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Lo sai che? Permessi per partecipare ai concorsi

Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 gennaio 2018

Quando è possibile chiedere un permesso dal lavoro per partecipare a un concorso pubblico?

Si può chiedere un permesso dal lavoro per partecipare a un concorso pubblico? Purtroppo non esiste una legge che preveda dei permessi retribuiti specifici per la partecipazione a procedure di selezione pubbliche. Alcuni contratti collettivi, però, prevedono la possibilità di assentarsi, con o senza retribuzione: vediamo quali sono i contratti che prevedono, per il dipendente, degli appositi permessi per partecipare ai concorsi, e che cosa può fare il lavoratore se questa possibilità non è prevista.

Docenti, educatori, personale Ata, Afam, formatori

Il personale della scuola assunto con contratto a termine può beneficiare di appositi permessi non retribuiti previsti per concorsi ed esami, sino a un massimo di 8 giorni nell’anno scolastico. I permessi non sono soggetti ad autorizzazione, ma non sono validi ai fini del servizio.

Il personale della scuola assunto con contratto a tempo indeterminato può beneficiare di appositi permessi retribuiti previsti per concorsi ed esami, sino a un massimo di 8 giorni nell’anno scolastico. I permessi non sono soggetti ad autorizzazione, ma non sono validi ai fini del servizio.

In ogni caso è possibile, ricorrendone le condizioni, fruire delle ferie, per non perdere la retribuzione e il servizio. Per il personale docente ed educativo la fruizione delle ferie in corso d’anno è limitata a 6 giorni e non deve comportare oneri: è necessario che nella scuola ci siano docenti con ore a disposizione per la sostituzione.

Per quanto riguarda i docenti non dipendenti dalle scuole statali:

  • con contratto Fism, è possibile fruire di permessi retribuiti sino a 8 giorni l’anno per motivi personali;
  • con contratto Aninsei, è possibile fruire di permessi retribuiti sino a un massimo di 4 giornate annue da recuperare nel corso dell’anno scolastico;
  • con contratto Agidae, è possibile fruire di permessi retribuiti per la partecipazione a concorsi pubblici inerenti la mansione svolta e limitatamente ai giorni di effettuazione delle prove;
  • assunti nell’ambito della formazione professionale, è possibile fruire di permessi retribuiti sino a 3 giorni l’anno per motivi personali.

Per il personale a tempo indeterminato dell’Università è possibile beneficiare di appositi permessi retribuiti previsti per concorsi ed esami, sino a un massimo di 8 giorni nell’anno scolastico.

Per il personale a tempo determinato dell’Università è possibile beneficiare di permessi non retribuiti per motivate esigenze fino a un massimo di 10 giorni complessivi annui.

Per il personale a tempo determinato della Ricerca è possibile fruire di permessi retribuiti per 8 giorni all’anno per la partecipazione ai concorsi, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove.

Per il personale Afam è possibile beneficiare di appositi permessi retribuiti previsti per concorsi ed esami, sino a un massimo di 8 giorni nell’anno scolastico (i permessi non sono retribuiti per gli assunti a termine).

Dipendenti pubblici

La possibilità di fruire di appositi permessi per partecipare ai concorsi è riconosciuta, in ogni caso, alla generalità dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali, sino a un massimo di 8 giornate l’anno [2].

Questi permessi possono essere utilizzati dal dipendente solo limitatamente alle giornate di svolgimento delle prove del concorso o dell’esame, quindi sono esclusi i giorni di viaggio per raggiungere la sede dell’esame o del concorso.

I permessi possono essere utilizzati, anche cumulativamente in unico periodo, per preparare gli esami, e in aggiunta ai permessi per il diritto allo studio, ma solo limitatamente ai giorni delle prove.

La giornata di permesso non è frazionabile ad ore, quindi non ha rilevanza l’orario di lavoro effettuato dal dipendente nella giornata di svolgimento della prova concorsuale.

Dipendenti terziario e commercio

I lavoratori dipendenti del settore commercio, terziario e servizi non hanno diritto a specifici permessi per sostenere concorsi pubblici, ma possono usufruire dei permessi retribuiti “generici”, come i rol (riduzione orario di lavoro) o dei permessi ex festività (pari a 32 ore annue) o, ancora, delle ferie.

In particolare, i dipendenti delle aziende sotto i 15 dipendenti hanno diritto all’anno a:

  • 56 ore di permessi retribuiti (rol); per gli assunti dopo il 26 febbraio 2011 spettano zero ore di rol sino al 2° anno di servizio, nel 3° e 4° anno 28 ore di rol, 56 ore solo dal 5° anno;
  • 32 ore di permessi da ex-festività (che sono le 4 festività soppresse).

I dipendenti delle aziende con più di 15 dipendenti hanno diritto all’anno a:

  • 72 ore di permessi retribuiti (rol); per gli assunti dopo il 26 febbraio 2011 spettano zero ore di rol sino al 2° anno di servizio, nel 3° e 4° anno 36 ore di rol, 56 ore solo dal 5° anno;
  • 32 ore di permessi da ex-festività (che sono le 4 festività soppresse).

Permessi e congedi per diritto allo studio

I permessi per sostenere concorsi pubblici non devono essere confusi con i permessi per il diritto allo studio.

Questi ultimi sono previsti dallo statuto dei lavoratori [3], per gli iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statale, parificate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, nonché per coloro che frequentano i corsi di formazione professionale.

Questi lavoratori hanno diritto, dietro produzione dei certificati di iscrizione e frequenza ai corsi e partecipazione agli esami:

  • a beneficiare di permessi retribuiti per il giorno o i giorni in cui si svolgono le prove di esame;
  • a non essere chiamati a prestare lavoro straordinario durante i riposi settimanali;
  • all’inserimento nel turno che agevoli la frequenza ai corsi per la preparazione agli esami, nel caso di aziende che organizzino il lavoro su più turni.

Ai lavoratori studenti che seguono corsi universitari la legge attribuisce invece soltanto il diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti per l’effettuazione degli esami.

Ulteriori corsi rispetto a quelli elencati dalla normativa possono essere riconosciuti dalla contrattazione collettiva, assieme a condizioni di miglior favore per gli studenti lavoratori.

È inoltre possibile beneficiare, per un massimo di 11 mesi nell’arco della vita lavorativa, di congedi non retribuiti [4] per la formazione finalizzati al completamento della scuola dell’obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle svolte o finanziate dal datore di lavoro.

note

[1] Art.19 Ccnl 2006/2009.

[2]Art. 19 Ccnl 06/07/1995.

[3] Art.10 L. 300/1970.

[4] L. 53/2000.


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