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Dipendente con partita Iva, contributi doppi all’Inps?

19 Settembre 2019 | Autore:
Dipendente con partita Iva, contributi doppi all’Inps?

Il dipendente che lavora in proprio nel tempo libero deve pagare i contributi due volte?

Non sono pochi i dipendenti che svolgono una seconda attività di lavoro autonomo, come liberi professionisti o imprenditori. Per questi lavoratori si pone il problema del pagamento dei contributi: in particolare, ci si chiede se per i dipendenti con partita Iva siano dovuti i contributi doppi all’Inps, come dipendenti e autonomi, oppure se si possa evitare di pagare i contributi sul reddito di lavoro autonomo. La risposta dipende dalle gestioni previdenziali alle quali si è iscritti, o ci si deve iscrivere, quindi dal tipo di attività in svolgimento, e dall’attività esercitata in prevalenza.

Vediamo allora in quali casi devono essere versati contributi doppi all’Inps, a seconda delle attività esercitate.

Dipendente e libero professionista iscritto alla gestione separata

Se il dipendente esercita un’attività di lavoro autonomo come libero professionista, ma non appartiene ad una categoria per la quale esiste una gestione previdenziale specifica (avvocati, ingegneri, commercialisti…), è obbligato ad iscriversi alla gestione separata dell’Inps, anche se versa già i contributi in qualità di lavoratore subordinato. Non deve, però, pagare la contribuzione piena, ma l’aliquota è ridotta al 24%, anziché essere pari al 25,72%, come per la generalità dei professionisti. Non sono erogate, per chi paga l’aliquota ridotta, le prestazioni di assistenza, come la Dis-coll (l’indennità di disoccupazione, alla quale hanno diritto i soli lavoratori parasubordinati), le prestazioni per malattia, ricovero, maternità e gli assegni al nucleo familiare (si ha comunque diritto alle corrispondenti prestazioni nella gestione dei lavoratori dipendenti).

La stessa aliquota del 24% è dovuta anche dai pensionati che esercitano attività libero-professionale senza essere iscritti a una gestione previdenziale specifica.

Dipendente e libero professionista iscritto a un albo

Se, in base all’attività professionale esercitata, esiste una cassa previdenziale di categoria, il dipendente- professionista è obbligato all’iscrizione e al pagamento dei contributi, se previsto dal regolamento dell’ente.

La maggior parte delle gestioni prevede, per i liberi professionisti che svolgono anche lavoro subordinato, il pagamento di contributi previdenziali ridotti (circa la metà, rispetto alla contribuzione integrale).

Dipendente e lavoratore autonomo

Se il lavoratore dipendente svolge attività in proprio in forma d’impresa individuale (come commerciante, artigiano, agricoltore…), familiare o società, può evitare di iscriversi presso la specifica gestione Inps dei lavoratori autonomi soltanto se l’attività di lavoro subordinato è la prevalente. In caso contrario (ad esempio se il contratto di lavoro subordinato è part time), non essendo considerata l’attività subordinata come prevalente, il lavoratore può essere obbligato a iscriversi ed a pagare doppia contribuzione.

In particolare, secondo le indicazioni dell’Inps [1], i casi nei quali non è prevista l’iscrizione obbligatoria a una delle gestioni dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, etc.) sono:

  • svolgimento di attività di lavoro subordinato a tempo pieno;
  • partecipazione all’attività di una società esclusivamente tramite conferimento di capitale; essere amministratore o altro organo di una persona giuridica non rende invalido il rapporto di lavoro dipendente, se c’è una subordinazione effettiva al potere direttivo, di controllo e disciplinare dell’organo di amministrazione dell’ente;
  • svolgimento di un’altra attività autonoma prevalente (non come libero professionista) con iscrizione alla relativa cassa previdenziale;
  • iscrizione alla gestione previdenziale degli artigiani o commercianti per altra attività d’impresa.

Se il dipendente imprenditore, socio o collaboratore ha un contratto part time, l’obbligo di versare contributi doppi all’Inps non è, comunque, automatico [2], ma dipende dall’abitualità e prevalenza dell’attività svolta. La verifica dell’abitualità e prevalenza non dipende strettamente dall’orario previsto nel contratto (part time sotto o sopra il 50%), né dall’attività che produce il reddito maggiore, ma è solo l’attento esame del caso concreto (un elemento di valutazione può essere, ad esempio, il tempo dedicato all’attività artigiana o commerciale) che può stabilire l’obbligo, o meno, di pagare contribuzione doppia.

Un recente messaggio dell’Inps [3] chiarisce i casi in cui si è tenuti al versamento della contribuzione sia in qualità di dipendenti che di lavoratori autonomi partecipanti a organi sociali.


note

[1] Inps Circ. 78/2013.

[2] Inps Circ. 25/1997, 121/1998, 215/1998 e 32/1999.

[3] Inps messaggio 3359/2019.


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9 Commenti

  1. Buongiorno,
    sono un dipendente privato con contrattto a tempo inderterminato fulltime e possessore di p.iva iscritto all’ordine dei periti industriali e cassa di previdenza eppi. avendo modificato sostanzialmente la mia attività la libero professionista negli ultimi due anni, vorrei cancellarmi dall’ordine dei periti e cassa di previdenza (dovendo pagare un minimo di contribuzione e iscrizioni varie) ma mantenere la p. iva per piccoli lavori che però non raggiungono un fatturato tale da consentirmi un vero guadagno. ho letto che avendo un contratto full time potrei modificare la p.iva senza iscrivermi alla gestione separata. mi potete confermare questa possibilità?
    cordiali saluti

  2. Buongiorno, sono dipendente part-time a 20 ore settimanali con un contratto a tempo indeterminato.
    Sono anche possessore di partita iva per un’attività professionale senza albo.
    Devo versare i contributi inps?

    1. Leggi questi articoli sull’argomento:
      -Dipendente con partita Iva: quando è possibile https://www.laleggepertutti.it/285671_dipendente-con-partita-iva-quando-e-possibile
      -Chi ha partita Iva può essere dipendente? https://www.laleggepertutti.it/231985_chi-ha-partita-iva-puo-essere-dipendente
      -Posso avere due lavori contemporaneamente? https://www.laleggepertutti.it/133203_posso-avere-due-lavori-contemporaneamente
      -Si può aprire partita Iva pur essendo lavoratore dipendente? https://www.laleggepertutti.it/220989_si-puo-aprire-partita-iva-pur-essendo-lavoratore-dipendente
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  3. Grazie per l’articolo, però avrei bisogno di chiarimenti in quanto il presente articolo risulta in netta contrapposizione con una comunicazione di un funzionario inps della mia città il quale afferma che l’attività artigiana è sempre e comunque prevalente e devo pertanto pagare i contributi doppi. Saprebbe indicarmi La motivazione di questi 2 punti di vista divergenti?
    Grazie della disponibilità.

  4. L’articolo è molto chiaro.
    Se il dipendente full time però è in cassa integrazione vale la stessa regola di esenzione dall’iscrizione della gestione commercianti? Cioè, considerato che stando in cassa integrazione il dipendente non lavora, si perde il principio di “prevalenza” dell’attività da dipendente e si è quindi costretti all’iscrizione alla gestione commercianti?
    Grazie

    1. Leggi i nostri articoli: Iscrizione Inps commercianti; Contributi Inps commercianti e artigiani, quando sono ridotti?; Gestione separata: la guida completa; Contributi gestione commercianti: quando non sono dovuti; Riduzione contributi Inps artigiani e commercianti 2021; Gestione separata 2021. Per sottoporre il tuo caso specifico all’attenzione dei professionisti del nostro network, puoi richiedere una consulenza legale cliccando qui https://www.laleggepertutti.it/richiesta-di-consulenza Sarai contattato entro 5 giorni lavorativi e potrai sempre chiedere eventuali chiarimenti sulla consulenza ricevuta.

  5. Salve, sono dipendete part time a 19 ore presso uno studio medico. Vorrei aprire partita iva come consulente, non medico.
    La domanda e’:
    Devo versare i contributi all’inps?
    Se si, in quale percentuale?
    Grazie

    1. Se il lavoratore, oltre ad avere un rapporto subordinato, svolge una professione regolamentata per cui è obbligatoria l’iscrizione a un albo o a un ordine, può essere obbligatoria anche l’iscrizione alla cassa previdenziale di categoria, se previsto nell’ordinamento della Cassa stessa. Qualora la professione contemporaneamente svolta non sia regolamentata, è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata: in questo caso il lavoratore deve pagare l’aliquota del 24% sull’imponibile derivante dall’attività professionale e non del 25,72%, in quanto iscritto, nello stesso tempo, a una gestione dei lavoratori dipendenti. L’aliquota del 24% è infatti dovuta dai pensionati e dagli iscritti ad altre casse. Per maggiori informazioni, ti consigliamo di leggere i seguenti articoli: Aprire partita Iva con lavoro dipendente: quando è possibile?; Dipendente e partita Iva per la stessa azienda: è possibile farlo?; Dipendente part time con partita Iva: versamento doppia contribuzione; Dipendente con partita Iva: quando è possibile;

  6. Buongiorno, sono un ingegnere dipendente che svolge saltuariamente attività di libero professionista. Volevo evidenziare l’assurdità di tale situazione, in quanto ci si trova a pagare irpef + gestione separata con un cumulo che supera ampiamente il 60% dei guadagni provenienti da attività di libero professionista. E’ possibile che non ci siano leggi che possano tutelare questo tipo di attività?
    Grazie, Nicola

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