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Pensione anticipata precoci Legge 104, come funziona

23 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 gennaio 2018



Quali lavoratori hanno diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi in qualità di caregiver?

Dal 2018, può accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, anzichè con 42 anni e 10 mesi (requisito contributivo attualmente previsto per gli uomini; per le donne è richiesto un anno in meno), chi assiste un familiare di 2° grado portatore di handicap: è questa una delle principali novità, in tema di uscita anticipata dal lavoro, prevista dalla legge di Bilancio 2018.

In particolare, sarà possibile beneficiare dell’uscita con 41 anni di contributi se i genitori e il coniuge del familiare di 2° grado assistito hanno compiuto 70 anni, oppure sono anch’essi affetti da patologie invalidanti o sono deceduti. Non bisogna però dimenticare il requisito fondamentale per la cosiddetta pensione anticipata quota 41, ossia essere lavoratori precoci, con un minimo di 12 mesi di contributi da lavoro accreditati prima dei 19 anni.

Ma procediamo per ordine e vediamo, nel dettaglio, quali sono le regole per accedere alla pensione anticipata precoci Legge 104, in qualità di caregiver, cioè di lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap grave ai sensi della Legge 104 [1].

Requisiti pensione anticipata precoci caregiver

Per poter accedere alla pensione anticipata precoci in qualità di caregiver, bisogna soddisfare i seguenti requisiti:

  • avere almeno 41 anni di contributi complessivi; questo requisito sarà innalzato a 41 anni e 5 mesi, dal 2019, perché collegato, dalla legge di Bilancio 2017 [2], all’aumento dell’aspettativa di vita media; ai fini del requisito contributivo contano anche eventuali contributi figurativi, come quelli relativi alle assenze per assistenza di disabili; il requisito contributivo necessario per ottenere la pensione anticipata precoci, peraltro, può essere raggiunto cumulando i contributi presenti in gestioni differenti, ad esclusione della contribuzione accreditata presso le gestioni previdenziali dei liberi professionisti (ad esempio Cassa Forense, Inarcassa, Cnpadc);
  • essere iscritto, a partire da una data precedente al 1° gennaio 1996, presso una forma di previdenza obbligatoria (fondo pensioni lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, gestioni sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria, gestione separata dell’Inps…);
  • assistere continuativamente, da almeno 6 mesi, un familiare convivente di 1° grado, oppure il coniuge o il partner dell’unione civile, portatore di handicap in situazione di gravità secondo la Legge 104 [1];
  • dal 2018 possono accedere alla misura anche coloro che assistono continuativamente, da almeno 6 mesi, un disabile convivente portatore di handicap grave, se familiare entro il 2° grado, qualora i suoi genitori o il coniuge abbiano compiuto 70 anni, oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti;
  • aver cessato l’attività lavorativa: in particolare, il trattamento pensionistico liquidato in base al requisito ridotto non è cumulabile con redditi da lavoro, subordinato o autonomo, per un periodo di tempo corrispondente alla differenza tra il requisito ordinario per la pensione anticipata e l’anzianità contributiva al momento del pensionamento; è dunque possibile rioccuparsi in seguito.

Domanda pensione anticipata precoci

I lavoratori, per accedere alla pensione con 41 anni di contributi, devono in primo luogo presentare domanda all’Inps per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto al trattamento.

In particolare:

  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2018 deve presentare domanda per il riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018; è possibile presentare la domanda tardivamente entro il 15 luglio 2018;
  • chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2019 deve presentare domanda di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo 2019.

Le domande per il riconoscimento delle condizioni per l’accesso al beneficio presentate oltre il 15 luglio, ma non oltre il 30 novembre di ogni anno, possono ugualmente essere prese in considerazione, ma solo se  residuano le necessarie risorse finanziarie.

Ad ogni modo, alla presentazione della domanda di certificazione non è necessario possedere tutti i requisiti richiesti, ma solo quelli specificamente previsti per la categoria di lavoratori in cui si rientra (ad esclusione del periodo almeno trimestrale di conclusione della prestazione per la disoccupazione), oltre, ovviamente, all’accredito di 12 mesi di contributi da effettivo lavoro prima del compimento dei 19 anni.

Gli altri requisiti, cioè i 41 anni di contributi, sono invece certificati dall’Inps “in prospettiva” e possono essere maturati entro la fine dell’anno.

L’Inps, una volta presentata la domanda di certificazione dei requisiti, comunica il suo accoglimento, o meno.

Una volta certificati i requisiti da parte dell’Inps, gli interessati devono presentare la domanda vera e propria di pensione anticipata.

note

[1] Art.3, Co.3, L. 104/1992.

[2] L. 232/2016.

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