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Lo sai che? Omissione di soccorso: cosa si rischia?

Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

Non prestare aiuto in caso di incidente, di malore o di aggressione è reato. Come non segnalare l’abbandono o lo smarrimento di minore o di persona incapace.

Vedere una persona che ha bisogno di aiuto e guardare dall’altra parte è reato. Si chiama omissione di soccorso ed è contemplato dal nostro ordinamento giuridico [1]. Non riguarda soltanto un incidente stradale, ma anche quella circostanza in cui, ad esempio, una ragazza viene aggredita o un anziano si accascia a terra e non riesce a riprendersi. In altre parole: il reato di omissione di soccorso, ritenuto contro la vita e l’incolumità individuale, scatta nel momento in cui un cittadino non compie quell’azione giudicata doverosa nei confronti di chi è in pericolo.

Immaginate di sentirvi male per strada, a piedi o in macchina, o di rimanere vittime di un’aggressione da parte di qualche teppista. La prima cosa che farete, sicuramente, sarà quella di chiedere aiuto a qualche passante, sempre che le vostre condizioni ve lo permettano. In realtà, la vostra richiesta di aiuto non sarebbe necessaria: chiunque vi passi vicino e si renda conto che avete bisogno di una mano ha l’obbligo di fermarsi e di assistervi, altrimenti commette reato.

Cosa si rischia in caso di omissione di soccorso? E quali sono i casi puniti dalla legge? Ci sono anche delle aggravanti?

Quando si rischia il reato di omissione di soccorso?

Il Codice penale prevede due situazioni particolari in cui si incorre nel reato di omissione di soccorso.

La prima: quando non si avvisa l’autorità di avere trovato abbandonato o perso un bambino minore di 10 anni o un’altra persona incapace di provvedere a sé stessa. Pensiamo, ad esempio, all’anziano con problemi di Alzheimer o di demenza senile che sia uscito di casa e che non sappia dove si trova. Oltretutto, il Codice cita non a caso quelle due parole: abbandonato o perso (in realtà, il termine utilizzato è «smarrito», che poco cambia). Significa che il soggetto può essere stato volontariamente lasciato al suo destino da parte di chi ha l’obbligo di custodia oppure che, per un caso fortuito, quella persona si sia trovata in quella situazione. In uno o nell’altro caso, c’è l’obbligo di allertare l’autorità per non commettere reato di omissione di soccorso.

L’altra circostanza segnalata dal Codice penale è quella in cui non venga prestata assistenza o non si dia avviso all’autorità quando ci si trova davanti un corpo che sembri inanimato oppure una persona ferita o che necessiti di assistenza. È facile pensare, a questo proposito, ad un incidente stradale, ad una persona che ha subìto o che sta subendo un’aggressione e ha bisogno di un aiuto, a chi si accascia a terra perché si sente male, ha un infarto, ha un mancamento.

Attenzione, però: l’autorità va allertata soltanto nel caso in cui non sia possibile prestare immediata assistenza. Quest’ultima azione, quando possibile, deve avere la priorità.

Quando non si rischia il reato di omissione di soccorso?

Ci sono delle circostanze in cui non è configurabile il reato di omissione di soccorso. Sono quelle che impediscono ad una persona di prestare aiuto o assistenza ad un’altra. È il caso, per esempio, di una persona anziana o malata le cui condizioni non le consentono di adempiere a questi obblighi. Oppure quando la persona bisognosa di aiuto è già assistita da altri (passanti, addetti al soccorso stradale, personale sanitario giunto in ambulanza, ecc.) e qualsiasi altro intervento risulta, ormai, inutile.

Omissione di soccorso: quali sono le aggravanti?

Scattano le aggravanti per l’omissione di soccorso quando dal mancato intervento di assistenza o di aiuto derivano delle lesioni personali o, addirittura, la morte. Si pensi, ad esempio, a chi viene aggredito o si sente male per strada o ha subìto un incidente.

La legge [2] stabilisce che:

  • chi non avvisa l’autorità di avere trovato un minore di 10 anni o un’altra persona incapace di provvedere a sé stessa in stato di abbandono o di smarrimento, viene punito con la reclusione fino a un anno o con una multa fino a 2.500 euro;
  • chiunque non rispetta l’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose, viene punito con una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro. Se dal fatto deriva un grave danno ai veicoli coinvolti, è previsto anche il ritito della patente da 15 giorni a 2 mesi;
  • chiunque non si ferma in caso di incidente con danno alle persone, è punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni e la sanzione accessoria del ritiro della patente da 1 a 3 anni;
  • chiunque non rispetta l’obbligo di assistere una persona ferita, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 anno e 6 mesi a 5 anni.

È possibile avere uno sconto della pena nel caso in cui il conducente si metta a disposizione dell’autorità giudiziaria entro le 24 ore successive al fatto.

Che cos’è il reato omissivo improprio?

Il Codice penale prevede quello che viene definito reato omissivo improprio, che mette sullo stesso piano il soggetto che commette attivamente un delitto ed il soggetto che non ha fatto nulla per impedirlo. L’omissione, infatti, viene intesa come un rimanere volutamente inerti di fronte al verificarsi di un evento. O, come dicevamo all’inizio, «guardare dall’altra parte».

Succede, soprattutto, quando si è testimoni di un’aggressione. Basti vedere a quello che succede alla luce del sole, per strada come sui mezzi pubblici, con le cosiddette «baby gang» o con il gruppetto di delinquenti che, per rubare un telefonino o per uno sguardo non gradito, pestano a sangue il primo che capita davanti all’indifferenza dei passanti.

Il reato omissivo improprio, dunque, non punisce solo chi in caso di incidente stradale tira dritto per non sporcarsi le mani o perché arriva tardi al lavoro («tanto, si fermerà un altro»), ma anche chi vede una persona nelle mani di un violento e non interviene.

Cosa devo fare se sono testimone di un’aggressione?

Esistono diversi tipi di interventi, indicati dalla Polizia, da realizzare in casi come questi. Il più immediato, se non vi è rischio per la propria incolumità, è quello di fermarsi ed intervenire in prima persona per fornire aiuto. In caso contrario, è necessario (sarebbe meglio dire obbligatorio) chiamare immediatamente i soccorsi e restare sul posto per fornire alle forze dell’ordine tutti gli aggiornamenti «in modo accurato» su quanto sta accadendo.

In altri casi è possibile, addirittura, presentare formalmente una denuncia. Pensiamo, ad esempio, a chi è a conoscenza di episodi di violenza domestica, di minacce di morte, di lesioni personali, di un reato di clandestinità o di chi è in possesso di informazioni che possano aiutare a risolvere un caso di omicidio. In altre parole, a chiunque abbia notizia di un reato perseguibile d’ufficio. Attraverso la denuncia, cioè l’esposizione dei fatti di cui si è stati testimoni, sarà possibile fare riaprire delle indagini anche in assenza di un colpevole.

note

[1] Art. 593 cod. pen.

[2] Legge n. 72/2003.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. sono stata azzannata al volto da un cane, il proprietario
    non mi ha soccorso adducendo futili motivi.
    sono stata portata al pronto soccorso da una terza persona. Come mi devo comportare?

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