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Convincere una ragazza a far sesso con un’altra persona è reato?

22 gennaio 2018


Convincere una ragazza a far sesso con un’altra persona è reato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 gennaio 2018



Induzione alla prostituzione per chi, ricevendone un guadagno, spinge una donna ad avere un rapporto sessuale con un uomo in cambio di un posto di lavoro.

Chi tenta di convincere una ragazza a far sesso con un’altra persona, con la promessa per quest’ultima di un guadagno come un posto di lavoro, un servizio fotografico, la parte in un film o, peggio, una somma di denaro, commette reato? Si può parlare di induzione alla prostituzione? Il caso non è isolato e ad occuparsene è stata questa mattina la Cassazione [1] in una vicenda che vede peraltro coinvolto l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Qui Robert Redford, protagonista della famosa pellicola «Proposta indecente» non c’entra nulla, ma il caso è simile. Una persona è interessata a una donna e cerca un intermediario affinché la convinca a passare una notte con sé. In cambio non c’è in gioco, questa volta, un milione di dollari, ma una carriera nel mondo dello spettacolo. L’intermediario – forse perché spera di ricavarne qualche utilità per sé, fosse anche in termini di riconoscenza – riesce a persuadere la donna a concedersi. Rapporto consumato, ma controprestazione non mantenuta. Immaginabile la ripicca della ragazza, che però denuncia l’intermediario. Secondo lei, convincere una ragazza a far sesso con un’altra persona è reato. È davvero così? Cosa dice la Suprema Corte a riguardo? Si può chiudere un occhio dietro al fatto che, comunque, la donna non è stata coartata fisicamente e ha accettato, in piena consapevolezza, di consumare il rapporto proprio per un interesse personale? La sentenza dei giudici è stata la seguente.

Chi convince una donna ad avere un rapporto sessuale con un’altra persona, rapporto che altrimenti quest’ultima non avrebbe mai consumato, si macchia del reato di induzione alla prostituzione. Per far scattare il reato non è necessaria la coartazione, ma l’aver avuto un effetto determinante sull’altrui consenso e l’averne ricavato una qualsiasi utilità (non necessariamente monetaria). Scatta pertanto l’induzione alla prostituzione a carico di chi convince la ragazza a fare sesso a pagamento o dietro qualsiasi altra promessa di vantaggio economico, laddove senza il suo intervento la giovane non si sarebbe decisa a concedersi. E il reato ben può concorrere con il «favoreggiamento alla prostituzione», che invece consiste solo nel creare le condizioni per rendere più agevole la consumazione dei rapporti sessuali.

Rientra nel concetto di induzione alla prostituzione rilevante ai fini penali anche il sesso in cambio non di soldi ma di una prospettiva di lavoro, magari un posto in una azienda, una promozione, una parte in uno spettacolo teatrale o una vita da soubrette. E che dire di chi invece si spaccia per un fotografo influente (mentre tale non è) e fa credere alla ragazza di poterla “pubblicare” su tutte le copertine di giornale in cambio di una serata di follia? O di chi esagera il proprio ruolo all’interno di un’azienda, promettendo promozioni che invece non può disporre, solo per portarti a letto una ambiziosa donzella? Qui addirittura sconfiniamo nella violenza sessuale: parola di Cassazione che, sul punto, si era espressa solo poche settimane fa (leggi Fingere per conquistare una donna è violenza sessuale).

Il punto è che alla Cassazione non interessa il fatto che la donna – in tutti i casi consenziente all’atto in sé – abbia agito per un proprio vantaggio e non per amore. Nel primo caso, senza la spinta altrui non si sarebbe prostituita (per cui la colpa è dell’uomo che l’ha “sedotta” con la promessa dei vantaggi); nel secondo caso, senza la falsa rappresentazione delle qualità dell’uomo, la stessa non si sarebbe concessa. Del resto, fare sesso per interesse economico è del tutto lecito. Tanto è vero che la prostituzione è legale.

Tornando al caso del “persuasore”, questi è punibile per induzione alla prostituzione per il solo fatto che, senza il suo intervento, il soggetto passivo non si sarebbe determinato a prostituirsi. Nella specie l’imputato prospetta alla ragazza di presentarla a un imprenditore che a sua volta può introdurla all’uomo potente facendo leva sulle ambizioni della giovane che vuole sfondare nello show business.

note

[1] Cass. sent. n. 2399/18 del 22.01.2018.

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