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Congedo parentale, come si calcola l’indennità

27 febbraio 2018 | Autore:


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Come viene determinata la retribuzione dei genitori lavoratori durante il congedo parentale.

Il congedo parentale, chiamato anche maternità facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro aggiuntivo rispetto al periodo di maternità, che può essere fruito, a discrezione, da entrambi i genitori: inizialmente fruibile sino all’ottavo anno di età del bambino, è stato esteso dal Jobs Act [1] sino al dodicesimo anno d’età del figlio.

In particolare, secondo la nuova normativa, il congedo retribuito può essere goduto sino al compimento di 6 anni del minore, o sino all’ottavo anno in presenza di redditi inferiori a 2,5 volte il trattamento minimo, mentre, per fruire delle assenze non retribuite, si avrà tempo sino ai 12 anni.

La possibilità di assentarsi dal lavoro, sia per il padre, che per la madre, è pari a un massimo di 6 mesi ciascuno (in alcuni casi, però, il padre può assentarsi per 7 mesi): le astensioni di entrambi, sommate, non possono essere superiori a 10 mesi (salvo il caso in cui il padre possa assentarsi per 7 mesi: in quest’ipotesi l’astensione complessiva può arrivare a 11 mesi).

Di queste mensilità, soltanto 6 possono essere indennizzate, con un corrispettivo pari al 30% della retribuzione: durante l’astensione facoltativa, quindi, il lavoratore assente percepisce dall’Inps un’indennità ridotta rispetto a quella prevista per l’astensione obbligatoria.

Vediamo allora, nel dettaglio, come si calcola l’indennità di congedo parentale per i lavoratori dipendenti.

Calcolo dell’indennità di congedo parentale: retribuzione media giornaliera

Per determinare l’indennità dovuta al lavoratore per il congedo parentale si deve innanzitutto determinare la retribuzione media giornaliera.

La retribuzione media giornaliera si calcola sommando la retribuzione del mese precedente, diviso 26 per gli operai o divisa 30 per gli impiegati, senza i ratei delle mensilità aggiuntive (a differenza di quanto avviene per il calcolo dell’indennità di maternità obbligatoria), divisi per 25 per gli operai o per 30 per gli impiegati.

Ecco le formule utili al calcolo:

  • operai: retribuzione mese precedente/26
  • impiegati: retribuzione mese precedente/30
  • se la paga è oraria e non mensilizzata: retribuzione mese precedente/giornate retribuite più seste giornate, in caso di settimana corta.

Se il lavoratore non può far valere un mese intero di lavoro, si considera la retribuzione spettante per il periodo di lavoro prestato, oppure, quando non vi sia nemmeno una giornata retribuita, si considera il periodo più recente retribuito

Vediamo ora, passaggio per passaggio, come si calcola l’indennità di congedo parentale per i lavoratori part time.

Calcolo dell’indennità di congedo parentale: retribuzione media giornaliera nel part time

Per i lavoratori part time il calcolo della retribuzione media giornaliera è effettuato in questo modo:

  • part time orizzontale (lavorate tutte le giornate della settimana, ma per un numero di ore inferiore rispetto a quello dei lavoratori full time): il calcolo della retribuzione media è identico a quello già descritto;
  • passaggio dal part-time al tempo pieno e viceversa: si deve ridimensionare la retribuzione ad ogni variazione contrattuale dell’orario e della retribuzione;
  • part-time verticale (prestazione lavorativa effettuata solo in alcuni giorni della settimana o del mese ad orario pieno): si deve riproporzionare la retribuzione del mese precedente, nel caso in cui l’orario di lavoro sia distribuito in modo non costante e la retribuzione vari, anche se nell’arco della settimana sono previste giornate non lavorate;
    • se il part-time verticale prevede una prestazione lavorativa effettuata solo in determinati periodi dell’anno esattamente prestabiliti, la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità è, in ogni caso, quella del periodo retribuito più recente; nel caso in cui la retribuzione media giornaliera subisca delle variazioni rispetto a quella del mese in oggetto, a causa della distribuzione non costante dell’orario di lavoro, la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità giornaliera deve essere riproporzionata:
      • per le giornate di astensione comprese nella pausa contrattuale, sulla base del diverso orario svolto nel periodo che precede l’interruzione dovuta al part time;
      • per le giornate di astensione successive alla pausa contrattuale, sulla base del diverso orario svolto prima della pausa o nel periodo di ripresa lavorativa.

Come si calcola l’indennità di congedo parentale orario

Se il congedo parentale è fruito in modalità oraria e non giornaliera, è il contratto collettivo applicato a definire i criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Nel dettaglio, il calcolo dell’indennità avviene su base giornaliera anche se la fruizione è effettuata in modalità oraria: il contratto collettivo deve dunque prevedere l’equiparazione di un monte ore alla singola giornata lavorativa; diversamente, la giornata di congedo parentale si determina prendendo a riferimento l’orario medio giornaliero del periodo di paga mensile che precede quello nel corso del quale ha inizio l’astensione facoltativa.

Se la fruizione avviene su base oraria, le domeniche ed i sabati (in caso di settimana corta) che cadono nel periodo di astensione non sono considerati né ai fini dei conteggi né ai fini dell’indennità.

Come si calcola l’indennità di congedo parentale a carico dell’Inps

L’indennità Inps è pari al 30% della retribuzione media giornaliera, moltiplicata per tutti i giorni lavorativi più i sabati per gli operai, più i sabati e domeniche per gli impiegati.

Se i periodi di congedo parentale vengono usufruiti in modo frazionato perché interrotti da ferie, malattia o assenze ad altro titolo, i giorni festivi, le domeniche e i sabati (nel caso della settimana corta) che ricadono all’interno del periodo di assenza non sono in alcun caso computabili né indennizzabili come congedo parentale.

Come si paga l’indennità di congedo parentale

Nella generalità dei casi [2] il datore di lavoro anticipa il trattamento economico a carico dell’Inps dovuto per il congedo parentale, e ne chiede il rimborso all’Istituto nella denuncia mensile dei contributi previdenziali (modello uniemens).

note

[1] L. 183/2014.

[2] Art.22, Co.2, Art.29 Dlgs.151/2001.

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