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Pensione, come recuperare i contributi artigiani e commercianti

27 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Gennaio 2018



È possibile recuperare i contributi versati presso le gestioni artigiani e commercianti se si è già pensionati?

Capita non di rado che un pensionato decida di mettersi in proprio e aprire partita Iva come artigiano e commerciante: in questi casi, nonostante percepisca già la pensione, ha comunque l’obbligo di continuare a versare i contributi.

Questi contributi possono essere ridotti per i pensionati over 65, ma in ogni caso non sono persi: a seconda del fondo in cui è liquidata la pensione, difatti, può essere liquidato un supplemento di pensione, oppure può essere riconosciuta una pensione supplementare.

Pensione supplementare e supplemento di pensione, poi, possono essere riconosciuti anche se i contributi risultano versati prima della decorrenza della pensione principale e non risultano essere stati ricongiunti, cumulati o totalizzati.

Ma procediamo per ordine e vediamo come recuperare i contributi artigiani e commercianti per chi è già pensionato, a seconda della situazione verificatasi.

Supplemento di pensione artigiani e commercianti

Innanzitutto, bisogna considerare che l’Ago, cioè l’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, è composta dal fondo pensione lavoratori dipendenti e dalle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, ossia artigiani, commercianti e coltivatori diretti.

Se il pensionato era assicurato presso il fondo pensione dipendenti e vuole recuperare ulteriori contributi versati presso le gestioni artigiani e commercianti, al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia (pari a 66 anni e 7 mesi nel 2018, 67 anni dal 2019) ha la possibilità di richiedere un supplemento di pensione relativamente ai contributi accreditati presso queste gestioni. Viene difatti versato dall’Inps un supplemento di pensione, e non viene liquidata una pensione supplementare, nel caso in cui le gestioni siano diverse ma l’assicurazione risulti la stessa: ad esempio, nell’ipotesi in cui la prestazione debba essere liquidata su pensioni dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, per contribuzione versata nelle gestioni speciali degli autonomi (come nella situazione descritta), o viceversa, nel caso in cui la pensione principale sia a carico delle gestioni degli autonomi e la prestazione si riferisca ai contributi versati presso la gestione dipendenti [1].

In ogni caso, la prestazione non può essere mai richiesta prima del compimento dell’età stabilita per la pensione di vecchiaia (il cui requisito è ora unificato per il fondo pensione dipendenti e le gestioni speciali degli autonomi facenti capo all’Inps).

Il supplemento può anche riguardare i contributi versati prima della decorrenza della pensione nel fondo lavoratori dipendenti [2], se, ovviamente, questi contributi non sono stati cumulati, né col vecchio né col nuovo cumulo [3], e non sono inoltre stati né ricongiunti né totalizzati.

Non vi sono dunque dubbi, nel caso del dipendente già pensionato in precedenza assicurato presso il fondo pensione lavoratori dipendenti, sulla possibilità, una volta compiuta l’età pensionabile, di recuperare i contributi versati al fondo artigiani, commercianti o coltivatori diretti con un supplemento di pensione.

Ma come recuperare i contributi artigiani e commercianti se il pensionato non era iscritto presso l’assicurazione generale obbligatoria?

Pensione supplementare artigiani e commercianti

Nel caso in cui il pensionato risulti iscritto presso uno dei fondi esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria(ad esempio ex Inpdap), oppure presso uno dei fondi sostitutivi, per i contributi aggiuntivi versati presso le gestioni artigiani o commercianti non può richiedere il supplemento di pensione, ma può richiedere la pensione supplementare [2]. Si tratta di una seconda pensione che va ad aggiungersi a quella principale, già liquidata.

Nel caso in cui sia liquidata la pensione supplementare, e non il supplemento di pensione, il calcolo della prestazione si basa sulla sola anzianità contributiva posseduta presso la gestione che eroga la pensione supplementare, e non sull’anzianità contributiva complessiva: vale a dire che, nel caso del pensionato che ha diritto alla pensione supplementare e non al supplemento, ai fini del diritto al calcolo retributivo o misto sono contati i soli anni di contributi presenti presso le gestioni dei lavoratori autonomi.

Se la gestione in cui l’interessato si è pensionato risulta una cassa dei liberi professionisti o la gestione separata Inps, invece, non si ha diritto alla pensione supplementare: per recuperare i contributi artigiani e commercianti si devono allora maturare i requisiti per una pensione autonoma.

Se i contributi versati presso le gestioni artigiani e commercianti risultano accreditati dal 1996 in poi, sono sufficienti 5 anni di contribuzione e un’età minima di 70 anni e 8 mesi per il diritto a un’autonoma pensione.


note

[1] Art.7, Co.7, L.155/1981.

[2] Art.25 L. 613/1966.

[3] Art.1 Co. 239 e ss. L.228/2012.

[4] Art.5 L. 1338/1962.


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