate il decesso del parente e, quindi, gli estremi del nuovo intestatario dell’utenza elettrica (e, di conseguenza, del canone Rai), il Fisco pretenderà una tassa, a dir poco, bizzarra: l’utilizzo del televisore da parte di una persona defunta. Chissà cosa guarda in tv nell’Aldilà, oltre all’Angelus della domenica: se è stato bravo, daranno Il Paradiso delle signore? Se è stato un po’ meno bravo e finisce in Purgatorio, guarderà Un passo dal cielo? Se proprio cattivo, troverà i fuochi dell’inferno anziché quelli di Masterchef? In ogni caso, pagherà il canone.

E conviene che qualcuno lo paghi o, quanto meno, che dimostri di non doverlo pagare. Nel caso di falsa dichiarazione in merito al possesso della tv, il penale scatta immediatamente (anche se l’evasione, in questo caso, è di solo 100 euro) e si rischia la reclusione fino a 6 anni.

Se l’erede non è convivente, deve pagare il canone Rai del defunto?

C’è un caso in cui il contribuente può avere la meglio. È quello in cui l’erede viva fuori dall’abitazione in cui risiedeva il parente defunto e, quindi, si trovi da tempo fuori dalla famiglia anagrafica e non abbia la bolletta elettrica intestata a sé.

Esempio: mi sposo e vado ad abitare con mia moglie nella sua casa. La bolletta elettrica è intestata a lei, non a me. Mio padre, a cui risultava l’utenza della corrente elettrica (e quindi anche il canone Rai) viene a mancare. Non devo fare altro che un’autocertificazione per dichiarare che non convivevo con il defunto e che la mia famiglia anagrafica (cioè quella che ho creato con mia moglie) già paga il canone tv. Questa dichiarazione sostitutiva la si può presentare in qualsiasi momento ed è valida per tutto l’anno.

Canone Rai: come inviare l’autocertificazione?

Ci sono due modi per inviare l’autocertificazione di non possesso della tv per non pagare il canone Rai.

La prima, la raccomandata a/r senza inserirlo in una busta ma piegando il plico su se stesso per non farlo contestare, cioè inviando una raccomandata senza busta seguendo le istruzioni che ti mostriamo in questo video.

Il plico va spedito, insieme ad una fotocopia di un documento di identità, a:

Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1

Sportello abbonamenti TV

Casella postale 22

10121 Torino

Per la presentazione della dichiarazione fa fede la data del timbro postale.

È possibile anche utilizzare la via telematica in questi due modi:

  • direttamente dal contribuente o dall’erede mediante una specifica applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia;
  • avvalendosi di un intermediario abilitato ai sensi di legge.

La dichiarazione si considera presentata nella data risultante dalla ricevuta rilasciata in via telematica dall’Agenzia delle Entrate.

A decorrere dalle dichiarazioni relative all’anno 2017, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione per avere effetto a partire dal 1° gennaio di un certo anno di riferimento deve essere presentata a partire dal 1° luglio dell’anno precedente ed entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento stesso. Ad esempio, per avere effetto per l’intero canone dovuto per il 2019, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione deve essere presentata dal 1° luglio 2018 al 31 gennaio 2019.

La dichiarazione sostitutiva di non detenzione presentata dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno di un dato anno di riferimento ha effetto per il canone dovuto per il semestre luglio-dicembre del medesimo anno. Ad esempio, la dichiarazione sostitutiva di non detenzione presentata dal 1° febbraio al 30 giugno 2018 ha effetto per il semestre luglio-dicembre 2018.

Canone Rai: come si compila l’autocertificazione?

Nella sezione Dati Generali vanno indicati i dati anagrafici del richiedente.

Se l’autocertificazione è fatta da un erede, va compilata anche la sezione «in qualità di erede» con indicazione dei dati del soggetto defunto.

Il riquadro Impegno alla presentazione telematica va compilato e firmato soltanto se la dichiarazione sostitutiva è trasmessa tramite un intermediario abilitato con spedizione telematica.

Quadri compilati: a seconda del quadro compilato, va barrata la relativa casella.

Firma: Indicare la data e la firma del dichiarante.

Il Quadro A va compilato per comunicare la non detenzione di un apparecchio televisivo. Si compone di due sezioni «Dichiarazione» e «Dichiarazione di variazione dei presupposti» che vanno compilate alternativamente.

Il quadro B va compilato per richiedere il non addebito del canone in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante, in quanto il canone è dovuto in relazione ad altra utenza elettrica intestata ad un altro componente della stessa famiglia anagrafica. È il caso, ad esempio, di due soggetti, facenti parte della stessa famiglia anagrafica, ma titolari di utenze elettriche separate.

Il quadro B si compone di due sezioni «Dichiarazione» e «Dichiarazione di variazione dei presupposti» che vanno compilate alternativamente.

La sezione «Dichiarazione» va compilata per dichiarare che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica.

In questa sezione, pertanto, va indicato il codice fiscale del componente della famiglia anagrafica intestatario dell’utenza elettrica su cui il canone è addebitato.

La sezione «Dichiarazione di variazione dei presupposti» va compilata per comunicare il venir meno dei presupposti di una dichiarazione sostitutiva precedentemente presentata. In questo caso è necessario indicare nell’apposito campo la data di presentazione della precedente dichiarazione sostitutiva.

note

[1] Art. 3, co. 3, DPR n. 332/1998.

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