Diritto e Fisco | Articoli

Procura e mandato: quali differenze

2 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2018



Procura e mandato conferiscono entrambi un potere di rappresentanza ma hanno caratteristiche diverse.

Spesso si fa grande confusione tra mandato e procura che, in molti casi, vengono erroneamente utilizzati come sinonimi, non solo dai cittadini inesperti ma anche da molti professionisti che dovrebbero conoscerne la differenza. Benché, infatti, la procura ed il mandato conferiscano entrambi a chi li riceve un potere di rappresentanza, essi hanno delle caratteristiche che li rendono differenti tra loro. Allora vediamo insieme procura e mandato: quali differenze.

 Cos’è il mandato?

Il mandato, tecnicamente, è un contratto [1] con il quale un soggetto (detto mandatario) assume l’obbligo nei confronti di un altro soggetto (detto mandante) di compiere uno o più atti giuridici nel suo interesse. È un contratto che si definisce consensuale (nel senso che viene stipulato da due soggetti consenzienti), ad effetti obbligatori (nel senso che la legge stabilisce quali siano le conseguenze del rilascio del mandato), a forma libera (nel senso che il contratto può essere scritto in qualsiasi modo purché vi sia la manifestazione di volontà di un soggetto di incaricarne un altro di compiere degli atti nel suo interesse) e a titolo oneroso (chi riceve il mandato non agisce gratuitamente ma in cambio di denaro o altra utilità).
Il mandato può essere con rappresentanza [2] ed allora il mandatario sarà un mero rappresentante, nel senso che gli effetti giuridici degli atti da lui compiuti nell’interesse del soggetto che lo ha incaricato (mandante) si trasferiranno direttamente in capo a quest’ultimo. Il mandato può essere senza rappresentanza [3] (per cui il mandatario agirà in nome proprio) ed in questo caso gli effetti giuridici degli atti compiuti si trasferiranno su chi agisce (il mandatario) che poi, a sua volta, dovrà trasferirli al mandante che lo ha incaricato.

 Cos’è la procura?

La procura [4], a differenza del mandato, non  è un contratto ma un negozio giuridico con il quale un soggetto (che viene chiamato rappresentato) conferisce ad un altro soggetto che appunto lo rappresenta (il rappresentante) il potere di compiere, con il suo nome e nel suo interesse, una serie di atti giuridici, i cui effetti però si trasferiranno solo e sempre sul soggetto rappresentato. La procura, a differenza del mandato, non è a forma libera, ma è valida ed ha effetto solo se conferita con le forme prescritte per il contratto che il rappresentante deve concludere.

Per intenderci, se si conferisce procura ad acquistare un immobile, quest’ultima dovrà essere conferita con atto pubblico, cioè nella stessa forma con cui dovrà essere stipulato il contratto di compravendita (cioè per l’atto oggetto di delega).

 Mandato e procura: quali differenze

Dunque, torniamo alla domanda principale: mandato e procura, quali differenze. La differenza sostanziale tra mandato e procura sta nel fatto che il mandato regola rapporti interni tra le parti (infatti è un contratto), per cui può essere realizzato in qualsiasi modo (a forma libera), mentre la procura è un atto unilaterale con il quale si conferisce la rappresentanza (poiché ha efficacia esterna necessita di una forma specifica).

In calce o a margine degli atti giudiziari (ricorso, atto di citazione, atto di appello, e così via) è necessario apporre la procura rilasciata al difensore e non il mandato (come spesso erroneamente avviene nella prassi), in quanto il giudice adito dovrà, appunto, verificare se l’avvocato (rappresentante) ha il potere di agire in nome e per conto del ricorrente (rappresentato). Nel processo penale, invece, per essere assistiti e rappresentati da un difensore, sarà necessario firmare la nomina fiduciaria [5] o la procura speciale [6] a seconda delle necessità.

Firmerai la nomina in caso di rappresentanza generalizzata, per esempio per farti assistere, quale imputato, durante il processo di primo grado e la procura speciale nel caso in cui tu voglia riconoscere all’avvocato il potere di compiere degli atti specifici che necessitano di una particolare manifestazione di volontà della parte. Sarà necessaria la procura speciale [6], infatti,  se (ad esempio) vorrai definire il processo con riti alternativi, quali il patteggiamento o l’abbreviato) o nel caso in cui tu sia persona offesa e ti voglia costituire parte civile. La procura speciale deve essere autenticata dal difensore e deve contenere, oltre alle indicazioni richieste specificamente dalla legge, anche la determinazione dell’oggetto per cui è conferita e dei fatti ai quali si riferisce.

note

[1] Art. 1703 cod. civ.

[2] Art. 1704 cod. civ.

[3] Art. 1705 cod. civ.

[4] Art. 1392 cod. civ.

[5] Art. 96 cod. proc. pen.

[6] Art. 122 cod. proc.pen.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI