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Lo sai che? Decesso di un parente: cosa si deve fare in banca?

Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2018

Come e quando comunicare il decesso alla banca, come sbloccare il conto corrente del defunto e come gestire soldi, titoli, bonifici o buoni fruttiferi postali.

Non solo l’agenzia di pompe funebri: anche la banca è una tappa obbligata da fare in caso di decesso di un parente. Anzi: a momenti, conviene andare prima in banca che dalle pompe funebri. Perché se si aspetta troppo, si rischia qualche seria complicazione sull’uso del conto corrente del defunto.

Questo perché l’istituto di credito, appena ricevuta la comunicazione del decesso del correntista, blocca il suo conto finché non è chiaro chi sono gli eredi e chi può metterci mano su quei soldi. Bisogna, dunque, muoversi subito per fare tutte le pratiche necessarie a sbloccarlo e a poter disporre di quel denaro (ad esempio, nel caso se ne avesse bisogno per pagare il funerale).

C’è anche un altro aspetto per niente secondario: la banca non può sapere che il correntista è morto se nessuno glielo dice. E operare sul conto del caro estinto dopo il decesso ma prima di informare l’istituto di credito può comportare una denuncia, sia da parte dell’istituto stesso sia da parte di altri eredi.

Cosa si deve fare in banca, allora, in caso di decesso di un parente? Come e quando bisogna informare l’istituto di credito? E come sbloccare il conto corrente del defunto?

Decesso di un parente: quando devo informare la banca?

In caso di decesso di un parente, è necessario informare al più presto la banca presso la quale il defunto aveva un conto corrente, dei titoli, degli investimenti, ecc. Lo si può fare di persona oppure tramite raccomandata a/r (anche se, in quest’ultimo caso si perderà altro tempo).

Se il conto corrente è intestato al solo defunto, i familiari devono consegnare alla banca gli assegni non utilizzati, la carta di credito e il Bancomat.

Quando l’istituto di credito riceve la comunicazione, provvede a bloccare conto e titoli e non consente alcun tipo di operazione. Questo per tutelare sé stesso ma anche gli eredi, evitando il rischio di occultamento del denaro e dei beni in via fraudolenta. Pensate, ad esempio, cosa potrebbe succedere se uno degli eredi si fiondasse in banca e ritirasse, se non tutti i soldi, almeno buona parte, lasciando gli altri eredi praticamente all’asciutto.

Quello che sì sarà possibile chiedere all’istituto di credito è di fornire il conteggio di tutte le posizioni intestate al defunto alla data del decesso (oltre ai soldi depositati nel conto corrente, anche titoli, fondi, investimenti, ecc.) rivalutate alla data dell’apertura della successione.

Quali documenti devo presentare alla banca?

Per informare la banca del decesso di un parente, occorre presentare:

  • il certificato di morte rilasciato dal Comune;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, fatta presso l’ufficio anagrafe da uno degli eredi. Serve a certificare che ci sono, appunto, degli eredi a cui spetta intervenire sul conto corrente del defunto. Se è stato lasciato un testamento, occorrerà indicare i suoi estremi all’impiegato dell’anagrafe.

La banca blocca il conto anche se è cointestato?

Dopo il decesso di un parente, se il conto corrente del defunto è cointestato (ad esempio con il coniuge o con uno o più figli) ci sono due possibilità:

  • che il conto sia a firma disgiunta: significa che ciascuno dei cointestatari del conto può fare delle operazioni senza il consenso degli altri. Saranno, eventualmente, gli eredi a fare una semplice valutazione di intestazione a loro favore;
  • che il conto sia a firma congiunta: in questo caso, le operazioni (anche un semplice prelievo) sono vincolate all’approvazione di tutti i cointestatari. Il conto viene bloccato fino all’identificazione attestata dei legittimi eredi, i quali potranno successivamente operare insieme all’intestatario rimasto in vita.

Il conto cointestato, comunque, garantisce agli eredi soltanto il 50% del denaro depositato, mentre l’altra metà può essere liquidata all’intestatario rimasto in vita.

Alcuni istituti di credito chiedono la chiusura di questo conto e l’apertura di uno nuovo intestato ai superstiti.

Come posso sbloccare il conto corrente di un parente deceduto?

Come abbiamo visto, dopo il decesso di un parente, e data la dovuta comunicazione alla banca, quest’ultima provvede al blocco del conto corrente. Ma come lo si può sbloccare?

Occorre consegnare all’istituto di credito la dichiarazione di successione, seguendo questa procedura:

  • come anticipato, chiedere alla banca i conteggi sui soldi depositati, i titoli, i fondi, le obbligazioni e qualsiasi altro rapporto tra l’istituto ed il defunto;
  • effettuare la dichiarazione di successione (qui hai tutti i dettagli su come e quando farla);
  • consegnare la dichiarazione alla banca.

A questo punto, il conto verrà sbloccato e messo a disposizione degli eredi legittimi.

Conto corrente del defunto: se arrivano dei bonifici?

Se dopo il decesso di un parente arrivassero dei bonifici a favore del defunto, la banca è tenuta a lasciare quelle somme a disposizione del patrimonio ereditario.

Eventualmente, in un secondo momento, si potrà stabilire che le cifre pervenute dai bonifici potranno aggiungersi o meno alla massa ereditaria.

Decesso di un parente: posso aprire la cassetta di sicurezza?

Un solo erede non basta per aprire la cassetta di sicurezza di un parente defunto: è necessario che ci sia il consenso di tutti gli eredi legittimi, per evitare che qualcuno possa contestare eventuali mancanze.

Ad ulteriore garanzia, la cassetta di sicurezza deve essere aperta davanti ad un notaio o suo delegato, oppure in presenza di un funzionario dell’Amministrazione finanziaria.

Verrà redatto un verbale di apertura e fatto un inventario dei beni contenuti nella cassetta, che rientreranno nella massa ereditaria.

Decesso di un parente: cosa fare con i libretti di risparmio?

Ci sono due tipi di libretti di risparmio di cui si possono far carico gli eredi di un parente defunto:

  • il libretto di risparmio nominativo: diventa parte dell’eredità, quindi il suo contenuto viene diviso in parti uguali tra gli eredi;
  • il libretto di risparmio al portatore: il contenuto fa parte della massa ereditaria solo se al momento del decesso del parente è stato in possesso del defunto o depositato a suo nome presso terzi (ad esempio nel deposito titoli o in una cassetta di sicurezza di una banca).

Decesso di un parente: cosa succede con i titoli di Stato?

Anche i titoli di Stato fanno parte della massa ereditaria in caso di decesso di un parente. Possono essere divisi in natura oppure venduti per poi dividere il ricavato tra gli eredi legittimi.

Altrimenti, è possibile anche lasciarli e gestirli nella proprietà comune.

Lo stesso vale per i buoni fruttiferi postali, considerati come i titoli di Stato.


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2 Commenti

  1. Cosa fare per sapere quale é la banca del defunto??????? Cioe se un erede nn sa quale é la banca del defunto cosa deve fare per conoscerla? A chi si deve rivolgere?

  2. Articolo molto chiaro e spiegato in termini più che comprensibili. Ho solo un dubbio sui libretti postali: nel caso avessi un libretto postale cointestato con il defunto, che debbo fare? Sò che, avendo una sorella, il 75% andrebbe a me ed il restante a lei. Ma posso continuare ad operare con il libretto anche dopo la morte di mia madre? Grazie per la risposta.

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