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Certificazione competenze nel curriculum: spazio a volontariato e hobby

3 Dicembre 2012
Certificazione competenze nel curriculum: spazio a volontariato e hobby

Nasce il “Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze” con cui verrà riconosciuta l’attività prestata in ambito sociale, culturale e sportivo.

Via libera, da parte del Consiglio dei Ministri, al provvedimento che istituisce il “Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze” con cui verrà riconosciuta e valorizzata l’attività prestata dai giovani in ambienti extra scolastici e universitari (come nel volontariato, nel tempo libero, ecc.).

Il provvedimento, in attuazione della Riforma Fornero [1], tenta di far emergere quel patrimonio sommerso di competenze e creatività comunque maturate dai ragazzi in cerca di prima occupazione e della generazione Neet (cioè chi non studia né lavora).

Novità del provvedimento

Il provvedimento contiene una serie di novità di tutto rispetto, come:

– la validazione degli apprendimenti acquisiti dalle persone in contesti non formali (cioè fuori dalle scuole e dall’università), come nel volontariato, nelle imprese, nel servizio civile, nel privato sociale, oppure nella vita quotidiana e nel tempo libero;

– l’individuazione dei soggetti pubblici preposti competenti a rilasciare tali certificazioni; tali soggetti dovranno attestare che le competenze acquisite sono state accertate in base a criteri prestabiliti e sono conformi ai requisiti di uno standard di convalida. Avvenuta la convalida, si può ottenere l’attestazione, con il rilascio di un certificato, un diploma o un titolo;

– l’istituzione del repertorio nazionale dei titoli di istruzioni e formazione e delle qualificazioni professionali, accessibile e consultabile per via telematica;

– la dorsale informativa che assicurerà a ogni persona, attraverso l’interoperabilità dei sistemi informativi, di avere, in rete, “lo zainetto” digitale delle sue competenze.

 

 

 


note

[1] Legge 92/2012.


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