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Lo sai che? Posso fotografare la scheda elettorale

Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 gennaio 2018

Dopo aver messo il voto con la preferenza per candidato e partito, e prima di inserire la scheda nell’urna, che rischio se la fotografo e la pubblico su internet?

Le elezioni politiche si avvicinano. L’attesa dei risultati e di chi governerà l’Italia è forte; ma lo è ancor di più, al di là di quella che sarà la maggioranza, la voglia di portare il proprio candidato in Parlamento. Alcuni gruppi arrivano addirittura a “blindare” le preferenze dei propri iscritti. Una pratica di dubbia costituzionalità visto che il voto, oltre ad essere segreto, è anche e soprattutto libero. L’avvento poi di internet, degli smartphone e delle nuove tecnologie ha consentito un ulteriore uso: quello di fotografare la scheda, con tanto di “X” sul simbolo del partito e nome del candidato, prima dell’inserimento nell’urna. L’elettore si chiude dentro il seggio e si “selfa” con la scheda in mano. Il tutto, ovviamente, per pubblicarla su internet o per mandarla ai propri commilitoni e dimostrare di aver adempiuto al proprio dovere come da “ordini imposti dal vertice”. Ma è legittima una pratica del genere? Se anche a te è stato chiesto di comportarti in questo modo e ti stai chiedendo «posso fotografare la scheda elettorale», in questo articolo ti forniremo la risposta e ti diremo se commetti un illecito o se, invece, sei libero di far sapere a tutti qual è il tuo voto.

Perché ci occupiamo proprio oggi di questo particolare argomento? Perché la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha emesso poche ora fa una sentenza [1] su questo delicato argomento chiarendo se è lecito pubblicare una fotografia con la scheda elettorale già compilata prima di inserirla nell’urna. Ecco cosa hanno detto i giudici.

La legge italiana sanziona chi, prima d’inserirla nell’urna elettorale, fotografa la scheda o la riprende con qualsiasi mezzo di comunicazione. Ciò è contrario al buon esercizio dei diritti e costituisce una frode elettorale.

Garantire la segretezza del voto è conseguenza della libertà di espressione che, oltre ad essere garantita dalla nostra Costituzione, si trova sancita anche dall’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo cui:

«Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive».

Tuttavia, secondo la Cedu, il voto è una libera espressione anche se pubblicato su internet. Secondo le sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo, le fotografie sono una forma di libera espressione [2]. Le restrizioni a questa libertà possono essere imposte solo in pochi e tassativi casi elencati dalla stessa norma: sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario.

Ma attenzione: se è vero che fotografare la scheda elettorale compilata non è illecito, ciò vale solo se la foto è anonima. Questo significa che non deve risultare alcun collegamento tra il voto fornito e l’elettore che ha dato tale preferenza. Il che potrebbe anche implicare il divieto di pubblicare tali foto sul proprio profilo Facebook. Diversamente, sapere non solo il contenuto della scheda ma anche il suo autore implica una forma di ingerenza nella libertà di espressione e del voto che non è ammissibile in una moderna società democratica. Non solo: conoscere pubblicamente il voto di una persona potrebbe anche influire sull’esito della consultazione. Il voto deve restare segreto almeno fino alla chiusura delle consultazioni.

Solo la pubblicazione anonima delle foto con la scheda elettorale non ha alcun impatto sulla segretezza e sulla correttezza del voto.

note

[1] Cedu sez. IV, caso Magyar Kétfarkú Kutya Párt c. Ungheria (ric. 201/17) del 23 gennaio 2018.

[2] Cedu, sent. Von Hannover c. Germania n. 2 [GC] del 2012.


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