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Dopo quanto tempo si può divorziare?

26 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 gennaio 2018



Quali sono i termini per ottenere il divorzio e le procedure da seguire: come le modalità di separazione dei coniugi incidono sui tempi per il divorzio.

Nel 2015 il legislatore ha modificato i termini per ottenere il divorzio. Mentre in precedenza, per poter divorziare era necessario attendere che passassero tre anni dalla separazione dei coniugi, è ora possibile ottenere il divorzio con un attesa più breve: di un anno o di sei mesi. Alla luce di queste novità legislative vediamo dopo quanto tempo si può divorziare: quali sono i tempi che ci vogliono per giungere a una sentenza di scioglimento degli effetti civili del matrimonio.

La separazione dei coniugi

È necessario premettere che per divorziare la coppia deve prima separarsi. Analizziamo, dunque, brevemente cos’è e come avviene la separazione dei coniugi. La separazione è una interruzione non definitiva del matrimonio, istituita allo scopo di offrire alla coppia la possibilità di un ripensamento e di una riappacificazione. Non vi può essere divorzio, senza che sia prima avvenuta la separazione.

La separazione dei coniugi può avvenire in qualsiasi momento e, con essa, sono sospesi alcuni degli obblighi propri del matrimonio (ad esempio i doveri di fedeltà, convivenza e sostegno morale reciproco).

Non viene meno, invece, con la separazione l’obbligo di sostegno economico tra i coniugi. Tale obbligo impone al coniuge con maggiori possibilità economiche di aiutare l’altro, corrispondendo l’assegno di mantenimento, affinché al coniuge meno abbiente sia garantito lo stesso tenore di vita che la coppia aveva durante il matrimonio.

Non vi è tuttavia, l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, se colui che lo richiede è il coniuge al quale è stata addebitata la separazione (ad esempio nei casi di adulterio, violenze nei confronti del coniuge, abbandono della casa coniugale etc.).

Come avviene la separazione?

La separazione dei coniugi può avvenire con due modalità: giudiziale o consensuale.

Separazione giudiziale

La separazione giudiziale avviene qualora non vi sia accordo tra i coniugi, su uno o più aspetti fondamentali della separazione. Si può pensare, ad esempio, ai casi di disaccordo sull’affidamento dei figli o sulla divisone dei beni.

La separazione giudiziale avviene tramite procedimento in Tribunale.

Separazione consensuale

La separazione consensuale, invece, è utilizzata nei casi in cui i coniugi siano d’accordo sulle modalità della separazione.

Quest’ultima può essere realizzata con tre diverse modalità: in Tribunale, in Comune o con la negoziazione assistita in presenza degli avvocati delle parti.

Il divorzio breve

A seguito della riforma del 2015 si parla di divorzio breve, in quanto non è più necessario attendere il decorso di tre anni dalla separazione, per divorziare.

Infatti, il termine per divorziare è stato ridotto ad un anno e, nei casi di separazione consensuale, a soli sei mesi.

In ogni caso, rimane necessario procedere alla separazione prima del divorzio. Difatti è proprio dalla data di separazione che iniziano a decorrere i termini per divorziare.

Solamente per eccezionali e tassative ipotesi, è possibile procedere immediatamente al divorzio, senza prima separarsi. Tali ipotesi sono:

  • matrimonio non consumato
  • condanne per reati particolarmente gravi in ambito familiare (maltrattamenti, violenze etc.)
  • annullamento o scioglimento di matrimonio celebrato all’estero
  • cambiamento di sesso

A seguito del divorzio cessano definitivamente tutti i doveri tra coniugi e, con essi, anche i diritti. Così, ad esempio, nel caso di decesso di un ex coniuge a seguito del divorzio, l’altro sarà escluso dalla partecipazione all’eredità.

Con il divorzio cessa anche l’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento, dovuto durante il periodo di separazione.

Dovrà invece essere corrisposto, se sussistono i presupposti, l’assegno divorzile in favore del coniuge che non è in grado di mantenersi da solo e trovare un’occupazione.

L’assegno di divorzio, al contrario dell’assegno di mantenimento, non è volto a garantire lo stesso tenore di vita della coppia durante il matrimonio, ma solamente l’autosufficienza economica del coniuge.

Quali sono i tempi per divorziare?

Dopo la necessaria fase della separazione occorre, dunque, attendere un termine per procedere con il divorzio.

Il divorzio può essere, infatti, richiesto dopo 6 mesi se la separazione è stata di tipo consensuale o dopo 1 anno se la separazione è stata di tipo giudiziale.

Sospensione del termine per divorziare

Esistono, inoltre, alcune ipotesi nelle quali il termine per divorziare (come già visto pari a 6 mesi o 1 anno) viene sospeso.

Tale sospensione avviene in caso di riconciliazione dei coniugi, durante la separazione o a seguito di un fatto incompatibile con la separazione (tra i casi più frequenti vi è la nuova convivenza non temporanea tra i coniugi).

Come avviene il divorzio?

Anche il divorzio, come la separazione, può esser sia di tipo giudiziale che consensuale.

Si ricorre al divorzio giudiziale quando non vi sia accordo tra i coniugi su uno o più aspetti fondamentali della separazione definitiva mentre, si ricorre al divorzio consensuale, qualora i coniugi siano d’accordo.

Il divorzio giudiziale è una vera e propria causa dinanzi all’autorità giudiziaria.

Al contrario, il divorzio consensuale, può esser realizzato in Tribunale, in Comune o con la negoziazione assistita in presenza degli avvocati delle parti.

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1 Commento

  1. nel caso di divorzio giudiziale che spese si devono affrontare ? cioè quanto costa, invece quello consensuale quanto costa? grazie

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