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Tribunale ordinario: cos’è?

22 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2018



Spesso nei documenti della pubblica amministrazione oppure in quelli legali si trova scritto tribunale ordinario: c’è qualche differenza rispetto al tribunale?

Nell’ambito legale il linguaggio è fondamentale, e questa è una delle prime nozioni che vengono insegnate agli studenti di giurisprudenza. La proprietà dei termini che si usano è determinante in questo settore, in quanto gli istituti giuridici, la procedura civile e penale e in generale il mondo del diritto fanno affidamento su una specifica terminologia, che pur essendo imprescindibile per tutti gli operatori del settore può tuttavia allo stesso tempo essere causa di confusione per un cittadino comune che non abbia studiato legge. Porsi dubbi non è mai un errore in questi casi, e fare chiarezza è anzi fondamentale per comprendere al meglio di cosa si stia parlando e poter ottenere – in concreto – una risposta alla domanda che ci si è posti. Quando quindi, ad esempio, si sente nominare il tribunale ordinario, cosa si intende? Cos’è il tribunale ordinario? C’è differenza rispetto al solo termine tribunale?

Tribunale ordinario: cos’è

Cosa significa tribunale ordinario? Nel nostro oridnamento giuridico, quando si parla di tribunale ordinario, ci si riferisce all’organo giurisdizionale che è competente (cioè è chiamato a giudicare) in primo grado, per le cause civili e penali. Ricordiamo che la competenza del tribunale è a sua volta diversificata, e si basa secondo quanto previsto dal nostro sistema sulla materia della controversia o sul valore della causa, a seconda dei casi. Dal punto di vista della materia trattata, inoltre, specifichiamo che le cause penali sono quelle che hanno ad oggetto la commissione di un reato, mentre quelle civili trattano problematiche di diritto civile, e dunque non hanno nulla a che vedere con sanzioni e conseguenze penali, riguardando infatti questioni di diritto privato (contratti, mutuo, separazione e divorzio, risarcimento danni, responsabilità professionale).

Tribunale ordinario: struttura e composizione

Utilizzare quindi la terminologia tribunale ordinario comporta che ci si sta riferendo sia al giudice (o al collegio) in senso stretto, chiamato a pronunciarsi su una determinata questione, che all’ufficio.

Dal punto di vista della composizione, inoltre, il tribunale ordinario può essere composto da un solo magistrato, e quindi decidere in composizione monocratica; oppure da più giudici (presidente e altri magistrati), pronunciandosi quindi in composizione collegiale.

Alla luce di queste specificazioni quindi, possiamo utilizzare sia il termine tribunale che tribunale ordinario? Che differenza c’è?

Tribunale e tribunale ordinario: c’è differenza?

Nell’utilizzo che se ne fa quotidianamente, anche fra gli addetti ai lavori, non esiste in concreto una differenza sostanziale fra l’utilizzo del termine tribunale o tribunale ordinario. Si tratta pur sempre, in fin dei conti, di riferirsi ad un organo di giustizia del nostro sistema giuridico, e pertanto non si commettono errori nell’utilizzare l’una o l’altra formula. In gergo, infatti, il termine tribunale risulta essere l’abbreviazione di tribunale ordinario. Fare riferimento al tribunale ordinario comporta soltanto, viste le distinzioni di cui abbiamo parlato qui sopra, identificare con una maggior precisione una competenza del tribunale, che peraltro rimane generica in quanto non viene identificata la giurisdizione (che può essere penale o civile, e a sua volta essere suddivisa a seconda del settore di riferimento.

note

Autore immagine: Pixabay.

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