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Come rinnovare un contratto


Come rinnovare un contratto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 gennaio 2018



Come impedire la disdetta e il recesso: il fac-simile. Cosa bisogna comunicare per rinnovare la scrittura privata.

Hai stipulato un contratto con una società: l’accordo prevedeva una durata di un anno, ma vorresti rinnovarlo. In verità, sul contratto non c’è alcuna istruzione in merito alle possibilità e modalità di prosecuzione dei rapporti e vorresti non perdere l’occasione di godere delle stesse vantaggiose condizioni che hai avuto sino ad oggi. Così ti chiedi come rinnovare un contratto. In realtà, non esiste una regola prestabilita per rinnovare un contratto: la legge – salvo alcune eccezioni (di cui a breve parleremo) – lascia libere le parti di regolare, come meglio credono, i propri rapporti negoziali sia in merito alla conclusione che alla disdetta e chiusura. Chi conclude un contratto non è tenuto per forza a rinnovarlo, così come è anche diritto della controparte chiedere una prosecuzione. In questo articolo parleremo proprio di questo argomento, andremo a chiarire come funziona la durata di un contratto, quando di solito scadono i contratti e come e quando è possibile rinnovarli.

La scadenza dei contratti 

Di solito i contratti sono di due tipi:

  • quelli ad effetti immediati che si consumano in un solo istante: si pensi, ad esempio, alla vendita di un capo di abbigliamento in cui, a fronte dell’immediata consegna del bene viene pagato il prezzo, sicché poi tra le parti non residua alcun altro rapporto (salvo l’eventuale garanzia per i difetti);
  • quelli ad effetti continuati dove, invece, i rapporti proseguono nel tempo. Si tratta, di solito, dei contratti di fornitura: un’utenza del telefono o della luce, la consegna periodica di legna da ardere per il camino, il servizio di pulizia delle scale per il condominio, ecc.

Per i contratti a effetti immediati non c’è ragione di chiedersi se sia possibile il rinnovo in quanto essi scadono nello stesso momento in cui sono conclusi. Basterà allora concludere un nuovo contratto per ottenere, una seconda volta, lo stesso oggetto o la medesima prestazione.

Per i contratti a effetti continuativi invece bisogna distinguere due tipi di contratti:

  • contratti a tempo determinato: in tal caso il contratto indica la data di inizio e di fine della validità dell’accordo. Alla scadenza, il contratto cessa automaticamente senza bisogno di comunicazioni. Ciò di solito viene sintetizzato con la seguente clausola: «Il presente contratto inizia a decorrere a partire dalla data successiva alla sua firma e scadrà il giorno …; in tale data cesserà ogni effetto del contratto senza che, a tal fine, vi sia bisogno di comunicazioni o disdette, e le parti non avranno più nulla a che pretendere l’una dall’altra». Un esempio è il contratto di assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile automobilistica. Salvo diverso accordo delle parti, nei contratti a tempo determinato non è possibile recedere prima del termine di scadenza. Se ciò avviene, di solito è dovuto il pagamento di una penale (solo se prevista nel contratto) o il risarcimento del danno. Un altro esempio è il mandato conferito all’amministratore di condominio: l’incarico dura un anno (con rinnovo per un secondo anno); l’assemblea potrebbe revocare l’amministratore prima del termine, ma se ciò avviene senza una giusta causa gli deve corrispondere il risarcimento. Per rinnovare un contratto a tempo determinato è sufficiente attendere la sua scadenza e poi stipularne un secondo. La controparte però non è tenuta ad accettare il rinnovo e potrebbe rifiutarsi, essendo suo diritto farlo;
  • contratti a tempo determinato ma con proroga automatica: in altri casi, il contratto fissa una data di scadenza predefinita, ma stabilisce anche che lo stesso si rinnovi automaticamente se, entro un certo periodo, non viene data disdetta. Lo stesso meccanismo si ripete alle successive scadenze. Un esempio è il contratto di affitto che ha durata di 4 anni (più altri 4 anni di rinnovo automatico), ma se entro 6 mesi prima della scadenza non arriva la disdetta, il contratto si rinnova da solo per altri 4 anni. Questo meccanismo viene espresso con una clausola come la seguente: «Il presente contratto ha effetto fino al giorno [oppure per un anno a partire dalla sua firma], ma si rinnoverà automaticamente per un pari periodo a meno che una delle due parti non invii all’altra comunicazione di disdetta almeno … giorni prima della scadenza». In questo caso per rinnovare un contratto a tempo determinato ma con proroga automatica è sufficiente non mandare alcuna disdetta: difatti il rinnovo è automatico e non necessita di dichiarazioni di parte;
  • contratti a durata illimitata: in alcuni casi il contratto non prevede una data di scadenza e si considera a tempo indeterminato. Tuttavia, non è possibile vincolare una persona per una durata così lunga per cui è necessario che il contratto preveda il diritto per le parti di recedere in qualsiasi momento, salvo l’eventuale preavviso. Un meccanismo del genere può essere formulato con la seguente clausola: «Il presente contratto ha inizio a partire dalla data della sua stipula e ha una durata illimitata; ognuna delle parti potrà porre fine a tale rapporto in qualsiasi momento dando preavviso di … mesi prima, con comunicazione scritta da inviarsi all’indirizzo …». Anche in questo caso, come in quello precedente, non c’è necessità di rinnovare il contratto: non perché questo (come nell’ipotesi precedente) si rinnova da solo, ma per via del fatto che non scade mai salvo disdetta.

È lecito un contratto con durata illimitata?

Come abbiamo appena detto, quindi, il contratto a durata illimitata è lecito a condizione che sia prevista la possibilità di disdetta in qualsiasi momento per ciascuna delle parti.

Modello di richiesta di rinnovo del contratto (facsimile)

Abbiamo detto che non c’è bisogno di una lettera di rinnovo del contratto nei contratti a durata illimitata e quelli a durata limitata ma con rinnovo automatico. Invece quelli con durata limitata e senza rinnovo automatico richiedono un nuovo incontro delle volontà tra i due contraenti, ossia una nuova firma (se il contratto è scritto) o una nuova “stretta di mano” (se il contratto è orale). Attenzione: non è detto che la controparte acconsenta a rinnovare il contratto alle medesime condizioni del precedente, non potendosi parlare di un diritto acquisito. L’inflazione o delle mutate condizioni di contratto potrebbero far variare sensibilmente le clausole.

Ecco un modello con una richiesta di rinnovo del contratto.

«Spett.le…

con la presente chiediamo di voler rinnovare il contratto del … n. … alle medesime condizioni di cui al precedente e con effetto a partire dalla data del …. e con scadenza fino al …..

Distinti saluti

data e firma».

Modello di comunicazione di disdetta di un contratto (facsimile)

Chi voglia comunicare la disdetta di un contratto (il che succede nel caso di contratti a tempo determinato ma con proroga automatica), può inviare una comunicazione di questo tenore:

«Spett.le…

Con la presente sono a comunicare la volontà di disdire il contratto del … numero … per la fornitura di … La disdetta avrà quindi effetti a partire dalla prossima data di scadenza del contratto e lo stesso non si rinnoverà più in automatico.

Distinti saluti

data e firma».

Modello di comunicazione di disdetta di un contratto per giusta causa (facsimile)?

Come abbiamo detto, nei contratti ad esecuzione continuata è sempre possibile il recesso immediato, senza neanche il preavviso, se vi sono giuste cause come l’inadempimento della controparte. Ad esempio, ecco una formula:

«Spett.le…

Con la presente comunichiamo il nostro recesso immediato dal contratto del … numero … dovuto a causa del vostro grave comportamento che qui di seguito viene descritto: […. ….]. Pertanto, configurandosi una giusta causa di recesso, il contratto si intende cessato a partire da oggi e nell’altro vi verrà riconosciuto più.

Distinti saluti

data e firma».

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