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Lo sai che? Come funziona concorso in magistratura

Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 gennaio 2018

Per entrare a far parte della magistratura ordinaria bisogna superare un concorso pubblico per titoli ed esami: vediamo come si diventa magistrati.

Diventare magistrato è uno degli sbocchi naturali del percorso di studi in giurisprudenza, assieme alla carriera da avvocato e al concorso notarile. Nonostante i cambiamenti della società e le numerose carriere che si possono intraprendere con una laurea in guirisprudenza, infatti (si pensi, a titolo di esempio, ad altri concorsi pubblici, o alla carriera universitaria o di giurista d’impresa), possiamo dire con una certa sicurezza che la maggior parte delle persone che si iscrivono in giurisprudenza – ma in generale la maggior parte della popolazione – associa una laurea in legge alle tre figure professionali dell’avvocato, del magistrato e del notaio. Le tre professioni sono tra loro molto diverse, per ruolo, funzione e responsabilità, ed anche per l’accesso alla carriera. Se per diventare avvocato occorre infatti superare un esame di stato, a seguito dello svolgimento della pratica forense, la carriera notarile e quella in magistratura presuppongono invece il superamento di un concorso pubblico, con specifici requisiti di accesso. Vediamo quindi cosa bisogna fare per diventare magistrato e come funziona il concorso in magistratura.

Concorso in magistratura: requisiti di accesso

Per poter presentare la domanda di partecipazione al concorso in magistratura occorre essere in possesso dei requisiti previsti dal bando di concorso, che viene pubblicato sulla gazzetta ufficiale della repubblica, IV serie speciale concorsi. Per accedere alla procedura di concorso, è previsto che il partecipante:

– sia cittadino italiano;

– abbia l’esercizio dei diritti civili;

– sia di condotta incensurabile;

– sia fisicamente idoneo all’impiego a cui aspira;

– sia in posizione regolare nei confronti del servizio di leva al quale sia stato eventualmente chiamato;

– non sia stato dichiarato per tre volte non idoneo in precedenti concorsi in magistratura alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda;

– rientri (senza possibilità di cumulare le anzianità di servizio previste come necessarie nelle singole ipotesi) in una delle seguenti categorie:

  • magistrati amministrativi e contabili;
  • procuratori dello Stato che non siano incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti dello Stato (con qualifica dirigenziale o appartenenti ad una delle posizioni corrispondenti all’area C, prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro, comparto Ministeri) con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito – salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni – e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari;
  • appartenenti al personale universitario di ruolo docente di materie giuridiche in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza, che non siano incorsi in sanzioni disciplinari;
  • dipendenti, con qualifica dirigenziale o appartenenti alla ex area direttiva, della pubblica amministrazione, degli enti pubblici a carattere nazionale e degli enti locali, che hanno costituito il rapporto di lavoro a seguito di concorso per il quale era richiesto il possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito – salvo che non si tratti di seconda laurea – al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, con almeno cinque anni di anzianità nella qualifica o, comunque, nelle predette carriere e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari;
  • abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari;
  • coloro i quali hanno svolto le funzioni di magistrato onorario (giudice di pace, giudice onorario di tribunale, vice procuratore onorario, giudice onorario aggregato) per almeno sei anni senza demerito, senza essere stati revocati e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari;
  • laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito, salvo che non si tratti di seconda laurea, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e del diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza, al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, salvo che non si tratti di seconda laurea, ed hanno conseguito il diploma di specializzazione in una disciplina giuridica, al termine di un corso di studi della durata non inferiore a due anni presso le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162;
  • laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art. 73 del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114;

– sia in regola con il pagamento dei diritti di segreteria.

Come diventare magistrato: il concorso in magistratura

Come funziona quindi nello specifico il concorso in magistratura? Una volta presentata la domanda, bisogna superare le prove d’esame, che sono suddivise in prova scritta e prova orale. A sua volta, la prova scritta è articolata in tre prove separate, su materie differenti, e la prova orale comporta lo studio di ulteriori discipline giuridiche, alcune delle quali non sono state oggetto di verifica in sede di prova scritta.

Magistratura: le prove scritte

La prova scritta del concorso in magistratura consiste nello svolgimento di tre elaborati teorici, quindi in concreto tre temi, che abbiano ad oggetto il diritto civile, il diritto penale e il diritto amministrativo. Per ognuna delle tre materie sono elaborate tre tracce dalla commissione giudicatrice, e il giorno della prova il titolo dell’elaborato da svolgere viene sorteggiato fra queste tre tracce. Le prove hanno ognuna la durata di otto ore, e si svolgono con l’ausilio di codici non commentati o annotati con dottrina e giurisprudenza. Non è possibile lasciare l’aula prima di quattro ore dalla dettatura della traccia. Se si decide di non consegnare il giorno della prima o seconda prova, non sarà possibile svolgere le successive prove: è ad ogni modo possibile, poi, non consegnare il giorno dell’ultima prova, e gli elaborati in questo caso non verranno corretti. Questo aspetto è di particolare rilevanza, in quanto è possibile non risultare idonei in questo concorso solo per tre volte, dopo le quali non si potrà più essere ammessi a partecipare. Gli elaborati sono rigorosamenti anonimi, e non devono contenere alcun segno di riconoscimento idoneo ad identificare il candidato che abbia consegnato gli scritti. Ogni prova è valutata in ventesimi, e per superare le prove scritte ed accedere alla prova orale occorre aver ottenuto il punteggio minimo di idoneità di 12/20 in ognuna delle tre prove.

Magistratura: la prova orale

L’ultima prova del concorso in magistratura consiste in un esame orale, superato il quale si viene inseriti in graduatoria sulla base del punteggio ottenuto.

Il superamento della prova scritta comporta l’accesso alla prova orale, che consiste in un colloquio orale con la commissione esaminatrice, avente ad oggetto domande sulle seguenti discipline:

  • diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
  • procedura civile;
  • diritto penale;
  • procedura penale;
  • diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
  • diritto commerciale e fallimentare;
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale;
  • diritto comunitario;
  • diritto internazionale pubblico e privato;
  • elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario;
  • colloquio su una lingua straniera, indicata dal candidato all’atto della domanda di partecipazione al concorso, scelta fra: inglese, spagnolo, francese o tedesco.

note

Autore immagine: Pixabay.


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