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Come prepararsi all’esame di avvocato

29 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 gennaio 2018



Prepararsi all’esame da avvocato richiede uno studio mirato e puntuale, ma anche una buona dose di tranquillità e concentrazione. Vediamo alcuni consigli.

Studiare giurisprudenza è un impegno notevole, con anni di intensa preparazione e approfondimento, alternati a momenti di pratica e formazione anche sul campo. Come tutti i percorsi universitari, chiaramente, il raggiungimento della laurea non è però altro che l’inizio di un altro percorso, destinato alla scelta di una carriera e di uno sbocco professionale. Per la stragrande maggioranza dei laureati in giurisprudenza, naturalmente, questo sbocco è la professione di avvocato, con lo svolgimento della pratica forense e il superamento dell’esame di abilitazione alla professione. L’esame di abilitazione per l’avvocatura è strutturato in tre prove scritte e una prova orale, e richiede una profonda preparazione sia manualistica che giurisprudenziale e processuale. Ecco dunque come prepararsi all’esame da avvocato? Come studiare per l’abilitazione da avvocato e come organizzarsi.

Prepararsi all’esame di avvocato: lo studio dei manuali

Gli scritti dell’esame di abilitazione si svolgono ogni anno nel mese di dicembre, per cui le date sono grossomodo invariate in ogni sessione d’esame. Questo consente a tutti i partecipanti di organizzarsi per tempo, incastrando lo studio dei manuali con il contemporaneo svolgimento della pratica forense. Se infatti, in prossimità delle date, è forse una buona strategia dedicare più tempo alla preparazione, studiando con maggiore assiduità (e quindi mettendosi d’accordo col proprio dominus per rimanere a casa), iniziare a solidificare la preparazione già nei mesi precedenti aiuta a non arrivare a dicembre troppo indietro col programma.

Questo suggerimento non vale necessariamente per tutti: ci sono anche candidati che hanno studiato lavorando, senza prendersi pause o potersi assentare dagli impegni professionali, riuscendo a prepararsi allo stesso modo con accuratezza. Ogni strategia può essere utile, purchè funzioni per la persona che si sta preparando, e che conosce inevitabilmente i propri punti di forza e le proprie lacune.

Prepararsi all’esame di avvocato: la redazione dei pareri e dell’atto

Un aspetto non va mai sottovalutato: stiamo parlando di una prova scritta, in cui si richiede di argomentare una posizione di parte attraverso due pareri e un atto giudiziario. La preparazione teorica classica quindi, di stampo universitario e manualistico, serve sicuramente, ma fino a un certo punto. È invece fondamentale, e imprescindibile, esercitarsi a scrivere, sia svolgendo pareri che preparando atti. Esistono numerosi testi in commercio che illustrano le tecniche di redazione e di svolgimento e che contengono pareri e atti svolti: esercitarsi a svolgerli, senza leggerli e basta ma provando a tracciare la scaletta e poi verificando lo svolgimento suggerito, permette di monitorare i propri progressi e diventare sempre più rapidi nella scrittura. Maggiore consapevolezza e sicurezza si acquisiscono esercitandosi a casa, in comodità, e maggiori possibilità si hanno di poter gestire la traccia al momento dell’esame da avvocato, in cui lo stress e la stanchezza sono decisamente maggiori. Lo stesso discorso vale per la redazione dell’atto giudiziario: dal punto di vista pratico, specialmente se si ha intenzione di scegliere in sede d’esame l’atto di diritto processuale civile, è indispensabile essersi esercitati – più volte – a redigere tutte le possibili tipologie che possono essere sottoposte in sede d’esame.

Tutto questo esercizio non può d’altronde mai prescindere dalla consultazione dei codici, sia commentati che privi di riferimenti giurisprudenziali. Dal momento però che la disciplina di legge è cambiata, e a breve i codici ammessi in sede d’esame non saranno più quelli annotati con la giurisprudenza, il taglio dello studio dovrà sicuramente essere più mirato a rafforzare la memoria su quelle che possono essere le sentenze di maggior rilievo che ci sono state negli ultimi anni. Non si tratta di impararle tutte a memoria, ma di focalizzarsi sui ribaltamenti giurisprudenziali più eclatanti, sulle sezioni unite che abbiano risolto contrasti da lungo tempo discussi in giurisprudenza. Anche in questo caso, è possibile verificare in libreria, in quanto esistono numerosi testi che riassumono le principali novità affrontando i temi più caldi dal punto di vista delle oscillazioni giurisprudenziali, ed è fondamentale prepararsi schemi, riassunti o tabelle riepilogative per un ripasso veloce dell’ultimo minuto. Ognuno di noi ha il suo metodo, l’importante è cercare di padroneggiare la materia e prepararsi il materiale da leggere e ripassare.

Prepararsi all’esame di avvocato: alcuni consigli pratici per le prove scritte

Quanto abbiamo finora detto riguarda la preparazione e lo studio delle materie delle prove dell’esame di avvocato, necessari per presentarsi alle prove con la giusta sicurezza e una buona competenza nelle discipline d’esame. Tuttavia, bisogna considerare alcuni aspetti ulteriori, che per quanto possano essere considerati, se vogliamo, regole di buon senso comune, è sempre bene tenere a mente. L’esame da avvocato, oltre che una prova di abilitazione, è anche una prova abbastanza fisica, in senso proprio: si richiede infatti ai candidati di predisporre tre elaborati in sette ore, per tre giorni consecutivi, e già solo questo è uno sforzo intellettuale non di poco conto. Però, a questo monte ore, vanno sommate le ore di attesa per entrare nelle aule – padiglioni dedicati alle prove; l’attesa che siano entrati tutti i candidati, che fa slittare ulteriormente il momento della dettatura delle tracce; le file, lunghissime, per poter accedere ai bagni; il tempo per superare i controlli: insomma, a conti fatti, si tratta di un monte ore che può raggiungere, e superare, le dodici ore al giorno, per tre giorni. Il dispendio energetico è enorme, e si somma all’inevitabile stress e alle ansie da prestazione dei candidati. Stiamo parlando, in fin dei conti, di un’abilitazione che costituisce il termine di un lungo percorso di studi e l’inizio, in caso di esito positivo, di una carriera professionale, arrivata dopo anni di studi ed esperienza. Bisogna quindi prepararsi anche a dosare le proprie energie, e ad andare preparati anche in relazione a quelle che sono le proprie esigenze psico-fisiche: da chi soffre il freddo, a chi necessita di cioccolato o caffè per mantenere viva e costante la concentrazione, va ricordato che la prova è lunga e faticosa. Fare simulazioni a casa, durante il weekend, cercando di rimanere concentrati per almeno sette ore è una buona idea per testare le reazioni e le necessità che possono emergere.

Prepararsi all’esame di avvocato: la prova orale

La prova orale dell’esame da avvocato consiste in un colloquio su sei materie, scelte dal candidato (ad esclusione di deontologia forense, che è obbligatoria) fra quelle possibili e previste dal bando. È una prova che non va sottovalutata, e che oltre a essere completamente differente da quelle scritte – per taglio e approfondimento – viene sostenuta dai candidati dopo un notevole lasso di tempo rispetto alle prove scritte, dati i tempi tecnici richiesti dalla correzione degli elaborati. È quindi importante organizzarsi bene, anche in questo caso, con la preparazione, perchè dal momento della pubblicazione degli esiti degli scritti, e a seconda della lettera sorteggiata per scegliere chi inizia le prove orali, il tempo potrebbe essere molto ristretto: iniziare con lo studio dopo aver sostenuto gli scritti (anche non immediatamente) può essere una scelta lungimirante e che fornisce il tempo necessario alla preparazione. Se poi si dovesse scoprire che le prove scritte non sono state superate, si sarebbe comunque consolidata la preparazione, e questo è certamente utile in vista del nuovo tentativo del dicembre successivo.

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Autore immagine: Pixabay.

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