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Lo sai che? Come si diventa cittadini italiani?

Lo sai che? Pubblicato il 25 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 gennaio 2018

Come si acquisisce la cittadinanza italiana: lo ius sanguinis e lo ius soli. La doppia cittadinanza e l’espulsione dall’Italia.

Si parla tanto di ius soli e di cittadinanza italiana. L’immigrazione e lo sbarco dei clandestini è diventata una priorità della nostra politica, cavallo di battaglia dei programmi elettorali. Ma, se anche sono molti gli italiani che si mostrano intolleranti al all’arrivo degli extracomunitari (fenomeno che – non bisogna dimenticarlo – ha visto, fino a tutti gli anni 60, gli stessi italiani essere i primi protagonisti di una massiccia fuga verso l’estero), non tutti sanno con precisione come si diventa cittadini italiani. Si finisce così per parlare di espulsioni, di negazione dei permessi agli stranieri e di rimpatrio quando però non si conoscono quali sono i diritti per chi mette piede sul nostro territorio nazionale. Diritti che, ovviamente, non possiamo ignorare o calpestare. Negarli significa anche rinunciare a sedere tra le organizzazioni degli Stati democratici e, quindi, a tutte le prerogative e opportunità che la Comunità internazionale ci riconosce. Il problema della cittadinanza italiana, da un lato, è sicuramente particolarmente sentito nel nostro Paese perché siamo un luogo di transito, un corridoio per l’Europa, ma nello stesso tempo c’è chi sta peggio di noi: la Germania, ad esempio, in quanto dotata di un’economia più sviluppata, è certamente più ambita della nostra penisola. Al di là, comunque, delle questioni di politica nazionale e internazionale, in questo articolo vogliamo trattare l’aspetto più strettamente giudico della questione: come si diventa cittadini italiani?

Cosa significa cittadinanza?

Il termine cittadinanza deriva dal latino civis ossia cittadino, a sua volta discendente da una radice indoeuropea che indica il concetto di insediamento.

Chi acquisisce la cittadinanza di uno Stato ottiene il riconoscimento di una serie di diritti che la legge dello Stato stesso può invece negare agli stranieri. La “lotta” per ottenere la cittadinanza è quindi soprattutto legata alle attribuzioni che la nazione riconosce a chi la possiede.

Non dimentichiamoci però che la cittadinanza implica anche doveri, come ad esempio il pagamento delle tasse, le dichiarazioni che lo Stato impone ai suoi cittadini, gli obblighi connessi all’istruzione, alla salute pubblica (ad esempio le vaccinazioni), ecc.

In generale, come si acquisisce la cittadinanza?

Ogni Stato decide, in base alle proprie scelte insindacabili, quando e a chi riconoscere la cittadinanza. La cittadinanza non si acquisisce mai per legge di natura, ma perché si rientra nelle condizioni indicate dalla legge, in via astratta e valida per tutti.

In linea generale gli ordinamenti prevedono che la cittadinanza possa acquisirsi in due modi:

  • per discendenza ossia per diritto di sangue (cosiddetto iure sanguinis);
  • per il diritto di suolo (cosiddetto iure soli). In base a questo secondo criterio diventa cittadino di uno Stato chi nasce sul territorio di quello Stato, indipendentemente dal tipo di cittadinanza dei propri genitori.

Qual è il criterio per diventare cittadini italiani?

Vediamo ora come si diventa cittadini italiani e cosa prevede la nostra legge a riguardo. La materia è regolata da una legge del 1992 [1]. In particolare, il nostro ordinamento ha adottato come sistema per riconoscere la cittadinanza il criterio della discendenza. Tuttavia, la presenza di tanti bambini nati in Italia da coppie straniere regolarmente residenti e il massiccio fenomeno dell’immigrazione sta portando alcuni politici a consigliare una diversa scelta optando per il sistema dello ius soli, come del resto avviene in altri paesi europei.

Come si diventa cittadini in Italia?

La cittadinanza italiana si acquisisce:

  • per discendenza: è italiano chi ha uno o entrambi genitori italiani anche se la nascita è avvenuta all’estero;
  • per nascita sul territorio: è italiano chi nasce sul territorio italiano se entrambi i genitori sono apolidi o ignoti (si pensi ai casi di neonati abbandonati);
  • per adozione: diventa italiano il cittadino straniero adottato da un cittadino italiano;
  • per matrimonio: il coniuge, straniero apolide, di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risiede legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero, purché nel frattempo non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio non vi sia stata separazione dei coniugi;
  • per prolungata residenza: può richiedere la cittadinanza italiana lo straniero che risiede legalmente nel territorio della Repubblica da almeno 10 anni (termine che potrebbe essere portato a cinque) e anche chi, nato in Italia da genitori stranieri, ha risieduto nel nostro Paese legalmente senza interruzioni, fino al raggiungimento dei 18 anni;
  • per decreto del capo dello Stato: quando ricorrano le condizioni di legge.

Si può avere una doppia cittadinanza?

In Italia, in linea generale, è possibile avere la doppia cittadinanza. Solo chi è vuol diventare cittadino italiano con decreto del Capo dello Stato  (cosiddetta naturalizzazione) deve rinunciare alla cittadinanza del Paese di origine.

Quando si perde la cittadinanza italiana?

Perde la cittadinanza italiana:

  • chi, avendo accettato l’impiego pubblico presso lo Stato straniero o prestando servizio militare per uno Stato estero, non obbedisce all’intimazione rivoltagli dal Governo italiano di abbandonare l’impiego o il servizio militare;
  • chi abbia ricevuto un impiego pubblico o presti servizio militare per uno Stato estero in guerra con l’Italia.

Si può essere espulsi dall’Italia?

Nessun italiano, per nessuna ragione, può essere espulso dal territorio della Repubblica.

note

[1] Legge n. 91/1992 modificata dalla legge n. 94/2009.


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