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Congedo retribuito legge 104 ai fini pensionistici

23 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 gennaio 2018



Congedo straordinario retribuito per l’assistenza di familiari disabili: come viene valutato ai fini della pensione?

 Il periodo di congedo straordinario per l’assistenza di familiari disabili [1], chiamato anche congedo Legge 104 o aspettativa retribuita, è pienamente valido ai fini sia del diritto che della misura della pensione. Esiste però un tetto massimo di beneficio, che comprende sia l’indennità che i contributi calcolati sulla stessa, oltre il quale non si può andare; questo importo massimo fa sì che chi ha diritto a una retribuzione più alta risulti in parte penalizzato dal richiedere il congedo, mentre nessuna penalizzazione sussiste per chi ha una retribuzione bassa, media o medio-alta.

Ma vediamo subito come funziona, nel dettaglio, il congedo retribuito legge 104 ai fini pensionistici.

A chi spetta il congedo retribuito legge 104

Il congedo retribuito legge 104 spetta ai dipendenti che assistono familiari disabili (in possesso di handicap in situazione di gravità), per un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa e per ciascun disabile. In particolare spetta, nell’ordine:

  • al coniuge (o unito civilmente) convivente del portatore di handicap grave;
  • al padre o alla madre anche adottivi in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
  • ad uno dei figli conviventi anche adottivi in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre;
  • ad uno dei fratelli o sorelle conviventi in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi;
  • al parente o all’affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli e sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Benefici congedo retribuito legge 104

Il lavoratore in congedo ha diritto a due benefici:

  • un’indennità di congedo, pari all’ultima retribuzione percepita (comprensiva dei ratei di tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.);
  • l’accredito dei contributi figurativi, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione.

Indennità congedo retribuito legge 104

L’indennità economica a cui il lavoratore ha diritto durante il periodo di congedo è a carico dell’Inps, ma viene anticipata dal datore di lavoro e recuperata con conguaglio contributivo (in pratica l’importo anticipato è scalato dai contributi dovuti dall’azienda o amministrazione, come avviene per malattia e maternità). In alcuni casi particolari il trattamento può essere pagato direttamente dall’Inps.

L’indennità è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo ad esclusione delle voci che non risultano fisse e continuative.

Il beneficio economico, che originariamente era stabilito dalla normativa nella misura di 70 milioni di lire, è rivalutato annualmente. Per il 2017, i limiti degli importi accreditabili sono:

  • 97,47 euro, per l’indennità giornaliera e per la retribuzione figurativa massima giornaliera (per l’accredito dei contributi);
  • 686,03 euro, per la retribuzione figurativa massima settimanale;
  • 674 euro, per l’indennità annua e per la retribuzione figurativa massima annua;
  • 445,82 euro, quale importo complessivo annuo.

Contributi figurativi congedo retribuito legge 104

Esiste quindi un tetto massimo, pari a 47.445,82 euro per il 2017 (al momento non è stato ancora reso noto il tetto 2018), cifra che deve essere ripartita fra indennità economica e accredito figurativo dei contributi. A seguito della ripartizione l’indennità economica non può eccedere, per il 2017, il valore di 35.674,00 euro, pari a 97,47 euro al giorno (ovviamente se il lavoratore ha una retribuzione lorda inferiore a 35.674 euro l’assegno Inps non può superare l’importo dello stipendio). La restante somma, sino a un massimo di 11.771,82 euro (ossia il 33% dell’indennità massima, corrispondente all’aliquota contributiva), è a disposizione dell’Inps per l’accredito dei contributi figurativi sui periodi di congedo.

È in ogni caso possibile integrare la retribuzione figurativa mediante riscatto o con versamento di contributi volontari, come confermato da un’importante circolare Inps [2].

Indennità congedo retribuito legge 104 per part time

Se il lavoratore ha un contratto a tempo parziale, l’indennità deve essere calcolata nel modo seguente:

  • per il part time verticale, la retribuzione del mese va divisa per il numero dei giorni retribuiti, compresi quelli festivi o di riposo; la retribuzione giornaliera così ottenuta va poi confrontata con il limite massimo giornaliero (quest’anno pari, appunto, a 97,47 euro);
  • per il part time orizzontale, se durante il congedo il lavoratore passa da tempo pieno a parziale o viceversa, la retribuzione va adeguata a quella che il dipendente avrebbe perso per la fruizione del congedo straordinario.

Domanda congedo retribuito legge 104

La domanda per percepire l’indennità correlata al congedo deve essere inviata all’Inps in via telematica. In particolare, l’istanza può essere inoltrata:

  • dal sito dell’Inps, sezione Servizi per il cittadino, se si è in possesso del codice pin;
  • dal contact center Inps Inail (al numero 803.164); è ugualmente necessario il Pin;
  • tramite i servizi telematici dei patronati.

La domanda d’indennità deve essere inviata entro un anno, dal giorno successivo alla scadenza del periodo di paga nel corso del quale si è verificata la ripresa dell’attività lavorativa.

note

[1] Art. 42 D.lgs 151/2001.

[2] Inps Circ. 11/2013.

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