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Lo sai che? Termine per accettare l’eredità

Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2018

L’eredità non è automatica. Per entrarne in possesso e diventare in concreto eredi dobbiamo accettarla: entro quando possiamo farlo?

Non è un argomento semplice, perché quando si parla di eredità entra necessariamente in gioco la morte di una persona cara. Nella maggior parte dei casi un genitore. Ecco allora che, tra le tante trafile burocratiche a cui pensare, c’è anche quella della successione e della spartizione dell’eredità. Arriva in pratica il momento in cui tutte le persone chiamate a diventare eredi si trovano a dover comunicare alla legge se vogliono accettare quell’eredità o se la vogliono rifiutare. Non sempre infatti i genitori possono lasciarci beni e patrimoni. Spesso ci sono debiti da sanare. In questi casi, se superano l’entità dei beni, ai figli potrebbe davvero convenire rifiutarla. E la legge lo consente. Ma i nostri genitori sono stati grandi lavoratori e risparmiatori e hanno diviso tra tutti i fratelli e sorelle una discreta eredità. Non ne diventiamo automaticamente possessori. Per averla dobbiamo accettarla seguendo le norme dettate dalla legge. Vediamo come fare e il termine per accettare l’eredità.

Cos’è l’accettazione dell’eredità?

In parte lo abbiamo anticipato, ma entriamo in dettaglio. Alla morte del nostro caro non diventiamo eredi in modo automatico. Siamo solo dei semplici chiamati a diventare eredi. Viene cioè fatto una sorta di appello, a cui dobbiamo rispondere alzando la mano e dicendo si o no. In sostanza siamo chiamati a succedere al patrimonio dei nostri cari defunti. Ma se vogliamo davvero entrare in possesso della prima casa, della casetta in montagna, dell’automobile, dei soldi risparmiati e a volte anche dei debiti, dobbiamo attivare un iter stabilito per legge: l’accettazione dell’eredità.

Accettare l’eredità significa appunto dire alla legge che vogliamo concretamente diventare eredi e acquistare l’eredità per la quale siamo stati chiamati a succedere. Ed esistono due modi per farlo: l’accettazione espressa e l’accettazione tacita. Possiamo inoltre accettare l’eredità anche con beneficio d’inventario.

Accettazione espressa

Questo è uno dei due modi. Se scegliamo l’accettazione espressa vogliamo fugare ogni dubbio dichiarandolo apertamente e per iscritto [1]. È in sostanza la nostra dichiarazione manifesta di accettazione, fatta con scrittura privata oppure con atto pubblico dal notaio. Con questa dichiarazione diventiamo a tutti gli effetti eredi.

Le uniche cose che non possiamo fare sono:

  • accettare ponendo delle condizioni o dei termini. Ad esempio scrivendo “accetto l’eredità solo partire dal 2020 e solo se mio fratello mi assicura che…”
  • accettare l’eredità in modo parziale. Ad esempio scrivendo “accetto soltanto la casa in montagna, ma rifiuto il debito contratto per la sua ristrutturazione”.

Accettazione tacita 

Non è necessario sventolare una dichiarazione scritta per assicurarsi la propria quota di patrimonio. Sapete che anche se non lo mettiamo per iscritto possiamo comunque accettare l’eredità? È sufficiente tenere un comportamento tale da dare per scontato il fatto che stiamo accettando di diventare eredi.

È il caso dell’accettazione tacita [2], quella in cui basta un atto compiuto da noi che possa far pensare che oltre a essere interessati a quell’eredità, la stiamo accettando. Oltretutto è un comportamento che nessun altro avrebbe il diritto di tenere, al di fuori dei chiamati eredi.

Ad esempio, non traslochiamo, ma continuiamo a vivere nella casa di nostro padre; oppure continuiamo a utilizzare l’automobile di sua proprietà, pagando oltretutto assicurazione e bollo; oppure ancora una voltura catastale.

Con beneficio d’inventario

Mettiamo il caso che purtroppo nostro padre avesse parecchi debiti, magari anche superiori ai beni e al patrimonio. Non è tutto perduto. Possiamo ancora tutelare e proteggere noi stessi e la nostra famiglia accettando l’eredità con beneficio d’inventario [3]: facendo una dichiarazione davanti al notaio o al cancellerie del Tribunale in cui si è aperta la successione. A questa dichiarazione alleghiamo l’inventario con tutto l’elenco dei crediti e dei debiti.

Stiamo in pratica dicendo ai nostri creditori: noi ripagheremo i debiti ereditati solo e fino a copertura del patrimonio lasciatoci in eredità da nostro padre. Nessun centesimo del nostro patrimonio personale verrà intaccato.

Il beneficio d’inventario è una specie di barriera tra il patrimonio di nostro padre e il nostro patrimonio. Noi accettiamo tutto (debiti e crediti), ma il ripianamento dei debiti potrà avvenire solo attingendo dagli attivi che nostro padre ci ha lasciato.

Come si fa l’accettazione dell’eredità?

Come tutte le altre trafile burocratiche, anche l’accettazione dell’eredità ha le sue. Soprattutto per quanto riguarda l’accettazione e espressa e quella con beneficio d’inventario. Vediamo che iter dobbiamo seguire per accettare l’eredità.

Accettazione espressa

Per accettare l’eredità in modo espresso, a scanso di ogni equivoco possibile, deve esserci innanzitutto una dichiarazione scritta. Come?

  • Con un atto pubblico. Andiamo quindi dal notaio, che riceverà la nostra dichiarazione ed emetterà un verbale con scritto il nome della persona e quale eredità sta accettando
  • con una scrittura privata

Accettazione con beneficio d’inventario

In questo caso invece l’iter è un po’ più brigoso. Va sempre fatta una dichiarazione.

  • però questa deve essere ricevuta dal notaio o dal cancellerie del Tribunale in cui la successione è stata aperta. Va inoltre inserita nel registro delle successioni.
  • La dichiarazione deve essere preceduta o seguita dalla redazione dell’inventario (l’elenco degli attivi e dei passivi)
  • Se l’inventario viene fatto dopo la dichiarazione, entro un mese il cancelliere deve inserire la data in cui l’inventario è stato redatto nel registro delle successioni.

Entro quali termini si può accettare l’eredità?

Ma tutto questo entro quando va fatto? C’è un termine per accettare l’eredità o possiamo svegliarci quando vogliamo? La scadenza stabilita dalla legge c’è, ma c’è anche parecchio tempo.

Il termine per accettare l’eredità è di 10 anni, di norma dal momento in cui si è aperta la successione. Scaduto questo termine il diritto di accettare cade in prescrizione [4]. Il countdown abbiamo detto che inizia dalla data di apertura della successione, ma in alcuni casi comincia da momenti diversi:

  • Nel caso di istituzione di erede condizionata (condizione sospensiva), i 10 anni iniziano a decorrere dal momento in cui si verifica la condizione
  • Nel caso di un procedimento di accertamento di filiazione (accertamento di figlio nel caso ci siano ulteriori chiamati eredi), decorrono dal passaggio in giudicato della sentenza (a sentenza definitiva). Ovviamente la sentenza deve aver accertato la filiazione.

Al di là del normale termine di prescrizione, c’è anche un’altra situazione permessa dalla legge [5]: quella in cui chiunque abbia interesse può chiedere all’autorità giudiziario di fissare un termine specifico entro cui i chiamati eredi possono accettare o rifiutare l’eredità del caro defunto. Decorso questo termine, se non abbiamo fatto nulla per accettare o rifiutare, perdiamo il diritto di accettare l’eredità.

Ovviamente per fare una cosa del genere, la persona interessata deve presentare un ricorso al Tribunale dove la successione è stata accettata e a questo ricorso possiamo sempre rispondere impugnando la decisione del giudice. Insomma, che trafila!

note

[1] Art. 474-475 cod civ.

[2] Art. 476 cod civ.

[3] Art. 484 e 490 cod. civ.

[4] Art. 480 cod. civ

[5] Art. 481 cod. civ.


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